La Corsica: una montagna nel mare

Un microcosmo difficile da definire, tante spiagge di finissima sabbia bianca, un insieme di borghi antichi, silenziosi e suggestivi: questo e tanto altro è la Corsica, un’isola tutta da esplorare lungo le coste e al suo interno.

 

Un tratto di costa vicino Bonifacio

Una montagna nel mare, la patria di Napoleone, le spiagge quasi tropicali, foreste, torrenti, cascate: la Corsica è un microcosmo difficile da definire, uno dei posti più belli nel Mediterraneo per andare in vacanza: il mare è stupendo, ma bastano pochi chilometri per arrivare in montagna, per ritrovarsi in borghi antichi, silenziosi e suggestivi. Ci sono località alla moda, ma si possono scovare angoli tranquilli, persino deserti, anche in piena alta stagione.

La Corsica però non è l’isola ideale da girare in camper: strade strette, barriere anticamper, divieto di campeggio libero e assenza di aree di sosta, sono costanti che si ritrovano in tutta la costa. Nell’interno la bellezza del paesaggio e la possibilità di trovare aree selvagge ove fermarsi la notte riscattano ampiamente l’inospitalità costiera. Non abbiamo incontrato aree autorizzate per camper, però c’è tanta possibilità di fermarsi anche davanti il mare, per trascorrere qualche ora a crogiolarsi al sole e godere di un mare sempre limpido e cristallino, anche se qualche volta lì in un angolo fa capolino il cartello di divieto.

E’ domenica 20 luglio 2008, sono le ore 10 e noi siamo sulla MobyLine nave che ci porterà dalla Sardegna in Corsica. La traversata delle Bocche di Bonifacio è sempre spettacolare, mare mosso/agitato, vento teso, tanta acqua polverizzata a prua, una lunga scia di schiuma bianca a poppa. Sono circa 12 km per 50 minuti di navigazione abbastanza impegnativa.

Il primo impatto lo abbiamo con le famose bianche scogliere calcaree modellate dai venti e dal mare, sulle quali si erge una delle cittadine più affascinanti della Corsica: Bonifacio. La sua posizione geografica ha contribuito a farne un luogo inimitabile. La città vecchia è appollaiata su uno stretto promontorio calcareo e circondata dalle vecchie mura fortificate, con scogliere modellate dal vento e dall’acqua, a strapiombo sul mare. Dobbiamo trovare un posto per il camper. Due posteggi alla marina non consentono la sosta a questi mezzi. Se si è fortunati si può trovare posto nei due piccoli posteggi gratuiti all’uscita del porto; ma le opportunità sono direttamente proporzionali all’orario: più presto si arriva, più possibilità si hanno di trovare sistemazione…; poi, ripercorrere la strada a piedi.

Il porto visto dalla Cittadella

Caratteristica ed unica la zona del porto turistico, dove trovano riparo sia le tantissime barche a vela sia le “navi” di facoltosi privati, che sono “costretti” ogni due-tre giorni a spostarsi da un porto turistico ad un altro per far sgranchire i pistoni a quei …mila cavalli dei motori che le muovono, e per fare un po’ di “passerella” per far sognare un po’ le persone che, passeggiando sulla banchina, ammirano il gran lusso che ognuna di esse esibisce.

La giornata non è tra le più belle, scende una lieve pioggia e poi il sole e poi ancora la pioggia, ma l’afflusso di turisti è davvero notevole: sia dal mare che dalle strade che portano in città. Bellissima la passeggiata sul lungomare della città bassa che, nonostante i tantissimi negozi, botteghe di souvenir e ristoranti, rimane un luogo inimitabile. Da non perdere una passeggiata lungo le mura della città alta, la cittadella, il quartiere della chiesa Ste-Marie-Majeure, i vicoli della città vecchia, i 187 gradini della scalinata del re di Aragona, e le grotte marine.

