La Francia settentrionale

Fra la Valle della Loira, la Normandia e Parigi.

 

Il castello di Chambord

Quest’anno la destinazione del nostro viaggio estivo è la Francia. Decidiamo di provare la nuova linea della GNV (Grandi navi veloci) Palermo-Livorno. Così, il 1° luglio, sistemato il camper nel ponte coperto per il camping on board assieme ad altri 6-7 camper e roulotte, vicino ai tanti rimorchi, salpiamo dal porto di Palermo alle ore 23,59. La nave è comoda e di recente costruzione. Ci hanno fatto collegare alla rete elettrica. Unica limitazione è il divieto di accendere il gas. Vicino alle piazzole nel ponte coperto ci sono i bagni con docce decenti. C’è un ristorante self-service, un bar con musica dal vivo e un favoloso solarium con docce (da non dimenticare gli occhiali da sole per la forte luce). Abbiamo così sperimentato il camping on board che permette di usufruire di tutte le comodità che si hanno in camper nonché dei servizi offerti dalla nave (pianobar, solarium, ecc.).

La giornata del 2 luglio passa quasi tutta in navigazione in direzione Livorno. Sull’ultima tratta sapevamo del frequente avvistamento di orche durante il passaggio attraverso il santuario internazionale dei cetacei posto tra le isole di Pianosa, Capraia, Giannutri, Gorgona e Montecristo, nei cui fondali c’è la più ricca e integra prateria di poseidonia del Tirreno. Ma questa volta le orche non ci hanno degnato della loro presenza seppure dicono che in questo angolo di mare la concentrazione di delfini e balene sia da due a quattro volte superiore alla media del Mediterraneo. L’arrivo della nave era previsto per le 18,30 e, in effetti, per quell’ora eravamo al largo di Livorno. Ma la capitaneria di porto ha dato il permesso all’attracco dopo mezz’ora per l’intenso traffico portuale. Così tra l’attracco (lunghissimo tratto da percorrere all’interno del porto di Livorno che è enorme) e le prolungate operazioni di sbarco siamo riusciti ad uscire dalla nave solo alle ore 20,00. Subito in marcia per guadagnare chilometri, ci siamo fermati verso mezzanotte nell’area di servizio Stura sulla A.26 fra Genova e il Piemonte poco prima di Asti.

La notte è passata apparentemente tranquilla. In mattinata ci accorgiamo che la serratura della porta è stata forzata e quindi dall’esterno non è più funzionante la chiusura a chiave. Ci rendiamo conto che siamo stati oggetto di attenzioni notturne da parte di ospiti non graditi. Per nostra fortuna il camper ha resistito. Ci serve a capire che non è più tempo di dormire in aree autostradali, data la forte delinquenza che imperversa in Italia. Dopo aver attraversato il traforo del Frejus, facendo il biglietto per il camper di solo andata (44 Euro) perchè quello di andata e ritorno ha durata di sette giorni e quindi insufficiente per il nostro viaggio, proseguiamo: ci aspettano più di 850 km per la nostra prima tappa in Francia.

Antico veliero nel porto di Saint Malo

Arrivati a Nevers ci fermiamo nel campeggio della cittadina, facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni stradali: allocato proprio in riva al fiume Loira di fronte alla città di Nevers. Siamo in Borgogna e Nevers è la città dove ha vissuto Santa Bernardette di Lourdes. Qui è visitabile il suo corpo riesumato e incerato nel volto e nelle mani e perfettamente conservato. Si trova nel rilassante “Espace di Bernardette” dove è stato allestito un piccolo museo illustrante brevemente la storia della santa.

Dopo un visita all’ufficio del turismo per munirci di cartina della città, depliant in italiano dei dintorni e di informazioni sui castelli della Loira, proseguiamo la visita della città seguendo i due percorsi blu delineati per terra che portano ai luoghi di maggiore interesse turistico. Particolarmente interessante la cattedrale gotica andata quasi distrutta durante la seconda guerra mondiale e perfettamente ricostruita rispecchiando la pianta originale con belle vetrate artistiche moderne.

