I Comuni del Plein Air in Sicilia - Club Plein Air BdS

I Comuni del Plein Air in Sicilia

Per lo sviluppo di un turismo ecocompatibile, un progetto al quale il Club si dedica dal 1997.

Parecchie città grandi e piccole delle varie regioni d’Italia, fra le quali tutti i più importanti centri d’arte (Firenze, Vicenza, Arezzo, Lucca, Perugia, Bergamo, Torino, Ferrara, Siena, Bologna, Mantova, Pavia, piuttosto che Orvieto, Gradara, San Marino, Rimini, Sirmione, Montevarchi, Fano, ecc.), anche su sollecitazione delle varie associazioni di camperisti, si sono andate dotando negli ultimi anni di parcheggi attrezzati per autocaravan, seguendo le norme del Testo Unico sulla Circolazione (Codice della Strada).

Tale scelta ha favorito lo sviluppo del turismo camperistico soprattutto in alcune regioni italiane o in alcuni comprensori territoriali (o in alcuni comuni), mentre altre regioni o altre zone d’Italia hanno preferito non adottare alcun provvedimento in materia, evitando di realizzare infrastrutture in grado di accogliere (e quindi di disciplinare) quei flussi di turismo sempre più importanti legati ai veicoli ricreazionali, e magari lamentandosi a posteriori delle “invasioni del loro territorio da parte di camper”.

Proprio perché il fenomeno è in grandissima espansione, appare utile che invece tutti i Comuni, soprattutto quelli che puntano allo sviluppo economico del proprio territorio attraverso il turismo, abbiano una chiara visione da un lato del quadro normativo di riferimento del “fenomeno camper”, e dall’altro dei benefici che possono derivare dalla realizzazione, con costi modestissimi, di infrastrutture utili ad attirare proprio il turismo camperistico.

Il quadro normativo di riferimento

Al riguardo va ricordato in particolare l’art.185 del predetto Codice, che fissa alcuni punti cardine sulla circolazione e sulla sosta dei veicoli ricreazionali (camper, autocaravan, motorhome e simili a norma di legge sono denominati “autocaravan”):

stabilisce infatti che gli autocaravan ai fini della circolazione stradale in genere e agli effetti dei divieti e limitazioni previsti sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli, e che la sosta, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento o simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo;
prevede che i campeggi e le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio di autocaravan siano dotate di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli;
prevede altresì l’istituzione da parte dei Comuni di aree attrezzate nell’ambito dei rispettivi territori con apposito segnale stradale.

Com’è evidente, tali norme sono state applicate solo parzialmente o sono state del tutto disattese.

I vantaggi del turismo pleinair

A differenza del turismo “urbanizzato” (alberghi e altre strutture similari), il turismo del plein air, in quanto turismo della mobilità, risulta più duttile nei confronti delle varie realtà topografiche, urbanistiche, sociali, culturali ed economiche, e il suo impatto sulle realtà locali è di conseguenza limitatissimo. Spesso non servono nemmeno varianti a piani regolatori né tanto meno licenze edilizie, soprattutto quando è possibile trasformare un parcheggio già esistente (o parte di esso) in un parcheggio attrezzato, come meglio oltre precisato.

È ovvio che precise strategie devono indirizzare anche il plein air per non lasciare questa forma di turismo, al pari delle altre, disorganizzata, episodica, sconnessa rispetto ai contesti di riferimento: se infatti sono illegittime le eventuali ordinanze emesse localmente da alcuni Sindaci per limitare la circolazione o la sosta dei veicoli ricreazionali, è altrettanto vero che i camperisti in alcune occasioni non sono, né come singoli, né come eventuale “categoria”, immuni da atteggiamenti in contrasto con la legge o con la coscienza civica in generale. E’ il caso degli assembramenti e delle “invasioni” in piena estate lungo le coste, è il caso di un non sempre corretto utilizzo degli spazi di parcheggio nelle aree urbane mediante l’uscita di tavoli e sedie, è il caso, per quanto sempre più isolato, degli scarichi selvaggi (fatto questo non giustificabile neanche dall’assenza di una rete capillare di presidi ecologici sul territorio).

