Berlino, la capitale del 2000

Berlino, la città senza “muri”.

 

La porta di BrandeburgoLa Berlino di oggi è una metropoli in piena trasformazione, una città industriale dove si mettono alla prova la convivenza dei cittadini vissuti sotto due sistemi sociali, politici ed economici molto diversi. Parallelamente a questa trasformazione socio-economica si muove anche una trasformazione politica che ha avuto il suo culmine nel 1999 con il trasferimento del Parlamento nel palazzo già sede del vecchio Reichstag, incendiato da Hitler il 27 febbraio 1933; ed è stato in coincidenza di questo evento che Berlino è ritornata ad essere il centro politico della Germania.

Come città turistica Berlino ancora oggi si presenta ai nostri occhi come un immenso cantiere edile con centinaia e centinaia di gru disseminate in tutta la città, dalla periferia ai punti più centrali, come la Porta di Brandeburgo, dove si continua a lavorare alacremente. Ma di quel passato un po’ tutti ricordiamo le macabre sequenze: non invia messaggi rassicuranti ma invita alla riflessione destando ancora oggi inquietudine.

Oggi l’emblema forse più rappresentativo di quel triste passato è quello che la Repubblica Democratica Tedesca chiamava la “barriera protettiva antifascista” (per noi, il Muro), che è tuttora presente qua e là ma è destinato a scomparire, e con esso la principale macabra attrazione. Quei 165 chilometri, di cui 46 all’interno della città, nacquero il 13 agosto del 1961, prima sotto forma di filo spinato e dopo alcuni giorni sostituiti da blocchi di calcestruzzo e pannelli di cemento armato.

L’abbiamo trovato, dopo tanto chiedere e girare, dopo tante risposte evasive o fuorvianti. Si capisce chiaramente che per i tedeschi di oggi, quel “Muro” è motivo di vergogna, e che prevale in essi la voglia di voler rinnegare quel triste periodo, di voler dimenticare ciò che rappresentò, di voler cancellare tutte le vecchie tracce di un triste “momento” di grande follia.

La Berlino del dopo-muro è infatti un luogo che ormai sia la guerra sia alcune persone prive di rispetto per la storia hanno “svuotato” lasciando spazio ad architetti, ingegneri progettisti che si stanno dando molto da fare per gestire il rinnovamento con razionalità e buon gusto. E come una cicatrice, a ricordo dell’antica sofferenza, l’amministrazione berlinese ha voluto affiancare a quel che rimane del Muro, un museo all’aria aperta.; una mostra fotografica che porta un titolo quanto mai emblematico “Topografia del terrore” e che ne ricostruisce la storia.

Berlino ha oggi una dimensione completamente nuova. E’ passata da “città più orientale dell’Occidente” dei tempi del dopoguerra, con i suoi grigiori, con i suoi rigori, con la sua particolare situazione politica, con il suo essere linea di demarcazione culturale ed ideologica, a “città più occidentale dell’Est europeo” di oggi, dato che si trova al centro di un movimento vorticoso dove Est ed Ovest ritornano ad essere due punti cardinali non più strettamente legati a significati politici. In questa situazione è quanto mai difficile voler scrivere una “guida” di Berlino, una città dove tutto è mutato e muterà continuamente ancora nei prossimi mesi.

Per vedere Berlino non bastano alcune passeggiate, ma si dovranno dedicare alcuni giorni alla sua visita. Bella la zona della Unter Den Linden che dà un’idea di quanto fosse bella la vecchia Berlino. Non altrettanto fascino ha il Nicolai-Viertel che vorrebbe essere la ricostruzione di un antico borgo medievale e dove non c’è nulla di originale.

La cosa più bella della città è certamente il centro. La torre della TV ad Alexan-der Platz, alta 365 metri, è una delle costruzioni più alte d’Europa, dove a 207 metri è stato realizzato un caffè-ristorante girevole da cui si può ammirare uno splendido panorama della città sorseggiando un caffè o una birra. Da qui si vede il Reichstaggebaude, il vecchio palazzo che fu sede del Parlamento tedesco dal 1894 al 1933; del quale Hitler diceva: “Questa casa non è fatta per noi”. E lamentava che alla costruzione dell’edificio avessero preso parte troppi ebrei. E si ammira la Marienkirche, una delle chiese più antiche della Berlino medievale che con la ricostruzione del centro della città è stata totalmente isolata dal contesto storico ed è rimasta come un corpo estraneo, posta com’è di traverso tra la Karl-Liebknecht-Strasse e la torre della televisione.

La Gendarmenmarkt è ritenuta una delle più eleganti piazze d’Europa (avendola vista ritengo di avere qualche personale riserva in merito), dove si erigono due duomi: uno francese, in memoria di esuli francesi perseguitati in patria, l’altro tedesco dove è ospitata una grande mostra della storia tedesca degli ultimi due secoli. Al centro della piazza sorge il teatro di prosa Schauspielhaus, oggi adibito a sala concerti.
berlinoLa Postdamer Platz è un’altra grandissima piazza, proprio a ridosso del Muro, che forse più di ogni altra zona della città dà il segno del cambiamento. Dopo gli anni nei quali è stata trasformata in un gigantesco cantiere, la piazza ospita oggi le sedi di diverse multinazionali e al centro un moderno Info-Box rosso dove si possono vedere il modello in scala della città, simulazioni al computer, film, ecc.

