Croazia: al di là dell’Adriatico

Dopo il reportage sulla Croazia di Luigi Fiscella pubblicato sul numero 72 del nostro giornalino, ecco qui di seguito l’articolo di Giovanni e Antonella Pitré sul loro viaggio sulla costa dalmata.

 

Un bastione di Dubrovnik

L‘alternanza degli itinerari che ci eravamo promessi all’interno della nostra famiglia all’atto dell’acquisto del nostro camper (un anno verso posti di mare ed un anno verso altre mete), ha contribuito a gonfiare nell’estate 2004 le nostre vele verso le coste croate che, con un crescendo di consensi, vengono ogni anno “assalite” da un sempre maggiore numero di visitatori. Decisa la nazione, abbiamo rivolto principalmente la nostra attenzione verso la parte centro/sud della Croazia che sicuramente è molto meno caotica ma pur sempre ricettiva ed interessante rispetto alla zona centro/nord.

Le prime peripezie

Dopo una serie di contrattempi accaduti sia a noi che ad altri soci del Club che con noi dovevano partire, e dopo due soste effettuate fra Metaponto e Matera, eccoci finalmente a Bari pronti per l’imbarco di mezzanotte per Dubrovnik. Dopo un’ora dall’inizio dell’imbarco e stanchi per l’attesa, finalmente ci fanno cenno di avvicinarci per salire a bordo del traghetto; quindi un rapido ed esaustivo controllo della polizia e, appena visionato il biglietto da parte del personale della nave, ci viene fatto cenno di attendere sul posto. Che succede, ci chiediamo? Guardiamo il biglietto, regolarmente pagato ed in linea con i sette metri del nostro camper, ma non capiamo perché si imbarcano tutti gli altri camper, pullman e auto, mentre noi siamo tenuti ancora sul molo. Alle nostre insistenti richieste di chiarimenti ci viene infine spiegato che il biglietto, inviatoci da una agenzia di viaggio romana segnalata tra le strutture convenzionate con il nostro Club, era stato emesso per un camper (appositamente indicato nel biglietto) di sette metri (lunghezza da cui dipende esclusivamente il prezzo pagato) con un’altezza di appena ……… 170 cm.!!! Immaginatevi questo camper di sette metri di lunghezza e 170 cm. di altezza. Un mostro o un siluro ??????

I gommoni pronti sul mare

Purtroppo le compagnie di navigazione accolgono le richieste d’imbarco in base alla pianta della nave ed il nostro posto era ipotizzato nel ripiano superiore dove possono sostare soltanto autovetture vista l’esigua altezza. Da ciò l’attesa impostaci per vedere se si poteva inserire il camper alla fine dell’imbarco di tutti gli altri mezzi con un “regolare” biglietto; fortuna vuole che con qualche manovra supplementare e qualche “pensierino gentile” a chi aveva combinato quel guaio, riusciamo ad inserire il nostro camper di traverso proprio mentre la nave staccava già gli ormeggi; nel frattempo si erano fatte le due e mezza di notte!!! Da ciò, un consiglio per il controllo della salute e delle coronarie: quando acquistate il biglietto per un traghetto, controllate sempre l’esatta indicazione della targa, del metraggio pagato e ….. dell’altezza del vostro mezzo!!!

La magica DubrovnikL’indomani mattina, svegliati di buon ora, ecco la Croazia; la stanchezza e la tensione accumulata per il viaggio e per gli inconvenienti avuti diventano presto un lontano ricordo alla luce dello spettacolo che ci riserva la splendida costa croata: decine e decine di isolotti, schierati parallelamente alla costa unitamente ad un mare limpido e calmo fanno da bella cornice all’ingresso della nave nel porto di Dubrovnik, con pittoresco relativo “slalom” tra gli scogli che scorrono a qualche metro dalla nave.

Sbarco, dogana, parking a pagamento adiacente al molo (appena usciti dalla dogana a sinistra a circa 50 mt., con possibilità di pernottamento), dove ci attendeva con una puntualità svizzera la famiglia La Rosa/Caruso partita prima di noi; saluti di rito, le impressioni sulla Croazia, un buon caffè e via di corsa con l’autobus, preso a poca distanza dai camper, verso la città antica con il suo piccolo porto e le sue imponenti mura che la cingono da tutti i lati.