Acqua trasparente e sabbia vellutata sul fondo: un altro golfo meraviglioso è quello di Porto Vecchio: terza città corsa e porto d’origine genovese. È diventata località turistica di prim’ordine, caratterizzata da vaste spiagge di sabbia e bellissime calette isolate tra le scogliere. La parte vecchia è arroccata su un colle; caratteristico il centro storico. Con il camper è impossibile entrarci, meglio deviare verso il porto parcheggiando sulla via verso lo scalo dei traghetti. Nelle aree adibite alla sosta in porto, le solite barre anticamper impediscono un parcheggio più opportuno. In alternativa, comodo e molto ampio il posteggio all’ingresso del paese.

E’ l’imbrunire, posteggiamo e proseguiamo a piedi tra viuzze e vicoli pieni di negozi di souvenir e di abbigliamenti, ristoranti, bar e tanta gente, tra musicanti, voci risate e canti. Se si vuole, ci si può lasciar prendere dall’atmosfera e cenare in uno di quei ristorantini con magnifica vista sul golfo.

Il golfo ha le spiagge migliori della costa occidentale: il tratto più affascinante è quello oltre punta Chiappa, in direzione di Bastia. Lungo la strada, vista la bella giornata ed un mare invitante, anche se con l’immancabile vento che ci accompagna sin dal primo momento che abbiamo messo piede in terra corsa, ci fermiamo in una delle tante spiagge di finissima sabbia bianca per fare un bagno, prendere un po’ di sole e pranzare.

L’Ile Rousse

Arriviamo quindi a Bastia, una cittadina vecchia e piena di suggestioni, austera, scura e rigorosa, il porto è spesso caotico: una piccola Genova. Parcheggiare al centro di Bastia è impossibile, ed è anche difficile muoversi tra le strade sempre strette e sovraffollate di auto. Difficoltoso trovare posteggio anche fuori la città; impieghiamo due estenuanti ore per trovare un’opportunità di sosta (non un posteggio), fermandoci lungo la litoranea sulla via che porta fuori della città. Dopo il tunnel, sulla destra, uno slargo sul marciapiede dove riusciamo a fermarci. Siamo abbastanza lontani dal centro e pensiamo a come ritornavi. Lo stato nervoso che ci aveva pervaso sinora scema quando ci accorgiamo che da questo slargo parte una scalinata molto ripida, che porta proprio nella “Terra Nova” la cittadella, la parte alta della città vecchia. Siamo stati davvero molto fortunati ed anche ricompensati per la nostra ostinatezza.

La Cittadella è circondata dai bastioni del XV° sec. E’ piacevole passeggiare mollemente tra le sue stradine costellate di negozietti e ristorantini sempre aperti. Entro le mura il Museo della storia di Bastia: l’antico Palazzo dei Governatori. Si attraversa la Cittadella, percorrendo le diverse stradine che fiancheggiano case molto vecchie, per giungere alla vecchia Cattedrale la Chiesa di Santa Maria. La facciata completamente ristrutturata, dà su una piccola piazza. L’interno a tre navate è maestoso. A ridosso della chiesa di St. Marie, si scendono alcuni gradini ed ecco la chiesa di Ste.-Croix. Al suo interno, il famoso crocifisso miracoloso patrono dei pescatori è l’opera più venerata di Bastia.

Proseguendo per la strada che rasenta i vecchi bastioni si arriva al porto vecchio, che fa parte della città bassa: Terra Vecchia. Qui si può passeggiare tra le vie strette e movimentate: scalinate, passaggi coperti, vicoli tortuosi, ma il tutto in un degrado sia ambientale che strutturale preoccupante. Si vede che il governo locale non investe nulla nella ristrutturazione del centro storico, fatto di case fatiscenti, portoni ed infissi fradici, muri lesionati, pareti bloccate da contrafforti e, malgrado ciò, quasi tutte abitate. Ci incuriosisce apprendere che a Bastia c’è una delle piazze più grandi d’Europa. È Piazza St. Nicolas, che con i suoi 300 metri supera anche Piazza San Pietro a Roma. Al centro il chiosco della musica, a destra la statua di Napoleone ed un monumento ai caduti della prima guerra mondiale.