Il 4 luglio lasciamo il campeggio di Nevers e ci fermiamo alla tappa obbligata da Decathlon dove si trova tutto per lo sport con incredibili offerte su alcuni articoli, ubicato nel centro commerciale Carrefour in uscita da Nevers dopo circa 3 km verso Fourchambault. Dopo gli acquisti di rito, partenza per Bourges. Troviamo parcheggio al “Park hotel dieu” in pieno centro (parcheggio a pagamento non custodito). La zona ci sembra molto tranquilla così decidiamo di fermarci per la visita della cittadina. Restiamo a dormire nel parcheggio.

Il 5 luglio partenza in mattinata per iniziare il tour dei castelli. Ci dirigiamo verso Chambord, il primo castello, indicatoci dagli altri itinerari come il più bello (biglietto di ingresso 8,50 adulti, gratuito fino a 18 anni + 4 Euro a testa per l’audioguida facoltativa). Assistiamo, subito all’ingresso, alla proiezione del breve filmato con i sottotitoli in italiano che dà qualche informazione sull’epoca della costruzione, su architettura, stile etc. In realtà ci affascina molto l’esterno. Troviamo però un po’ deludente l’interno, a parte la scala a doppia spirale attribuita a Leonardo Da Vinci e la vista panoramica dalle terrazze dove ridonda lo stemma di Francesco I consistente in una F con il cordone di San Francesco intorno e le innumerevoli salamandre dovunque raffigurate. Dopo ci concediamo una passeggiata in bicicletta nella splendida tenuta di caccia: la più importante della Francia (ci sono stati anche Carlo e Diana).

La mattina del 6, dopo il pernottamento al campeggio di Amboise, partiamo diretti a Close Lucè, un castello appartenuto a Francesco I dove aveva alloggiato negli ultimi tre anni della sua vita Leonardo da Vinci su invito dello stesso re. Il castello comprende anche un piccolo museo dove sono state riprodotte molte invenzioni di Leonardo; la maggior parte di queste sono state da lui, solamente progettate ma non realizzate forse per la mancanza dei materiali adatti o dei finanziatori.

Mont St. Michel

Nel pomeriggio tentiamo di raggiungere in bicicletta il castello di Chenonceau lasciando i ragazzi a giocare a calcio nei campi del campeggio situato in un’isoletta sulla Loira. Ma dopo circa 3 km. di strada ciclabile, di cui 2,5 in salita, capiamo che non fa per noi. Allora torniamo al campeggio e decidiamo di andare a visitare il castello uscendo con il camper e lasciando di nuovo i ragazzi a giocare a pallone nel campeggio. Il castello di Chenonceau è circondato lungo tutto il suo perimetro dal fiume Cher, affluente della Loira. L’esterno, curatissimo, consiste in immensi giardini ricchi di rose e fiori di tutte le specie. Anche la visita agli interni è molto interessante. Ci stupisce scoprire che il corridoio sul fiume è stato utilizzato in tempo di guerra come ospedale perché situato in un punto riparato dai nazisti.

L’indomani visitiamo il castello di Azay Le Rideau. Anche questo merita la visita, ma dopo essere rimasti letteralmente affascinati da quello di Chenonceau, niente può più sorprenderci. Ci spostiamo nel pomeriggio verso nord per raggiungere la meta più distante del nostro viaggio: Mont Saint Michel.

Arriviamo in serata in tempo per posizionarci al parcheggio camper n° 6 rigorosamente indicatoci dai custodi essendo per stasera quello al sicuro dalla marea imminente. Sosta massima consentita 24 ore al costo di 8 Euro (con disponibilità di acqua e camper service). Le tabelle indicano gli orari delle prossime maree previste per le ore 22,30 e per le 10,00 dell’indomani. La marea delle 22,30 si fa attendere con ansia. Siamo tutti lì ad aspettare ma fino alle 22,40 circa non c’è alcun cenno. Tutti i punti di riferimento presi a distanza sono sempre là visibili fuori dall’acqua. Improvvisamente scorgiamo un’onda in lontananza che si solleva e si avvicina sempre di più, fino a coprire a poco a poco tutta la spiaggia e il parcheggio più basso, n° 0, preventivamente sgomberato dalle auto. E’ uno spettacolo davvero emozionante che non si può assolutamente perdere.