Nella “Old City”, caratterizzata da un dedalo di viuzze estremamente pulite e con palazzi ben conservati, si possono visitare tantissime cose: musei, chiese, forti, palazzi, un lazzaretto, la fontana di Sant’Onofrio, la colonna di Orlando, caratteristici negozi ed anche un acquario dove sono preservate moltissime specie di pesci, molluschi ed anche tartarughe, presenti nelle acque locali; per chi volesse ammirare e conoscere la storia della “Old City” sono previste escursioni guidate con ben quattro itinerari che variano da mezz’ora a 3,5 ore, comprendendo anche la visita alle mura perimetrali della cittadina antica, mentre dal piccolo porto partono visite guidate per i principali isolotti di fronte la costa (questa opportunità sarà una presenza costante in tutti i porticcioli che abbiamo incontrato lungo l’unica strada costiera che collega tutta la Croazia).

Finita l’escursione “culturale”, visitato il mercato all’aperto vicino il porto, paghiano la tassa di stazionamento (obbligatoria per i mezzi superiore ai 3 mt.) per potere varare i nostri piccoli gommoni presenti nei garage dei camper; quindi rifornimento di carburante (tenuto anche conto che da Dubrovnik verso nord abbiamo contato soltanto due stazioni di servizio in circa 100 Km.), e via alla ricerca di quelle magnifiche calette che caratterizzano tutta la costa croata.

La costa dalmata

Il Santuario di Mediugorje. In basso il ponte di Monstar

La nostra ricerca si conclude in uno splendido e tranquillo “fiordo” vicino Slano (a circa 30 km. a nord di Dubrovnik), dove troviamo l’Autocamp Bambo, una piccola struttura per dieci mezzi, gestita in ambito familiare, con una spesa giornaliera da noi definita “quasi ridicola” (circa 12/13 euro compresi tutti i servizi); per arrivarci percorriamo 2 km. di strada asfaltata larga appena tre metri e di poco superiore al livello del mare. Alcune informazioni scambiate con turisti italiani presenti ci fanno capire subito la “bontà” del posto trovato: ci raccontano che dovevano sostare soltanto qualche giorno per godersi il mare, ed erano consci e contenti di essere rimasti in quel posto da “appena” 25 giorni!!! La pace e la quiete regnava sovrana!!

E così, smontato il garage, gonfiato il gommone, montato il motore, preso il tendalino, le mute da sub, le pinne, le maschere, i fucili subacquei, e quant’altro era presente nei gavoni dei nostri camper, siamo pronti a solcare i mari croati con i gommoni alla ricerca delle baiette e delle insenature più suggestive, nonché a perseguire gli obiettivi già prefissati. Ben presto polpi, crostacei, ricci, bocconi e pesci già riconoscendo il rumore dei nostri motori cercavano una inutile fuga dall’armata costituita praticamente da tutte e due le famiglie!!! Pure Antonella e Silvana approdando in una spiaggetta prendevano con le mani e con i piedi (???!!!!) alcuni polpi di importante pesatura (quasi quasi avevano il timore di farsi il bagno per la concreta eventualità di “incontri ravvicinati del quarto tipo”).

Abbiamo trascorso in questo modo cinque giorni in pieno relax, utilizzando anche i nostri piccoli gommoni quale taxi per le isole più vicine dove approdavamo anche per gustare le specialità locali; a tal proposito segnaliamo che esistono tanti piccoli ristorantini con acceso dal mare che cucinano l’eventuale pescato. Inoltre, gli scambi “culinari” con i nuovi amici presenti nel campeggio, sulla base della degustazione dei sapori di mare (tra cui la pasta con i ricci, le cozze, le ostriche, i polpi ed i mega bocconi presi proprio davanti al nostro campeggio), sono stati alla base della nuova amicizia che si concretizzava con l’accodamento dei nuovi amici romani al nostro itinerario.

L’escursione in Bosnia

Da due equipaggi, il gruppo era aumentato di una unità con destinazione Bosnia Erzegovina, e più precisamente Mediugorje con il noto santuario e Monstar conosciuta soprattutto per il famoso ponte da poco ricostruito.

Il fiume di Monstar

Quando finisce un viaggio e si tirano le conclusioni si indica inevitabilmente il posto più bello e quello che più ha deluso; ecco, Medugorje è stato in assoluto il posto più deludente, per il semplice fatto che attorno alla famosa chiesa è sorta una cittadina commerciale piena di locali, pizzerie, ristoranti, con le strade piene di immondizia e dove la religione viene commercializzata in maniera eclatante; vendevano di tutto, anche le statue di Padre Pio, alla faccia del raccoglimento religioso e del rispetto per la fede! Ma il “miracolo” di Medugorje è davvero questo???