Calvi

E’ tardi, lì dove abbiamo posteggiato non è posto adatto per una sosta notturna, troppo isolato. Riprendiamo quindi la strada per Calvi, la cittadina che visiteremo domani. Lungo la strada incontriamo una pizzeria, ceniamo e ci fermiamo a pochissima distanza nell’area di un grande Centre Commercial Hyper Champion, illuminatissimo ed in compagnia di altri camper.

Bella mattina piena di sole, il condizionatore ci viene in aiuto. Piccola nota personale: per anni ed anni abbiamo viaggiato senza condizionatore in auto, si sentiva caldo, ma si viaggiava…Oggi forse non riusciremmo più a rinunciare ad una comodità cosi importante… Arriviamo a L’Ile Rousse, una piccola cittadina moderna sulle coste della Balagna, giardinetti fioriti, grande caos di auto, un vivace porto. Anche qui molte difficoltà per trovare un posteggio adatto per la nostra “grande auto”, troppo grande per i posteggi cittadini. Carina, sorridente, piena di movimento, dovuto anche alla presenza di un mercato coperto tra colonnati antichi dove ogni mattina si possono acquistare i prodotti caratteristici (e non) della Balagna ed acquistare pesce fresco. Non aspettatevi però prezzi da mercato!

Qui, come anche in altri posti dell’isola, le bellezze della natura superano quelle che l’uomo sa spesso generare, con grandi capacità. E’ “l’Isola di Pietra” che ci sbalordisce. Quest’isola, collegata alla terra ferma da un molo, è costituita da rocce rosse scavate dal mare. Si posteggia ai piedi della salita da percorrere a piedi, per arrivare alla torre genovese e poi al faro, attraverso un camminamento che si inerpica sulla montagna, durante il quale si gode di un paesaggio davvero suggestivo. Rocce a strapiombo, piccole baie dove l’acqua assume il colore verde smeraldo e poi lo sguardo di insieme che si può avere del porto, della cittadina, del mare, delle spiagge.

Lasciamo L’Ile Rousse, percorriamo ancora 40 km. circa ed arriviamo a Calvi, capoluogo della Balagna, sulla costa orientale, che si affaccia su di una stupenda baia ferma come una laguna; le case sono raccolte in riva al mare, il porto è pieno di caffé. E’ uno dei più famosi centri turistici sulla costa nord-occidentale. La lunga spiaggia offre un generoso approdo alle imbarcazioni da diporto, molte quelle dei milionari. Il posteggio sul lungomare, prima di arrivare nella città vecchia, è molto grande: tantissime auto, molti camper. Ma non è il solo, perché, nonostante i divieti, vi sono tanti altri camper posteggiati nell’area del porto. La cittadella che sovrasta il porto, conserva ancora le vecchie mura di cinta che la circondano completamente. Vi si entra attraversando l’unico passaggio, una volta difeso da un ponte levatoio. All’interno la chiesa di St.-Jean-Baptiste, il palazzo vescovile, un oratorio, una caserma ex palazzo del governo genovese, e tanti locali dove poter assaporare le specialità locali.

La rocca di Corte

Ma la Corsica non si riduce alle sue coste: c’è l’interno, che un viaggiatore mai dovrebbe perdersi. Una strada molto tortuosa che attraversa l’isola in trasversale ci porta a Corte, antico capoluogo storico della Corsica e centro geografico dell’isola. Un parking a pagamento ci toglie dall’impiccio delle ricerche di un luogo dove fermarci, vista tra l’altro l’impossibilità di fermarsi in paese per le strade molto strette ed a senso unico. Corte è un paesino (come diremmo noi, una cittadina, come dicono i corsi) appollaiato su un picco a ridosso delle gole e delle montagne nel cuore dell’isola, tra Ajaccio e Bastia. La costruzione della cittadella, parte alta cinta da mura fortificate, costituì un blocco fortificato inaccessibile. A più di cento metri di altezza il Belvedere che, oltre a far spaziare la vista sulle valli della Restonica e del Tavignano, fa godere di una vista dal basso verso l’alto sulla vecchia fortezza edificata sulla punta estrema della roccia.

