Corsica: la più vicina delle isole lontane

Abbiamo percorso un itinerario tra mare e montagna, un microcosmo di boschi, spiagge e calette, passando fra antiche chiese, riserve naturali e piccoli borghi senza tempo.

 

BonifacioLa Corsica è un continente in miniatura nel Mediterraneo, un mondo in un’isola, ovvero la più vicina delle isole lontane. Abbiamo la sensazione di aver penetrato soltanto una parte di questa terra, quel tanto però che basta a stimolare la voglia di tornarci ancora per riuscire a cogliere altri volti, altre immagini di un’isola affascinante e misteriosa, per molti versi simile alla sua gente, riservata e gelosa della propria etnia, che solo un po’ alla volta è disposta a donarsi e farsi conoscere e … amare.

Cenni storici

Le prime presenze umane nell’isola risalgono al 6.000 a.C. (la dama di Bonifacio è venuta alla luce nel 1972). Intorno al 2.000 a.C. i Torreani, popolo del mare, si insediano nella zona di Filitosa. Nel VI secolo a.C. i greci Focesi fondano Alalia (Aleria), utile base commerciale nel Mediterraneo. Dopo di loro fondano insediamenti anche Etruschi e Siracusani, sostituiti nel III secolo dai Cartaginesi e poi dai Romani che lentamente iniziano la conquista dell’isola.

Dal V secolo d.C. cominciano le invasioni barbariche di Vandali, Ostrogoti, Longobardi e successivamente dei Saraceni. Nel 1077 inizia l’era pisana, terminata con la battaglia della Meloria vinta dai Genovesi nel 1284. Si succedono 5 secoli di dominazione genovese, interrotti da periodi di controllo aragonese, francese e dalla breve stagione della Corsica libera di Pasquale Paoli (1755-1769).

Con il Trattato di Versailles l’isola passa alla Francia il 15 maggio 1769. Soltanto due mesi più tardi nasce ad Ajaccio Napoleone Bonaparte. Dopo appena 20 anni, non abituati alle insistenze della storia, i corsi continuano a ribellarsi ad una situazione considerata di sopraffazione. Vari movimenti autonomisti e indipendentisti rivendicano il riconoscimento di una nazione e di una lingua corsa e ciò in aperto contrasto con l’autorità francese.

Le grotte marine di PortoSolo nel corso del XIX secolo il processo di integrazione della Corsica nello stato francese avviene in maniera rapida e senza forti resistenze. Il miglioramento delle condizioni di vita fa crescere il numero degli abitanti fra il 1880 e il 1950, determinando un esodo verso le colonie d’oltremare poichè le risorse dell’isola non permettevano una popolazione così numerosa.

Dopo il 1960 il governo francese attua un piano di valorizzazione con la bonifica delle coste orientali e la dotazione di attrezzature turistiche lungo la costa. Si determina così un’inversione di rotta del flusso migratorio da parte però di non residenti del tutto estranei alla cultura locale che lasciano ai corsi appena il 20% delle attività turistiche. Questa nuova colonizzazione dell’isola porta alla nascita nel 1973 del Fronte di Liberazione Nazionale corso e iniziano gli attentati contro le attività gestite dagli stranieri, con il preciso obiettivo di tutelare l’economia, la lingua e l’autonomia amministrativa dell’isola.

Dal 1974 il corso viene regolarmente insegnato nelle scuole, nel 1981 è stata restituita l’Università di Corte e nel 1982 la regione Corsica, formata dai due dipartimenti Haute Corse (Bastia) e Corse du Sud (Ajaccio), diventa a statuto speciale. Dal 1991, con l’aggiornamento dello statuto, le competenze dello stato in materia culturale, economica e sociale sono state trasferite all’Assemblea della Corsica.

Itinerario

1° giorno: Bastia-Ghisonaccia, 90 km.
Partiti da Livorno alle 13,30 sbarchiamo puntuali a Bastia dopo 4 ore e raggiungiamo in serata Ghisonaccia per la sosta al camping Arinella Bianca (4 stelle – ottimo – spiaggia privata – piscina – ristorante – camper service – lire 104.000 per due notti).

2° giorno: sosta in campeggio – mare e relax.