Le ostriche di Cancale

L’indomani, dopo un breve giro all’interno del paesino di Mont Saint Michel e dopo aver visitato il castello e seguito dall’alto la marea della mattina, ci avviamo verso la nostra prossima tappa, l’unica in Bretagna, Saint Malo. Posteggiamo nel parcheggio per camper che si trova a circa 3 Km dal centro di Saint Malò ma che è collegato da una navetta gratuita che fa il giro continuo tra parcheggio e centro città partendo ogni 20 minuti circa. Comodissima soluzione dato che la città vecchia è tutta dentro le mura e quindi non aperta al traffico automobilistico. Il costo del parcheggio per 24 ore è di 5 Euro. Di fronte il parcheggio è disponibile un camper service con acqua potabile al costo di 1 Euro per il carico camper. Facciamo un primo giro di Saint Malò in serata per rinviare la visita della città all’indomani mattina. Ripetiamo il giro di Saint Malò l’indomani mattina dedicandoci stavolta ad una bella passeggiata lungo le mura che circondano a città vecchia a ridosso dell’oceano.

Il 9 luglio 2008 lasciamo Saint Malò per proseguire il percorso dell’Haute Normandie e visitare i luoghi dello sbarco. Prima tappa in un paesino interno della penisola della Manica: Coutances. Si visita la bella cattedrale gotica di Notre Dame di Coutances, dalle antiche e imperdibili vetrate dipinte. Peccato che il tempo stringe e non possiamo assistere al concerto d’organo che si svolgerà nella stessa cattedrale nel pomeriggio. Ci affascina osservare le asimmetrie del porticato che “pende” visibilmente. Andiamo alla ricerca del Jardin des plantes indicatoci alle spalle del municipio, sulla destra. Rimaniamo incantati dalla cura del giardino e dai disegni di fiori e piante nelle aiuole e dalle sculture di piante.

Vicino Saint Malò ci aspetta poi il borgo marinaro di Cancale dove si assaggiano le eccezionali ostriche dell’oceano atlantico. Cancale è il paesino che esporta ostriche in tutta Europa. Si può scegliere tra i comodi ed innumerevoli ristoranti o le caratteristiche bancarelle sul mare che espongono ostriche di varie misure.

Ci mettiamo quindi in cammino per Baieux; volendo giungere alle spiagge dello sbarco già preparati pensiamo sia meglio iniziare con la visita di un buon museo dello sbarco e rinviare all’indomani le varie tappe sulla costa. Arrivati a Colleville Sur Mer decidiamo di fermaci a visitare il cimitero militare, dove sono sepolti i corpi di tutti i soldati inglesi ed americani morti durante lo sbarco in Normandia. Lì c’è una sorta di museo con tutte le spiegazioni dettagliate di tutte le varie tappe della II guerra mondiale fino ad arrivare al D-Day (in francese Jour-J).

Appena finita la visita del cimitero militare decidiamo di spostarci e di andare in una delle spiaggie dello sbarco, ad Arromanches. Posteggiamo il camper nel parcheggio camper gratuito, situato alle spalle del campeggio municipale Arromanches, anch’esso strapieno. Trovato un angolino per noi andiamo subito in centro per cercare un ristorante dove cenare e ne scegliamo uno abbastanza buono e vicino al nostro camper. Dopo cena facciamo una passeggiata sulla spiaggia e notiamo alcuni pezzi di pontili che avevano montato gli americani per poter sbarcare.

Il cimitero di guerra americano di Colleville sur Mer

Visitiamo rapidamente Caen. Giunti ad Honfleur decidiamo di non andare in campeggio perchè si trova a più di 2 km dal centro. Quindi ci fermiamo nell’area attrezzata est del paese, provvista di carico/scarico. Il costo è di 7 euro immancabilmente spicci. Andiamo a piedi a visitare il paese facendo una bella passeggiata lungo i canali. La mattina successiva, 11 luglio, visitiamo di nuovo il centro di Honfleur con la speranza di trovare aperta la cattedrale. Riusciamo ad entrare nell’unica cattedrale francese costruita tutta in legno dai carpentieri che lavoravano nei cantieri navali. Infatti il tetto della cattedrale somiglia proprio alla chiglia di una nave rovesciata.