Sono le 16, Corte è davvero piccolina e bastano soltanto alcune ore per assaporarne l’essenza; decidiamo quindi di andare a trascorrere la notte ad Ajaccio, il capoluogo della Corsica. Ajaccio si adagia in un golfo ai piedi di verdi colline che la cingono ad anfiteatro; città natale di Napoleone, dedica al suo eroe strade, monumenti e musei. Place d’Austerliz, dominata dall’imponen-te monumento di Napoleone; Place Foch, con la statua di Napoleone Primo Console, preceduto da due aquile e da una stele inclinata, a ricordo delle grandi imprese da lui compiute; il corso Napoleone; la casa-museo natale; la Cappella Imperiale sita nel museo Fresch; Place General-De-Gaulle con al centro il monumento in bronzo dell’Imperatore; il museo napoleonico e nei dintorni, a circa 5 km., la casa di campagna dei Bonaparte.

Soddisfatti gli amanti della storia, Ajaccio offre anche altre attrazioni. La mattina dietro il Municipio si svolge il caratteristico, colorato, ricco e molto coreografico mercato della Square Cesar Campinchi, che anima la piazza e le strade adiacenti. Vi si trovano tutte le specialità corse, dai salumi ai formaggi, frutta e dolci. Tra le bancarelle anche produttori di miele, olio d’oliva, e confetture. La cattedrale, che ha la caratteristica di avere una facciata molto semplice in quanto nel 1582 l’allora vescovo, temendo che i lavori si potessero protrarre eccessivamente, fece ridurre le dimensioni dell’edificio che fu comunque ultimato dopo nove anni. Qui Napoleone, all’età di due anni, ricevette il battesimo al fonte battesimale che è ancora presente all’ingresso della chiesa, sul lato destro. La chiesa di St-Erasme è dedicata a Sant’Erasmo, patrono dei marinai; la Rue du Cardinal-Fesch, una lunga via commerciale che attraversa l’antico “Borgo” (U Borgu), il museo Fesch, e la casa dove nacque l’eroe.

Il mercato di Ajaccio

Ci manca il mare! Guardando la cartina stradale, ci accorgiamo che sulla nostra direzione di viaggio c’è un paesino la cui unica attrattiva è il mare. Una sessantina di chilometri di strade montane, tortuose e strette che prima si inerpicano sulle montagne, per poi ridiscendere repentinamente sul mare, ed ecco apparire in fondo al golfo di Valinco Propriano, un porticciolo turistico che si specchia su acque limpide e calme, che offre molteplici possibilità per chi vuole dedicarsi alle attività marinare, dalle numerose spiagge di sabbia fine come Cupabia, Portiglielo, Porto Pollo per bagni e relax, e per chi vuole dedicarsi agli sport nautici. Vi arriviamo che sono circa le ore 20.20 e Ci fermiamo ai limiti della spiaggia; non abbiamo nemmeno il tempo di scendere dal camper che assistiamo ad un fantastico tramonto: il golfo di Valinco si tinge di spettacolari colori.