Ma è bene sapere che il turismo camperistico ha una movimentazione continua in tutto l’arco dell’anno e punta strutturalmente alla conoscenza approfondita del territorio, sia dal punto di vista monumentale e storico che da quello naturalistico e ambientale; spesso viene attirato anche dai cosiddetti “giacimenti gastronomici” legati alle produzioni agricole locali (vini, formaggi, olio, dolci, ecc.) e alle produzioni artigianali tipiche proprio del territorio, mettendo così in moto sia direttamente che indirettamente un volano economico continuo e variegato, assai diverso dal turismo organizzato, troppe volte istintivamente correlato a una politica del “mordi e fuggi”.

Tutto questo, che comporta un atteggiamento attento e approfondito nella visita di un territorio da parte dei camperisti (o della maggior parte di essi), consente di parlare di turismo “responsabile” ed “eco-compatibile”.

Il ruolo del Club Plein Air BdS

Tante – e tutte utili – sono quindi le sinergie che si possono sviluppare fra gli Enti Locali e le Pro-Loco da un lato e le più sensibili fra le associazioni dei camperisti, sia a livello federale che locale, dall’altro. Fra le associazioni più attente e attive su questo fronte si pone, come è stato sottolineato più volte dalla stampa, il Club Plein Air BdS, l’associazione che riunisce a livello regionale i camperisti del Banco di Sicilia, ben nota per il suo ruolo di promozione del turismo camperistico in tutta Italia e in Europa.

Costituito ai sensi dell’articolo 11 della Legge n.300/70, il sodalizio – che ha la propria sede centrale a Palermo in Via Rosolino Pilo n.39 – si autofinanzia mediante le quote associative versate dagli iscritti e ha un proprio direttivo, eletto dall’assemblea dei soci. Le attività più importanti sono:

l’organizzazione di viaggi in Italia e all’estero e incontri a carattere culturale e ricreativo;
una nutrita attività editoriale e giornalistica, con l’edizione di un bimestrale (“Il Club”) inviato gratuitamente ai soci, con questo sito Internet e di banche-dati informative in materia di viaggi e turismo a disposizione dei propri soci;
i rapporti con altre analoghe associazioni d’Italia e d’Europa, con la stampa del settore e, per l’appunto, con Enti e Pubbliche Amministrazioni.

Il Club Plein Air BdS, in relazione alle attività svolte negli anni, è stato accolto nel maggio 2003 nel novero delle associazioni aderenti all’A.I.T.R., Associazione Italiana Turismo Responsabile, che riunisce gli enti e le associazioni italiane che lavorano nel campo del turismo a tutti i livelli avendo adottato codici di comportamento etico per la salvaguardia dell’ambiente e delle culture locali.

Il progetto Comuni del pleinair in Sicilia

Il Direttivo del Club, proprio grazie all’esperienza maturata dai propri soci su tutto il comparto del turismo pleinair, in questi anni si è fatto promotore di un’intensa e costruttiva politica di dialogo con la Regione Siciliana, con Sindaci e Assessori al Turismo e al Territorio e con Presidenti di varie Pro-Loco, mettendo a disposizione degli Enti Locali dell’Isola un vero e proprio progetto che è stato denominato “Progetto Comuni del Plein Air in Sicilia”. Tale progetto ha lo scopo di sensibilizzare la Regione Sicilia e le Amministrazione Locali a porsi al passo con altre Regioni d’Italia che si sono dotate di uno strumento legislativo ad hoc sul turismo itinerante e che hanno stanziato dei fondi per contribuire alla realizzazione delle aree attrezzate da parte dei Comuni o dei privati, anche con contributi a fondo perduto.

Si è partiti dall’assunto che è necessario trovare, a fronte di una conoscenza tecnica del fenomeno pleinair, un equilibrato modo di organizzazione e gestione dei flussi turistici che salvaguardi da un lato la libertà del viaggiatore in camper e dall’altro l’ambiente, la popolazione e le altre risorse proprie del territorio. Un ruolo di primo piano devono giocarlo, sul piano delle strategie e degli indirizzi, gli Enti Locali (Regione, Province e Comuni), ai quali spetta altresì il compito di fornire ulteriori strumenti legislativi per l’applicazione delle norme generali contenute nel Testo Unico sulla Circolazione.