3° giorno: Ghisonaccia-Bonifacio, 130 km.
Nella mattinata sosta e pranzo a Porto Vecchio, antica città e porto di origine genovese, dominata dalla fortezza con superba vista sul porto, le saline e il golfo. Nei dintorni troviamo le spiagge top della parte orientale con acque trasparenti ed entroterra verdissimo (Palombaggia, Cala Rossa, S. Giulia). Intero pomeriggio dedicato alla visita di Bonifacio,estremità meridionale della Corsica, letteralmente appollaiata su un’estesa falesia calcarea con un porto canale lungo 1.600 metri e largo 100, dominato dalla cittadella. All’interno un dedalo di viuzze, una fitta rete di edifici storici e negozietti d’antiquariato con splendidi panorami sul fiordo e sulle ventose Bocche di Bonifacio (in questo punto solo 7 miglia separano la Corsica dalla Sardegna). La sera sosta al Camping Des Iles, posto su un promontorio 4,5 metri ad est vicino Capo Pertusato e di fronte alle ricercate isole di Lavezzi e Cavallo (3 stelle – suggestivo – piscina – ristorante – camper service – spiaggia di Pianarella a 900 metri – lire 104.000 per due notti).

4° giorno: Bonifacio-Propriano, 70 km.
Nella mattinata escursione in battello di 1 ora (lire 36.000), dalla Marina di Bonifacio alle Grotte di Sdragonato e S. Antoine, costeggiando le alte falesie calcacaree a strapiombo sul mare. Nel pomeriggio visita di Sartene, cittadina medievale con alte case in granito scuro simili a fortezze che si affacciano con ripide scalinate, archivolti e camminamenti bui sul golfo di Valinco. Dopo un salutare bagno sull’ampia spiaggia di Ruppione, sosta a 2 km. da Propriano al camping Tikiti (3 stelle – buono – vista incantevole sul golfo – ristorante – spiaggia a 600 metri – lire 52.000).

5° giorno: Propriano-Porticcio, 70 km.
La mattina bagno sulla bella spiaggia di sabbia e scogli di Olmeto e poi visita (lire 30.000) del sito archeologico di Filitosa con annesso museo, ricco di statue menhir e dolmen, mirabile esempio di villaggio preistorico e, al contempo, luogo tranquillo e spirituale, in mezzo ad una ricca vegetazione che mitiga il caldo e offre aromi di resina e mirto e l’odore pungente del rosmarino e della salvia selvatica. Dopo pranzo sosta al camping Benista, a 2 km da Porticcio e a 16 da Ajaccio, (4 stelle- ottimo – ristorante – piscina – camper service – fermata bus davanti l’ingresso – lire 104.000 per due notti).

6° giorno: sosta in campeggio

7° giorno: Porticcio-Porto …scusate il bisticcio, 90 km.
Visita dopo pranzo al paesino di Cargese, scampolo inaspettato di Grecia trasferito qui in Corsica, con 2 chiese – quella cattolica e quella ortodossa – che si fronteggiano tra verde e fiori a picco sul mare e dove la messa viene officiata alternativamente dall’unico prete presente nella comunità. Dopo un bagno nella vicina spiaggia di Pero facciamo rotta verso Porto, attraversando i rilievi tormentati dei calanchi, spettacolare e magnifico luogo caratterizzato da scoscese pareti di roccia granitica rossastra erose dall’acqua e dal vento, che formano i cosiddetti tafoni, cavità sferiche e non, più o meno pronunciate, che scatenano la fantasia e conferiscono all’insieme una conformazione geologica pressocché unica. Per una migliore percezione della suggestione del sito si riportano qui di seguito le parole dello scrittore Guy De Maupassant: …una foresta, una vera foresta di granito porporino. Picchi, colonne, campanili, straordinarie figure modellate dal tempo, dal vento divoratore, dall’aria salsa. Alte fino a 300 metri, sottili, ritorte, adunche, deformi, impreviste, fantastiche, quelle rocce meravigliose parevano alberi, piante, enormi uccelli. Tutto un popolo mostruoso, un serraglio di incubi pietrificati dalla volontà di qualche dio stravagante (Una vita, 1883). In serata sosta a Porto al Camping Municipale Ota (2 stelle – modesto – lire 49.000).

8° giorno: Porto-Calvi, 90 km.
La mattina l’abbiamo dedicata alla visita dei calanchi via mare, con una gita in battello nel golfo di oltre due ore da Porto a Capo Rosso e ritorno (lire 120.000) Forse il più bel tratto di costa della Corsica, con scogliere rossastre a strapiombo nel blu intenso del mare che racchiudono magnifiche baie e spiagge di sabbia e ciottoli con caverne a filo d’acqua, dove fino a mezzo secolo fa vivevano le foche monache. Dopo pranzo ci dirigiamo a nord verso Calvi, percorrendo quasi 100 chilometri di strada tortuosa e panoramica con incomparabili viste sul golfo di Girolata con il parco riserva naturale della Scandola. Visita alla cittadella di Calvi con la chiesa di St. Jean Baptiste e l’Oratorio di St. Antonie e bel panorama sul golfo e sulla città. Sosta appena fuori dall’abitato al camping Paduella (2 stelle – buono – camper service – a 300 metri dal mare, lire 44.000)