Lasciato in tutta fretta il “centro commerciale” abbiamo fatto rotta verso Monstar, dove abbiamo parcheggiato i nostri mezzi con il grosso timore e l’ansia di non ritrovarli integri! Perché, vi chiederete? Per il semplice fatto che appena arrivati nel parcheggio, indicatoci da un poliziotto, e constatato che non vi era posto sufficiente per i tre camper, abbiamo assistito a delle scene che ci hanno lasciati alquanto perplessi: il poliziotto ci consigliava di fermarci obbligando i posteggiatori a “farci spazio”, intanto eravamo seguiti e “consigliati” da un ragazzo che ci segnalava continuamente dove posteggiare mentre altre persone ci segnalavamo quasi “furtivamente” che lo stesso era considerato un “ladruncolo”.

Risultato: mentre l’amico Maurizio trovava un posto risicato, io decidevo di cercare un altro luogo considerato più sicuro; lo trovavo nelle vicinanze e più precisamente in un parcheggio antistante una chiesa, guardato appositamente da alcune persone di un bar dal chiaro nome italiano. Ma, sorpresa, accanto ai due camper ritrovavo quel “famoso” ragazzo, tutto sudato per la corsa che aveva sostenuto, che si offriva di “guardare” i camper restando accanto a loro!!! Volevo scappare!!!! Le rassicurazioni avute dal personale del bar e dello stesso ragazzo che chiedeva una mancia soltanto al nostro ritorno, ci hanno convinto a lasciare i camper (in)…custoditi (ma con tanto di lucchetti, allarmi, bloccasterzo, ecc.).

Fatti i debiti scongiuri eccoci infine a camminare tra gli stretti vicoli della Monstar antica (mussulmana), con gli altoparlanti che trasmettevano quasi lontanamente la preghiera delle cinque; la calma e la tranquillità che regnava pur con la massiccia presenza di persone di tutte le razze e la costante presenza delle forze di pace ONU portoghesi, unitamente al ricordo dei recenti eventi bellici che hanno interessato il più “famoso” ponte del mondo, sono dei momenti che resteranno profondamente incisi nei nostri pensieri.

Dopo avere ritrovati (integri) i camper ed elargita una lauta ricompensa al “ragazzo”, che nel frattempo aveva effettivamente fatto la guardia soltanto ai nostri mezzi, abbiamo ripreso la strada verso la costa croata. Il viso di quel ragazzo e la sua gioia alla consegna di quei pochi spiccioli, abbinato al ricordo delle coste croate, mi ha fatto riflettere su queste due vicine nazioni: ad una Bosnia ancora militarizzata, con i campi ancora da sminare ai margini delle strade, i tanti palazzi distrutti dalle bombe o crivellati da pallottole, corrisponde una Croazia solare, europea, estremamente turistica; due mondi diversi, separati da un nulla.

Verso Spalato

Rafting sul fiume Cetina

Ritrovata la costa ci dirigiamo verso nord passando per Makarska, sostando nel grande ed unico campeggio di Omis posizionato proprio sul mare; la località ci sentiamo di consigliarla in quanto dallo stesso campeggio partono diverse escursioni: si può scegliere il free-climbing, la visita dalla città, le escursioni sulle isole, le immersioni con le bombole, la pesca d’altura, la visita con un pittoresco trenino del vicino canyon (con possibilità di pranzare in un eccellente locale nel bosco) e non ultimo il rafting.

Con il trenino abbiamo passato un paio di ore in rilassatezza guardando la cittadina ed ammirando gli splendidi paesaggi dell’entroterra, mentre la giornata successiva l’abbiamo dedicata a provare l’emozione del rafting: circa 10 km. di discesa sul fiume Cetina, in cui a tratti di fiume calmi e quieti, dove abbiamo fatto anche il bagno, si alternavano spettacolari ed emozionanti rapide da noi brillantemente superate da impavidi temerari (10 e lode il voto datoci dalle esperti guide).

Meta successiva è stata Split (Spalato), dove nella sua zona portuale (dotata di vasti parcheggi) abbiamo visitato il palazzo di Diocleziano e la cittadella medievale.