Soprattutto a livello regionale, fondamentale è il ruolo di capofila che si è assunta la Regione Marche, la prima a legiferare sulla materia fra le Regioni italiane (altre l’hanno via via seguito) mettendo a disposizione dei vari Comuni anche dei finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di apposite aree attrezzate per la sosta dei veicoli ricreazionali, la cui gestione può essere affidata a privati o direttamente assunta dai Comuni, legandola ovviamente all’osservanza di specifici regolamenti.

In assenza di una legge ad hoc in Sicilia, il Club Plein Air BdS ha presentato a fine 2001 all’Assessore al Turismo una proposta di legge per l’Assemblea Regionale Siciliana sul turismo cameristico, che riprende gran parte delle norme della legge della Regione Marche e che, in particolare, ai fini della promozione del turismo all’aria aperta:

a)
disciplina la sosta temporanea di autocaravan e caravan, oltre che nei campeggi, anche in aree apposite realizzate da Comuni singoli o associati o da soggetti pubblici o privati a supporto del turismo itinerante;
b)
delinea le funzioni minime che un’area attrezzata per veicoli ricreazionali deve avere per definirsi tali (fontanella dell’acqua, pozzetto per lo scarico delle acque reflue, piantumazione, ecc.);
c)
prevede la concessione di contributi in conto capitale ai Comuni, agli Enti e/o ai privati per la realizzazione delle aree attrezzate, nonché ai Comuni che intendono ristrutturare o ampliare le aree di sosta già esistenti nel loro territorio;
d)
dispone che tutti i campeggi e i villaggi turistici ubicati nel territorio siciliano si dotino di aree per la sosta temporanea di autocaravan e caravan (massimo 48 ore) diverse e separate da quelle disponibili per il turismo stanziale e che realizzino impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride raccolti negli impianti interni di autocaravan e caravan, qualora non ne siano provvisti, e che tali impianti siano disponibili anche per l’utilizzo di turisti che non soggiornino all’interno degli stessi campeggi e villaggi turistici;
e)
prevede infine che si dotino di camper-service per il rifornimento idrico e per lo scarico anche tutte le stazioni di servizio e i distributori di carburante ubicati nell’ambito della rete autostradale del territorio siciliano e quelli di superficie uguale o superiore a 5.000 metri quadrati ubicati nell’ambito della rete stradale e dei Comuni del territorio siciliano, nonché tutte le aziende agrituristiche ubicate nel territorio siciliano di superficie uguale o superiore ai 50.000 metri quadrati.

Cos’è un parcheggio attrezzato per veicoli ricreazionali

Progetto per Area Attrezzata (Click per ingrandire)Ma cos’è in poche parole un’area (o parcheggio) attrezzato per autocaravan? Come si può dedurre dalla piantina allegata, è un parcheggio con qualche attrezzatura in più rispetto a un qualsiasi parcheggio per automobili (ma, come dicevamo, può anche essere una parte di un’area già esistente sul territorio comunale già dedicata alla sosta dei veicoli), ben integrato nel tessuto urbano e nell’ecosistema, sistemato ovviamente in posizione tale che sia facilmente accessibile a veicoli di dimensioni maggiori rispetto a quelle di una comune automobile (in genere in periferia, ai margini di una circonvallazione, ecc.) e, dal punto di vista dell’orografia, pianeggiante o sistemata in piani degradanti a terrazza; è un’area segnalata da tutte le strade di accesso al Comune, il cui utilizzo è regolamentato e in genere a pagamento; può essere recintata e sorvegliata.

Per quanto riguarda le infrastrutture, l’area in questione deve essere dotata di alcune infrastrutture:

segnaletica con l’indicazione della “P” (parcheggio) e con la sagoma di un camper lungo tutte le strade di accesso al Comune, in modo tale da garantire la più semplice veicolazione dei mezzi ricreazionali verso l’area;

all’interno dell’area:

un minimo di alberatura, sia perimetrale che possibilmente interna (per esempio con arbusti e siepi oltre che con alberi di alto fusto);
illuminazione notturna;
fontanella di acqua potabile, necessaria al rifornimento idrico dei mezzi;
pozzetto a griglia chiusa per lo scarico dei WC chimici e delle acqua bianche e nere: in genere è un tronco di piramide rovesciata dotato appunto di una griglia larga con apertura e chiusura a mano o a pedale;
eventuali prese di corrente a norma CEE in apposite colonnine, utilizzabili solo nel caso in cui sia previsto il pagamento del parcheggio, con tariffe a parte, e sempre che l’area sia sottoposta a effettiva guardiania;