Nel pomeriggio, verso le 17, arriviamo a Rouen. Veniamo a conoscenza che in questi giorni si svolge il festival dell’Armada 2008. Passano un paio d’ore a girare nel traffico prima di riuscire a trovare il parcheggio. Rinunciamo e decidiamo di ricercare un campeggio; quando finalmente, vi giungiamo, lo troviamo strapieno e decidiamo di sostare in uno spazio adiacente. Lo sprovveduto proprietario del piccolo campeggio non sapeva parlare altra lingua che il francese: “Il camping è pieno; forse, se tornerete domani mattina prima delle nove, potrò sistemarvi”. Nel tardo pomeriggio scendiamo in città in autobus e dopo aver gironzolato un po’, rientriamo in taxi dato che l’ultimo autobus della giornata era già partito alle 20,30. La giornata del 12 passa tutta a girovagare per Rouen, cittadina che merita una tappa e a visitare tutti i velieri provenienti da varie parti del mondo ormeggiati lungo le rive della Senna. Peccato che non siamo riusciti ad entrare nell’Amerigo Vespucci che, a detta di molti turisti, era la più bella imbarcazione presente alla manifestazione.

Rimangono gli ultimi giorni in Francia e il 13 luglio decidiamo di ritornare, per la felicità dei ragazzi, al parco Disneyland Paris, dove pernottiamo nel relativo comodo parcheggio. La mattina successiva, ancora prima dell’orario di apertura dei giochi, alle 9,45 i ragazzi sono già dentro il parco per uscire alle ore 23 e cioè alla chiusura. Il prezzo del biglietto del solo parco è di 49 Є per gli adulti e di 41 Є per i bambini, mentre per entrare anche nel parco dei Walt Disney Studios il prezzo del biglietto è di 59/51. E allora decidiamo di lasciare i ragazzi al parco, mentre gli adulti, utilizzando il comodo treno, se ne vanno a zonzo per Parigi.

Il 15 andiamo tutti a Parigi in treno. Arriviamo vicino l’Arco di Trionfo ma notiamo che quella zona è tutta chiusa (a causa delle parate militari) e allora decidiamo di visitare la cattedrale di Notre Dame e la Tour Eiffel (stiamo a Parigi soltanto un giorno perché ci eravamo già stati e i ragazzi volevano tornarci in occasione della festa nazionale della presa della Bastiglia).

La sera, tornati al camper, decidiamo di cominciare a fare strada verso Livorno per guadagnare tempo e così dormiamo in un’area di servizio. Proseguiamo l’indomani, attraversando il traforo del Monte Bianco (a differenza dell’andata quando siamo passati in Francia attraverso il Frejus), e sostiamo in Val d’Aosta, a Courmajer. Visitiamo la città prettamente turistica che non ci piace molto perché troppo “finta” e “snob”.

Il festival dell’Armada a Rouen. Nella foto uno degli autori dell’articolo

Prima di ripartire verso Livorno tappa forzata ad Aosta per una visitina in ospedale (per fortuna niente di grave). Ma ne approfittiamo per visitare il centro di Aosta che troviamo molto interessante e movimentato, così decidiamo di fermarci per una pizza. La città è molto animata di sera con locali stracolmi di ragazzi. Dopo cena facciamo un po’ di strada e dormiamo a Casale Monferrato (in Piemonte).

L’indomani continuiamo a fare strada verso casa e pensiamo di fermarci nei pressi di Genova. Proviamo a scendere in camper a Santa Margherita Ligure, ma non c’è spazio per posteggiare, allora decidiamo di parcheggiare sulla strada statale e prendiamo l’autobus per Santa Margherita. Il paese è davvero carino e durante la passeggiata ci consigliano di visitare Portofino. Così prendiamo un altro autobus e dopo mezz’ora di curve scorgiamo un meraviglioso panorama. Lì c’è un mare bellissimo ma, sfortunatamente, siamo usciti senza costumi, così dopo un bel gelato ci riavviamo al camper e riprendiamo la discesa verso Livorno.

Arriviamo verso le 15:00 al porto di Livorno e ci imbarchiamo nella nave alle 22:00 circa. Ci svegliamo abbastanza tardi, facciamo colazione e alle 10:30 andiamo a vedere un film in dvd nella sala tv del bar. Il mare è calmo ma nonostante ciò la traversata sembra interminabile. Sarà perché il viaggio di ritorno è sempre più pesante rispetto all’andata quando le aspettative dell’inizio vacanza alleggeriscono la stanchezza. Finalmente alle 21,00 con ben tre ore di ritardo arriviamo al porto di Palermo. Ancora un’ora per le operazioni di sbarco e finalmente a casa.

Claudio Tomasino e Laura Russo
(2009)