Un tuffo nella natura

Arrivato il momento dei saluti con la famiglia La Rosa, il viaggio è continuato con la visita del parco nazionale di Krka, situato proprio a nord/ovest di Sibenik; per l’occasione abbiamo ampiamente sfruttato quanto precedentemente fatto dai nostri amici che, nel frattempo, erano già sulla strada del ritorno: il nostro consiglio è di superare Sibenik e puntare su Skradin (direzione Boat Park), che è una graziosa cittadina bagnata dal fiume Krka, con una bella marina (pur essendo a circa 25 km. dal mare, vi abbiamo trovato un centinaio di barche provenienti dall’Italia sfruttando i canali navigabili), graziosi localini dove abbiamo gustato il “famoso” maialino al forno ed ampi posteggi proprio vicino all’imbarcadero da cui diverse motonavi fanno da spola (la traversata dura circa quindici minuti) con l’ingresso del parco.

Il parco di Krka

Si potrebbe scrivere un intero articolo sul parco di Krka e sulle cose che vi sono da ammirare al suo interno fra il verde dei boschi e l’azzurro delle acque del fiume e delle cascate.

Noi vogliamo soltanto sottolineare che la sensazione dominante avuta passeggiando per il parco è stata quella relativa alla gestione ed alla cura dei luoghi visitati: la natura ci accoglieva con tutto il proprio splendore, con le sue cascate, i suoi laghi, i fiumiciattoli, i pesci, i rettili, e le stesse passerelle in legno, che consentivano l’attraversamento delle cascate e dei fiumi, in perfetta armonia con il contesto naturale. Bellissimo, come è stato bellissimo potere fare il bagno nel laghetto più basso con l’acqua delle cascatelle che cadeva sulle nostre teste!!!

Dopo Krka, direzione nord e sosta nell’auto-kamp Oaza, a pochi chilometri a sud di Pakostane; il camping è situato proprio sul mare e la caratteristica è che, essendo di fronte le isole Kornati, tutta la zona è soggetta a forti restrizioni: mancava la luce elettrica!!! Dopo un attimo di sbandamento, causa le batterie del camper da caricare, abbiamo gustato la possibilità di immergerci ancora una volta nella natura che ci circondava. Il risultato è stato bellissimo ed estremamente rilassante: di giorno mare, sole e relax, all’imbrunire un tramonto spettacolare ed a seguire un campeggio illuminato soltanto dalla luna e da un cielo stracolmo di stelle, senza alcun rumore di quella “civiltà” che conosciamo giornalmente. Una pace indescrivibile!!!

Gli ultimi giorni di viaggio

Lasciata la natura, arriviamo a Zara; le stradine strette e un enorme flusso di persone sono da corollario al giro turistico della cittadina antica situata proprio vicino al porto.

Una porta delle mura di Zara

Ma purtroppo un improvviso ed acuto malessere di nostro figlio Luca non ci consentiva di proseguire nel giro ipotizzato sia in Croazia che in Italia, dove avevamo già pregustato un ritorno sia a San Marino che ad un parco di divertimenti da scegliere tra Rimini e Riccione. Passata una notte insonne a Zara alla ricerca di medicine specifiche, l’indomani mattina ci siamo imbarcati sulla nave che ci ha traghettato ad Ancona e da qui, percorrendo tutta l’Adriatica, abbiamo fatto immediato rientro nella nostra amata Sicilia.

La Croazia è stata davvero unica per l’accoglienza ricevuta e per i luoghi decisamente aperti al turismo itinerante; a tal proposito abbiamo notato che, a fronte di un preciso divieto di effettuare il campeggio libero, molti camper sostavano liberamente presso i tanti spazi vicino al mare. Abbiamo anche noi pernottato qualche sera fuori dalle “strutture ufficiali” e non abbiamo mai riscontrato alcun problema; anzi vicino Ploce, anziché dormine nel parcheggio di un locale, dove avevamo divorato alcune centinaia di chili di carne alla brace insieme a qualche tonnellate di patatine fritte, ci era stato indicato di potere andare a sostare liberamente presso i vicini laghetti in cui, ci veniva detto, si poteva dormire con una maggiore tranquillità. Il rimpianto di non avere potuto visionare tutti i posti che ci eravamo prefissi sarà certamente lo stimolo che, speriamo in un prossimo futuro, ci farà solcare nuovamente gli splendidi mari ed i pittoreschi angoli di questa accogliente nazione, con una prima meta obbligata: il parco di Plitvice. A presto, Croazia!

Giovanni ed Antonella Pitré
(2005)