Nei dintorni di Propriano si trovano anche numerose testimonianze preistoriche: la più famosa è Filitosa a soltanto 17 km. dalla cittadina sul mare. La zona archeologica di Filitosa offre attraverso i suoi preziosi resti, una sintesi della storia in Corsica: periodo neolitico (6000-2000 a.C.), megalitico (3500-1000 a.C.), torreano (1600-1800 a. C.) ed infine romano. Del periodo neolitico si può visitare ciò che rimane delle abitazioni che consistevano in ripari sotto i massi. Del megalitico, oltre a resti abitativi molto simili a quelli del periodo precedente, si possono notare le differenti usanze di sepoltura: i morti prima deposti in celle funerarie e sepolti in terra, adesso sono deposti in superficie, in Dolmen, grandi lastre lavorate e levigate posate su altre poste verticalmente e vicino a questi sepolcri vengono eretti i Menhir, monoliti alti da due a quattro metri e senza alcuna incisione. Circa due secoli più tardi cominciarono a comparire dei Menhir ad altezza umana, con delle incisioni che distinguevano soltanto la testa dal resto del corpo, che non aveva alcuna incisione. E’ soltanto nel periodo torreano che i Menhir divennero quasi antropomorfi, acquistarono cioè un profilo umano, scolpito. Il volto sagomato, le spalle, colonna vertebrale, scapole, mani ed in rilievo spade e pugnali.

Alcuni studiosi pensano che nel periodo torreano la Corsica sia stata invasa dai Shardanes, un popolo barbaro che, sconfitti gli abitanti dell’isola, avrebbe fondato la civiltà dei torreani in Corsica e quella nuragica in Sardegna, abbattendo le statue Menhir per erigere i loro templi.

La Cattedrale di Propiano

Il nostro soggiorno in Corsica volge al termine. La strada ci porta inesorabilmente verso Bonifacio, purtroppo il nostro è un appuntamento a scadenza. Sono stati nove giorni intensi ed interessanti, in questa terra per alcuni un pugno chiuso lungo 184 km, con l’indice che punta verso Genova che l’ha dominata per secoli, per altri il Moro con la benda in testa, per noi una terra della quale si sente poco parlare e di cui si ha spesso un’immagine superficiale e prevalentemente “estetica”, ma che invece vale la pena visitare, per scoprire tutti i vari aspetti che quest’isola racchiude, in pochi ma tortuosi chilometri, una ricchezza naturale incredibile, paesaggi mozzafiato, splendidi borghi e, perché no, delizie culinarie da non perdere!

I principali centri della Corsica

Ajaccio: Ajaccio, capoluogo della Corsica, e città natale di Napoleone, dedica al suo eroe strade, monumenti e musei. Da visitare Place d’Austerliz, dominata dall’imponente monumento di Napoleone; Place Foch, con la statua di Napoleone Primo Console, preceduto da due aquile e da una stele inclinata a ricordo delle grandi imprese da lui compiute; il corso Napoleone; la casa-museo natale; la Cappella Imperiale sita nel museo Fresch; Place General-De-Gaulle con al centro il monumento in bronzo dell’Imperatore; il museo napoleonico e nei dintorni a circa 5 km la casa di campagna dei Bonaparte. Per posteggiare, scarse possibilità per i nostri mezzi. Arrangiarsi.

Bastia: Bastia è una cittadina vecchia è piena di suggestioni, austera, scura e rigorosa, il porto è spesso caotico: una piccola Genova. La Cittadella è circondata dai bastioni del XV° sec. E’ piacevole passeggiare mollemente tra le sue stradine costellate di negozietti e ristorantini sempre aperti. Entro le mura il Museo della storia di Bastia: l’antico Palazzo dei Governatori. Da vedere le chiese di St. Marie e Ste. Croix e piazza St. Nicolas, più grande di piazza S. Pietro a Roma. Parcheggiare al centro di Bastia è impossibile, ed è anche difficile muoversi tra le strade sempre strette e sovraffollate di auto. Difficoltoso trovare posteggio anche fuori la città. Non esiste un’area di posteggio per mezzi grandi. Arrangiarsi!