Lo Zoologischer Garten è il più importante fra i due zoo della Berlino pre-Muro (uno nella zona est e uno nella zona ovest); si trova nell’ex settore occidentale e, con i suoi 11.000 esemplari di animali, compreso il Panda cinese, è il più ricco del mondo. Non si può tralasciare la visita dell’Acquario che è uno dei più belli d’Europa e si trova all’interno dello Zoo.

Pressocchè unita a Berlino è Postdam, che nel passato fu una delle più importanti città barocche della Germania e principale base dell’Armata Rossa nella Germania orientale. Oggi si presenta ai nostri occhi così come ci si può immaginare una ex-cittadina dell’Est: austera, sobria, povera, essenziale. Abbiamo visto decine e decine di case abbandonate, fabbriche e casermoni vuoti e in stato di grande abbandono (sembra che alcune di queste costruzioni servissero da alloggio per i militari), segno di una migrazione forse ormai conclusasi, ma che ha lasciato dietro di sé i segni del vecchio regime della RDT.

Alla periferia della città vi sono il parco ed il castello di Sanssouci. Grandioso il primo, piccolo e raccolto il secondo poiché lì il sovrano voleva vivere in pace e senza preoccupazioni (in francese “sans souci”, per l’appunto).

Quasi tutto quello che si consiglia di vedere è interessante, ma ancora più belle sono le scoperte che si fanno da soli, spesso casualmente, magari capitando in un cortile interno o in una delle tante strade secondarie della città.

Notizie utili

Il percorso più breve tra l’Italia e Berlino è quello via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Monaco, Norimberga: 851 km. tutti in autostrada dove non esistono limiti di velocità e dove non si paga pedaggio (in Austria è però necessario munirsi del bollino settimanale o mensile o annuo).

I negozi sono aperti dalle 9 alle 18 (alcuni il giovedì fino alle 21) il sabato dalle 9 alle 13.

Berlino, quanto costa? Il gasolio da 1,23 a 1,37 DM; i francobolli 1 DM, il campeggio 12 DM adulti, 4 DM bambini, 10 DM il camper; il biglietto giornaliero per i trasporti pubblici 22.50 DM; il posteggio allo Zoo 12 DM; una “baguette” (pane da 250 gr.) 2.90 DM; una lattuga 1,5 DM; un giornale quotidiano 1 DM. La birra è molto buona; meno frizzante di quella che normalmente beviamo in Italia e bassa di gradazione alcolica, ad un prezzo veramente accessibile.

 

I musei di Berlino (Nota di Maurizio Karra)

Nessuna città del mondo può vantare un numero maggiore di musei rispetto a Berlino. Sono 170, ma il loro numero è destinato a crescere nonostante la caduta del muro abbia reso necessaria l’unificazione e la riorganizzazione di molti sedi museografiche in passato divise fra la Berlino dell’ovest e quella dell’est.
Uno dei musei che è stato recentemente riorganizzato (e che appare fra i più importanti del mondo) è la Gemaldegalerie (Mattalkirchplatz) in cui sono ora esposti su un fronte di circa 3 km. oltre 3.000 capolavori della pittura europea dal ‘300 a tutto l’800, mentre nel Dahlem Museum (di Arnimalleé, 23) sono rimaste solo le collezioni extraeuropee.
Anche i due Musei Egizi (quello di Schlossstrasse, 70 e quello di Bode Insel) troveranno prima o poi una unica sistemazione, ma ancora rimangono divisi. Mentre rimane unico, non solo nella capitale tedesca ma anche al mondo, il Pergamon Museum, dove è stata portata e sistemata dopo essere stata precedentemente smontata da Bergamon in Turchia la gigantesca e famosa “Ara di Pergamo”, uno dei massimi esempi dell’arte ellenistica ionica.
Per chi ama l’arte moderna, l’ultimo ad essere stato inaugurato è il Museum fur Gegenwart (Invalidenstrasse, 50), dedicato solo alle opere di artisti del XX secolo; mentre il Martin Gropius Bau (Stresemannstrasse, 110) rimane importantissimo per l’arte degli ultimi due secoli.
Ma fra i musei da non perdere c’è anche il Museo del Muro (Friederichstrasse, 44), a pochi passi da dove si trovava quel Checkpoint Charlie immortalato da tanti film di spionaggio degli anni passati. Nonché il nuovo Judisches Museum (Lindenstrasse, 9), un doveroso tributo della città che fu sede del Terzo Reich all’Olocausto e alla storia del popolo ebreo.

Luigi Fiscella
(2000)