all’ingresso dell’area o nelle sue immediate vicinanze:

cartelli che evidenzino sia il regolamento di gestione e utilizzo dell’area che le eventuali tariffe di pagamento per la sosta e gli altri servizi;
posto di raccolta dei rifiuti solidi urbani, meglio se con cassonetti che prevedano la raccolta differenziata;
cabine telefoniche;
cartelli di informazioni turistiche (per esempio una mappa della città e dei suoi principali monumenti) e, possibilmente, un gazebo, magari attivo solo in estate, con personale della Pro-Loco o dell’Ufficio Turistico del Comune (una parte dell’area può essere dedicata alla sosta dei bus turistici, onde consentire anche lo scarico delle acque reflue degli stessi);
capolinea o fermata di autobus limitrofa all’ingresso dell’area, qualora la stessa sia ubicata lontano dal centro storico del Comune o in posizione tale per cui questo non sia facilmente raggiungibili a piedi.

Strumenti, costi e benefici dell’area

Non necessitano interventi urbanistici particolari per la realizzazione di parcheggi attrezzati per autocaravan, se non quelli strettamente necessari alla realizzazione di un qualsiasi parcheggio scoperto per autoveicoli attraversato da rete fognaria.

Qualora si voglia utilizzare per le necessità dei veicoli ricreazionali un parcheggio già esistente o parte di un parcheggio per autoveicoli, nessuno strumento urbanistico o burocratico deve essere adottato al di fuori di un’Ordinanza Municipale. In tal caso, essendo intanto sufficiente il solo allestimento di un presidio ecologico e di una fontanella d’acqua, la spesa si aggira sui 2.000/4.000 euro. Basta la buona volontà!

Insomma, un atteggiamento più benevolo nei confronti dei turisti del plein air, con quelle misure anche minime che possano agevolare la sosta di autocaravan pur in un qualsiasi parcheggio del territorio comunale, non può che portare benefici all’economia locale (ristoranti, pizzerie, bar, botteghe di artigiani e commercianti di souvenir, ecc.) e alla conoscenza del territorio (musei, aree archeologiche, architetture, aree naturalistiche, ecc.), contribuendo a rendere il Comune stesso più aperto e sensibile alle esigenze di tutti, in un’ottica di turismo globale.

In relazione a tutto quanto precede, il Club Plein Air BdS offre la propria collaborazione alla realizzazione di questo Progetto, con l’obiettivo di fare della Sicilia, terra dedita per vocazione geografica e storica al turismo, la regione italiana con il maggior numero di “Comuni del Plein Air”.

REGOLAMENTO PER LA SOSTA DI AUTOCARAVAN
SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI ______________________

IL SINDACO DI _____________________,

Premesso:

che l’art. 54 del Codice della Strada definisce “autocaravan” gli autoveicoli aventi una speciale carrozzeria e attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente;
che l’art. 185 del predetto Codice stabilisce che gli autocaravan ai fini della circolazione stradale in genere e agli effetti dei divieti e limitazioni previsti sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli e che la sosta, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento o simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo;
che il medesimo art. 185 prevede che i campeggi e le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio di autocaravan siano dotate di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli;
che sempre l’art. 185 del Codice della Strada prevede altresì l’istituzione da parte dei Comuni di aree attrezzate nell’ambito dei rispettivi territori con apposito segnale stradale;
che con Deliberazione del Consiglio Comunale numero ____ il Comune di _____________________________ ha deciso di regolamentare a norma di legge la sosta dei veicoli ricreazionali sul territorio comunale e di dotarsi conseguentemente di un’area attrezzata per autocaravan, inserita nel Piano Urbano di Sviluppo e iscritta in catasto al foglio _______ , mappale n._________ ;

con la presente Ordinanza stabilisce che:

1.
E’ individuata, in _____________________ , un’area attrezzata di metri quadri _____destinata alla sosta degli autocaravan, sita tra le vie _____________________________ e _________________________, con accesso dalla via _________________________ al numero civico_____. L’area può essere utilizzata da tutti i coloro che dispongono di autocaravan fino a un massimo di 2 (due) pernottamenti consecutivi; è esclusa la sosta o l’alloggiamento di roulotte, carrelli, tende o altri veicoli; l’ingresso è precluso altresì a coloro che, pur in possesso di autocaravan, possano creare disturbo o nocumento ad altri utilizzatori dell’area o all’area stessa. E’ vietato il campeggio con qualsiasi modalità.
2.
L’area, opportunamente recintata e con delimitazione a verde, è dotata di servizi di scarico per le acque reflue (bianche e nere), fontanella di acqua potabile, contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, illuminazione notturna.
3.
Gli autocaravan vanno disposti all’interno degli spazi delineati e in modo tale da non intralciare le manovre altrui o l’uso degli impianti.
Non è consentito:
l’utilizzo di acqua potabile per usi diversi dall’approvvigionamento a uso alimentare ed igienico-sanitario;
lo scarico dei WC chimici e delle acque bianche e nere al di fuori dell’apposita griglia di raccolta;
l’abbandono di qualsiasi tipo di rifiuti solidi al di fuori degli appositi contenitori;
la monopolizzazione del territorio;
il dispiegamento di sedie e tavoli e l’apertura di tende e verande, così come l’uso di barbecue o la stesura di panni o altro al sole;
l’utilizzo di generatori di corrente anche se silenziati;
l’assunzione di qualsiasi atteggiamento che crei o simuli una situazione di campeggio per la quale l’area non è destinata.
4.
Le tariffe sono esposte all’ingresso dell’area in modo ben visibile agli utilizzatori. Il pagamento della tariffa giornaliera di euro _____ dà diritto all’utilizzo di uno spazio per 24 ore o frazione di esse, dal momento dell’arrivo sino alle ore 10 del mattino successivo. La permanenza oltre le ore 10 di ciascun giorno comporterà il pagamento di un’altra giornata di sosta, fino a un massimo – comunque – di due notti consecutive. Il relativo pagamento dovrà essere effettuato giornalmente e del pagamento sarà rilasciata apposita ricevuta.
5.
E’ consentito altresì, a coloro che non intendono stazionare nell’area, l’uso dei servizi di scarico dei WC chimici e delle acque bianche e nere nonché il carico dell’acqua potabile con ingresso nell’area per il periodo strettamente necessario a dette operazioni; detto servizio è soggetto alla tariffa di euro _____ .
6.
L’operazione di scarico dei WC chimici e delle acque bianche e nere nell’apposita griglia va effettuata seguendo le più elementari norme igieniche e della buona educazione. In particolare, l’autocaravan dovrà essere posizionato in modo che le tubazioni di scarico si trovino esattamente al centro della predetta griglia e, a scarico ultimato, tutta l’area circostante la griglia oltre che la griglia stessa dovranno essere ripulite utilizzando l’apposita canna dell’acqua in modo tale da eliminare eventuali residui cartacei o di altro genere.
7.
Coloro che utilizzano l’area sono tenuti a osservare un comportamento decoroso e rispettoso delle persone e delle cose altrui.
E’ espressamente vietato:
tenere radio, televisori e diffusori accesi a un volume che possa recare disturbo ad altri;
effettuare schiamazzi diurni o notturni;
giocare al pallone o ad altri giochi collettivi;
girare all’interno dell’area con motorini;
lasciare animali domestici incustoditi o liberi di disturbare gli altri frequentatori dell’area o di imbrattare con residui organici l’area stessa o le strade adiacenti.
8.
Coloro che trasgrediscono le norme del presente regolamento saranno allontanati dall’area e saranno loro applicate sanzioni amministrative, del valore compreso fra euro 100 e 1.000, da applicarsi secondo le norme e le procedure di cui al Codice della Strada e della legge n. 689 del 24/11/1981, salvo che il fatto non integri gli estremi di violazioni diverse. In caso di danni agli impianti e alle attrezzature, l’utente che ha causato il danno è tenuto all’immediata riparazione o, in caso di impossibilità a farlo, al risarcimento delle spese che dovranno essere sostenute per effettuare la riparazione del danno stesso.

La Polizia Municipale e le altre Forze dell’Ordine sono tenute a fare rispettare il presente Regolamento.

______________ , lì __________

IL SINDACO

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