Bonifacio: all’uscita del porto vi sono due parcheggi quasi sempre pieni, ma se si arriva di sera o di mattina presto vi si può trovare posto. A Bonifacio vi è poco altro per la sosta, molto poco. E’ da godere l’atmosfera vivace della marina tra tanti ristorantini, “barche” di milionari e turisti. La cittadina è molto particolare per la sua ubicazione e per la parte arroccata. Si visitano la città vecchia, i 187 gradini della scalinata del Re d’Aragona, le grotte marine, l’imbarco della Sardegna, rue St. Dominique ed il quartiere della chiesa Ste-Majeure.

Calvi: capoluogo della Balagna, sulla costa orientale, si affaccia su di una stupenda baia ferma come una laguna. Il posteggio sul lungomare, prima di arrivare nella città vecchia, è molto grande: tantissime auto, molti camper. Ma non è il solo, perché, nonostante i divieti, vi sono tanti altri camper posteggiati nell’area del porto. Ed inoltre al posteggio a pagamento del porto turistico. E’ uno dei più famosi centri turistici sulla costa nord-occidentale. La spiaggia, lunga 5/6 km, offre un generoso approdo alle imbarcazioni da diporto, molte quelle dei milionari. Interessante la vista che si prospetta attraversando il ponte elevatoio che immette nella cittadella.

Corte: antico capoluogo storico della Corsica e centro geografico dell’isola, è un paesino diremmo noi, una cittadina dicono i corsi, appollaiata su un picco a ridosso delle gole e delle montagne nel cuore dell’isola, tra Ajaccio e Bastia. Entrati in città, seguire le indicazioni fino al posteggio principale a pagamento, situato in posizione inferiore al cours Paoli; da visitare il museo regionale di antropologia, la Cappella della Santa Croce, la cittadella e il belvedere.

L’area archeologica di Filitosa

Filitosa: importante zona archeologica, che offre con i suoi resti, una sintesi dell’origine della storia corsa. Si trova a 17 km da Propriano, raggiungibile tramite la D157 e la D57. Di giorno alla luce del sole, si vedono i dettagli delle sculture, ma si sera,vista la presenza dell’illuminazione, dovrebbe trasmettere un’ emozione particolare. Vi si trovano testimonianza del neolitico, del megalitico, del torreano e del romano.

L’Ile Rousse: una piccola cittadina moderna sulle coste della Balagna, giardinetti fioriti, grande caos di auto, un vivace porto. Vi è la possibilità di posteggiare sull’isola, collegata da una striscia di terra: per accedervi bisogna attraversare il centro della città. Splendida la veduta sulla città, il mare e tutto il golfo.

Porto Vecchio: terza città corsa e porto d’origine genovese. Caratteristico il centro storico. Da non perdere una passeggiata tra viuzze e vicoli pieni di negozi di souvenir e di abbigliamenti, ristoranti, bar e tanta gente, tra musicanti, voci risate e canti. Il golfo ha le spiagge migliori della costa occidentale: il tratto più affascinante è quello oltre punta Chiappa. Con il camper è impossibile entrarci, meglio deviare verso il porto parcheggiando sulla via verso lo scalo dei traghetti. Nelle aree adibite alla sosta in porto, le solite barre anticamper impediscono un parcheggio più opportuno. In alternativa, comodo e molto ampio il posteggio all’ingresso del paese.

Propriano: ottimo posto per fruire del mare. Si posteggia all’ingresso della cittadina, al limite della sabbia o nelle aree delle spiagge di Valinco e di Mancinu. Arrivare non tardi la mattina.

Notizie utili

Alcuni tipici formaggi dell’isola

La Lingua – L’uso del francese raramente è indispensabile, in quanto l’italiano è facilmente compreso (anche perché il dialetto corso ha uno stretto legame con la nostra lingua).

Il Clima – Il clima in estate è caldo ma ventilato e per questo non è particolarmente fastidioso. Nell’interno è frequente lo sviluppo di nubi.