9° giorno: Calvi-Corte (Gole della Restonica), 90 km.
Dopo aver trascorso l’intera mattina sulla nella spiaggia di Algajola ci addentriamo nel cuore dell’isola verso Corte, roccaforte a presidio delle valli del Tavigliano e della Restonica, la storica capitale di Pasquale Paoli, compiendo un vero salto nel tempo: scalinate di ciottoli, la Place Gaffori con la chiesa dell’Annunziata, il Palazzo Nazionale e l’Università e ancora la statua e la casa natale del generale J.P. Gaffoni, con la facciata ancora segnata dalle pallottole sparate dai genovesi a metà settecento. Da qui risaliamo per circa 5 chilometri il corso del fiume Restonica sino al camping Tuani, oltre il quale è vietato proseguire ai camper perchè la strada si restringe (2 metri) addentrandosi per 9 chilometri (per buona parte percorsi a piedi), fra foreste di castagni e pini e gole profonde anche 400 metri. Sosta in campeggio in riva al torrente (2 stelle – ristorante – in pendenza, ma suggestivo …quasi alpino – lire 45.000).

10° giorno: Corte-Saint Florent, 110 km.
Dopo un’abbondante colazione in uno dei tanti bar-pasticcerie dell’animato e commerciale Cours Paoli raggiungiamo Bastia, dedicando tutto il pomeriggio alla visita del caratteristico porto vecchio con la chiesa di St. Jean Baptiste, della Terra Vecchia, antico quartiere marinaro, e della Terra Nova, la cittadella con la chiesa di St. Marie e la chapelle S.te Croix, scenografico oratorio del 1500. A fine giornata attraversiamo la Serra di Pigno e Patrimonio, regione famosa per i vini, e raggiungiamo Saint Florent, frequentata località balneare e porto turistico, posta fra il roccioso deserto Des Agriates (è qui e non sulle coste troppo costruite della Normandia che sono state girate le scene dello sbarco alleato del famoso film “Il giorno più lungo” con Robert Mitchum e John Wajne) e la suggestiva penisola di Cap Corse, meta dei prossimi due giorni. Sosta al camping Kalliste (3 stelle – buono – ristorante – vicino al mare – lire 49.000).

11° giorno: Saint Florent-Centuri, 60 km.
Dopo un bagno sulla spiaggia adiacente al campeggio iniziamo il giro in senso orario di un angolo di Corsica defilato e un po’ segreto, quello chiamato da tutti il dito per l’inconfondibile forma che ricorda un indice puntato verso la Liguria. Sulla costa occidentale, la più mossa e rocciosa, la strada sospesa sulla scogliera come un belvedere che invita – guidando però con attenzione – alla scoperta di paesi arroccati e scampoli di terra tra cielo e mare. E così attraversiamo Nonza, con la torre più fotografata dell’isola su uno sperone di roccia a picco sul mare, pino, villaggio suggestivo con un grappolo di case fra la torre di Seneca e la chiesa barocca di Santa Maria, e Centuri, borgo di pescatori con le casette intonacate di chiaro. Da qui scendiamo a Centuri-Port, incantevole marina sita in una piccola baia fronteggiata dall’omonimo isolotto frequentata da pescherecci e barche da diporto. A un chilometro da qui sostiamo al camping Isolottu (1 stella – buono – camper service – ristorante – a 500 metri dal mare – lire 36.000).

12° giorno: Centuri-Bastia, 60 km.
Fra un bagno e l’altro continuiamo il periplo del dito, superando i borghi di Rogliano (convento di St. Francoise e chiesa dei Santi Cosma e Damiano), Macinaggio (approdo turistico), ed Erbalunga (bel porticciolo con ridente piazzetta che diede i natali allo scrittore Paul Valery). Sostiamo a Miomo, piccola stazione balneare con torre genovese a guardia della piccola spiaggetta di ciottoli posta a metà strada fra Erbalunga e Bastia, al camping Casanova (2 stelle – buono – a 100 metri dal mare – comoda base a soli 10 minuti dall’imbarco per Livorno dell’indomani – lire 53.000).

13° giorno: imbarco puntuale alle ore 13,30 per Livorno.

Scheda sintetica

Periodo: dal 25 agosto al 6 settembre 1998;
veicolo: motorhome Laika Ecovip 300L;
equipaggio: 4 persone;
itinerario: periplo orario della Corsica con escursioni all’interno;
km. percorsi: 860 con un consumo di 100 litri di nafta;
imbarco: Livorno-Bastia a/r;
documenti: carta d’identità;
valuta: franco francese, pari a circa 300 lire;
lingua: francese, ma molti comprendono l’italiano;
clima: temperato, con prevalenza di sereno;
pernottamenti: sempre in campeggio (12 notti);
problemi: nessuno;
costo: lire 3.600.000.

Diario di bordo

Il periodo migliore per conoscere la Corsica e fare anche mare va da maggio a ottobre.
La stazza del nostro mezzo (metri 6,52 x 2,32 x 2,92) si è forse rivelata un tantino ingombrante in alcune occasioni (strette e tortuose le strade interne e sul versante occidentale e difficoltoso l’accesso ad alcune spiagge), ma estremamente comoda e funzionale per il soggiorno.
Il nostro equipaggio comprendeva Marzia e Chiara di 10 e 15 anni per un totale di 4 adulti (tali si è over 7 nei campeggi!).
La percorrenza di soli 860 chilometri in poco meno di due settimane (poco più di un pieno di carburante) ci ha permesso una vacanza rilassante, con soggiorni frequenti sulle splendide e non affollate spiaggette di sabbia, calette fra gli scogli, baie, calanchi, porticcioli, accompagnati da un clima mite con giornate soleggiate. Abbiamo effettuato il periplo dell’isola in senso orario da Bastia a Bastia, non trascurando una visita a Corte, già capitale storica, sita al centro della Corsica, nel cuore del parco naturale regionale (le singole tappe sono descritte nell’itinerario).
La spesa di lire 3.600.000 comprende la nave (a/r lire 659.000) della Compagnia Corsica Ferries che effettua il collegamento in 4 ore tre volte al giorno nel periodo estivo. La suddetta cifra si riduce considerevolmente tenendo conto dei costi sostenuti per i campeggi (lire 600.000), ristoranti (lire 1.100.000) e vino e vestiario (lire 500.000).

Suggerimenti

Chi contattare – Cosa consultare

Ente Nazionale Francese per il turismo, via Larga 7, 20122 Milano, tel. 166.116.216 – 02.831.64.71, fax 02.583.165.79.
Corsica Ferries, informazioni e prenotazioni a Livorno Stazione Marittima, tel. 058.689.89.79, fax 058.689.61.03.
Guida Verde T.C.I. Corsica, pagg. 184, lire 39.000 (31.200 per i soci).
Le Guide del Gabbiano – Corsica, pagg. 154, lire 16.500.

Cosa vedere (valgono il viaggio)
La bianca Bonifacio, città spettacolo della natura; il sito archeologico di Filitosa, dolmen e menhir preistorici; i calanchi del porto, rocciosa muraglia a strapiombo sul mare; Corte e le Gole della Restonica, il cuore dell’isola; la penisola di Cap Corse, scorci panoramici di rara bellezza.

Dove mangiare

A Bonifacio: “Albatros”, affacciato sul porto, specializzato in piatti di pesce, crostacei, molluschi, lire 40.000.
Ad Ajaccio: “U Borgu”, vista sul porticciolo, cucina corsa e specialità di mare, lire 30.000.
A Centuri Port: “Le Langustier”, terrazza sulla marina e crostacei di ogni tipo e dimensione, lire 55.000.
A Miomo: “Le Casanova”, davanti al camping omonimo, cucina corsa raffinata, accogliente, lire 35.000.

Come muoversi
Senza fretta, potendo così scegliere e gustare le centinaia di spiaggette disseminate lungo gli oltre 1.000 chilometri di costa. E in senso orario, perché nella carreggiata di destra si rimane a ridosso delle montagne (attenti però agli spigoli di roccia sporgenti), lasciando a chi incrocia il rischio di un salto nel vuoto (molti tratti occidentali e il “dito” sono privi di protezione.

Come pagare
Con carte di credito (accettate quasi ovunque) o utilizzando i bancomat, prelevando la somma occorrente magari in un’unica soluzione (commissione fissa lire 8.000 a prelievo).

Come comportarsi
Da ambasciatori di pace, con civiltà e soprattutto con umiltà, perché i corsi, fra dominazioni e rivolte (ma sono molto simili a noi siciliani) sono da un lato orgogliosi difensori della propria autonomia, dall’altro desiderosi di rivelare la propria indole complice e generosa a chiunque abbia la capacità di conoscerli e apprezzarli sino in fondo.

Andrea Caccamo e Marcella Toscano
(1999)