Al ristorante – Come nel resto della Francia i menu turistici sono diffusi ovunque ed evidenziano un buon rapporto qualità-quantità-prezzo. Se si sceglie alla carta (opzione talvolta consigliabile per assaggiare qualche specialità) i prezzi logicamente aumentano. Il vino in bottiglia è praticamente inavvicinabile, mentre è più conveniente in caraffa (pichet), quando disponibile. La cucina corsa spazia dai piatti di carne (cinghiale, maiale, manzo) al pesce.

U Trinichellu – E’ il treno delle spiagge che segue il litorale lungo tratti non visibili viaggiando in auto. Le sue locomotive sono tra le più vecchie della Corsica, anche se da poco è in prova una nuova locomotiva in versione futuristica. Nella versione di montagna, un tratto davvero interessante e splendido è Corte-Bocognano: si attraversano foreste, il ponte doppio ed il Voile de la Marine ovvero il velo della Sposa, una cascata che si mostra soltanto agli escursionisti ed ai passeggeri del treno. Se il trenino vi fa impazzire, vi è la possibilità di acquistare la Carta Zoom, che permette di viaggiare per una settimana liberamente sulla rete delle ferrovie corse, al costo di € 48, deposito bagagli gratuito in tutte le stazioni fino a 20 kg. Meditate gente, meditate.

Il mare – Sulla costa ovest nei golfi di Porto, Sagone, Ajaccio, Valico, si trovano le spiagge più belle per fare dei bagni. La costa orientale è più rettilinea, molto frequentata nel periodo estivo, ed ha circa 100 km di lunghe distese di sabbia. Interminabili distese di sabbia bianca lungo la Costa Verde, la Costa Serena, la Costa des Nacres. Infine più a sud, nel golfo di Porto Vecchio, la spiaggia della Palombaggia ma…affollatissima.

Lo shopping – Da segnalare:

  • Salumi: coppa, lonzu (coppa e lonza di maiale affumicate e lardellate), i figatelli (frattaglie di maiale: rognoni, cuore, fegato);
  • Miele: in Corsica esiste una notevole varietà di mieli, anche i più strani e mai sentiti nominare come il miele di fiori di macchia;
  • Marmellate a base di fichi, albicocche, arance, castagne, mirto, corbezzolo cedro;
  • Formaggi: da segnalare il brocciu, formaggio da consumare fresco al naturale o zuccherato innaffiato da grappa, o salato e conservato per qualche tempo.
  • Birra: Pietra, a base di castagne;
  • Artigianato: cestini, i coltelli di Lumio “u Temperinu” , oggetti in legno della Balagna, ceramiche, gli strumenti musicali di Pigna.
  • Coltelli: come in Sardegna anche in Corsica esiste una tradizione per le lame. Uno dei più conosciuti, il “Vendetta”, contrariamente a quanto si pensi non è prodotto in Corsica. E’ un coltello che basa le sue origini ai tempi in cui la lontananza della giustizia genovese e la sua mancata applicazione, induceva chi aveva subito una grave offesa a farsi giustizia da sé, assumendo questo comportamento: la “vendetta” imposto dal mito dell’onore.

Testa Mora – Fa parte dell’identità nazionale, la testa di moro è il simbolo che compare su tutti i prodotti locali. L’emblema apparve nel XIII° sec. nello stemma del re d’Aragona, per poi nel 1756 essere adottato definitivamente dalla giovane nazione corsa eliminando i simboli originari e cioè le catene ed altri simboli di sottomissione e fascia non più sugli occhi ma al di sopra: i corsi vogliono vederci chiaro!

I Menhir – I Menhir sono blocchi monolitici verticali, risalenti al 4000 a.C. Si tratta di monumenti funerari, che rappresentano o un personaggio defunto o una divinità, a volte isolati a volte raggruppati a cerchio o allineati, che guardano impassibili il trascorre dei millenni. Più tardi comparirono le statue-Menhir, monumenti molto primitivi, presentano fattezze umane, spesso femminili, con evidenti dettagli anatomici.

Luigi Fiscella 
(2008)