La perla della Polonia

Alla scoperta della magica Cracovia.

 

Il Mercato Coperto di Cracovia

Se l’idea di un viaggio a Cracovia suscita in voi un certo scetticismo poichè, magari, non la ritenete al pari di altre città straniere, più rinomate e frequentate, mettete da parte ogni timore e preparate.. il camper. A differenza della maggior parte delle città polacche, Cracovia è infatti una città ‘vera’ e non una ricostruzione nuova di zecca di un passato segnato da numerose guerre.

Antica capitale della Polonia e sede della corte, ancora oggi è la più leggendaria e amata città polacca. Cracovia è un gioiellino: graziosa e “tutta lì”, in un fazzoletto. Prima tappa del nostro tour è la visita del Castello Reale di Wawel, uno dei complessi architettonici più ricchi al mondo, oltre ad essere un posto simbolico, strettamente legato alla storia della Polonia, essendo stato per oltre cinque secoli il centro politico ed amministrativo del Paese. Lo raggiungiamo attraverso la via Reale, un’affascinante via commerciale già conosciuta nell’antichità, chiamata via unghero-prussiana oppure più comunemente itinerario dell’ambra.

Ci fermiamo alcuni minuti per visitare la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, fatta costruire dal re Sigismondo III Vasa, protettore dei Gesuiti, con di fronte le statue dei Dodici Apostoli. Attraverso la piccola piazza di Santa Maria Maddalena raggiungiamo via Kanonicza, uno stretto vicolo molto affascinante, contornato da vecchie dimore tra cui, al numero 21, la casa del Decanato, un edificio che svolgeva il ruolo di abitazione per i vescovi supplenti della diocesi di Cracovia (anche Wojtyla vi ha soggiornato diversi anni). Allo sbocco della via Kanonicza ammiriamo l’im ponente veduta del Wawel. Scalando la collina lasciamo accanto il muro con le iscrizioni che ricordano i nomi ei donatori che finanziarono il restauro del castello. Sulla cima del bastione eretto nel 1581 vediamo la statua di Kosciuszko, quindi entriamo attraverso la Porta degli Stemmi nella residenza reale del Wawel.

La prima visita la effettuiamo alla Cattedrale, luogo di incoronazione dei re polacchi e principale edificio sacro della Polonia. L’in-gresso è collocato tra le due cappelle gotiche della Santissima Trinità e della Croce Santa. All’interno ammiriamo la cappella confessionale barocca di Santo Stanislao, disegnata da Giovanni Trevano che racchiude le reliquie del santo vescovo, la cappella gotica di Santa Croce che ospita i resti del re Casimiro IV e la cappella di Sigismondo. All’uscita ci soffermiamo ad osservare incuriositi il caratteristico ingresso nel quale sono esposte le ossa di un leggendario drago protettore della città (in realtà sembra che siano ossa di un animale preistorico).

Fatti pochi passi entriamo nel cortile del Castello Reale, caratterizzato da un grande giardino circondato da splendidi edifici. Sono visibili anche alcuni resti archeologici a conferma dell’esistenza di una città fortificata al posto della quale fu eretto il primo castello nello stile romanico. Il castello attuale deve la sua esistenza all’incendio che distrusse la fortezza nel 1499, in seguito al quale, all’inizio del XV secolo, Sigismondo il Vecchio decise di farsi costruire una nuova residenza. Compiuta una breve passeggiata lungo la Vistola, rientriamo nel centro cittadino e raggiungiamo la famosa Piazza del Mercato, centro della vita politica, economica e religiosa della città fin dalla sua nascita.

La piazza (200 x 200 metri) con le vie adiacenti che formano il disegno della scacchiera, costituisce uno dei pochi esempi meglio conservati in Europa dell’organismo urbano medioevale. Girovaghiamo per la Rynek Glowny, stupenda piazza medievale del 1257, una delle più grandi d’Europa ed iniziamo la visita dall’edificio che ne domina la parte centrale, i Fondachi (Sukiennice), costruzione tra le più interessanti dell’intera Cracovia, un tempo mercato delle stoffe, che og-gi ospita le bancarelle dell’artigianato polacco; all’interno troviamo numerosi negozi di souvenirs, gioielli e molto altro ancora, e vi si possono comperare – spesso con carta di credito – prodotti tipici locali e anche la famosa “ambra del Baltico” a prezzi accessibili.

La Piazza del Mercato, il cuore pulsante di Cracovia

Ci fermiamo a pranzo in uno dei tanti piccoli ristoranti della piazza e nel primo pomeriggio continuiamo nella visita della grande piazza. Entriamo nella Basilica dell’Assunzione di Santissima Maria Vergine (Kosciòl Mariacki) imponente costruzione gotica è uno dei monumenti principali della città, edificio che costituisce uno degli esempi più espressivi dell’arte gotica in Polonia. La facciata è affiancata da due torri, di cui una più alta (82 metri contro i 69 dell’altra), collegate nella parte bassa al portico tardo barocco. L’interno ci offre un grande altare che domina la navata, un vero e proprio gioiello dell’arte medioevale veramente spettacolare, che viene definito il primo museo della città, una rassegna di tutti gli stili del XIX secolo.

Usciti dalla chiesa, osserviamo l’imponente statua di Adam Mickiewicz, curiose le numerose bancarelle di fiori che occupano un largo spazio adiacente alla statua. Altri edifici degni di nota della Piazza del Mercato sono la Torre del Municipio (Wieza Ratuszowa), alta 70 metri in stile gotico, unico resto del municipio demolito nel 1820 dalle autorità locali che lo ritenevano troppo vetusto; e la chiesa di Sant’Adalberto (Kosciòl Sw. Wojciecha). Il resto della piazza si trasforma in un enorme caffé e ristorante all’aperto, con molti locali, negozi e un mercato dei fiori. Da qui si diramano le strade parallele verso l’esterno della città, dentro gli androni dei palazzi e in vicoli nascosti ci sono un’infinità di negozietti, locali, che si vedono solo leggendo i cartelli affissi alle pareti.

Ulica Florianska, forse la via più commerciale, conduce alla Porta di San Floriano (Brama Florianska): questa era una delle otto porte della fortificazione, a protezione di quest’ultima il Barbakan, un edificio circolare con fossato. Visitiamo quindi Kazimierz, il vecchio quartiere ebraico: questa zona era in origine una città indipendente fondata nel 1335 da Kazimierz III Wielki, il quale oltre al nome diede anche uno statuto municipale e numerosi privilegi. Qui abbiamo l’opportunità di osservare alcune sinagoghe, senza però poter entrare all’interno, oltre ai principali luoghi dove furono ambientate le scene del film ‘Schindler List’ e, se siete appassionati dei quadri di Leonardo da Vinci, non potete disertare il Czartorjsky Muzeum, con la splendida “Dama con l’ermellino”.

Buono a sapersi

Cosa mangiare? A Cracovia, come in tutta la Polonia, si può mangiare ancora con pochi euro non restando digiuni né accontentandosi di una qualità mediocre, dato che i piatti sia di pesce sia di carne sono gustosi; nella scelta lasciatevi guidare dall’olfatto, dalla vista e da quant’altro vi possa sembrare indicativo. Noi abbiamo provato il Chlopskie Jadlo in centro città: buona la zuppa di funghi, non male i pierogi (ravioli ripieni), la carne (sinceramente non abbiamo capito se di maiale o mista comunque a pezzetti come quella del kebab), servita in un piatto unico insieme a patatine fritte, insalata, formaggio o funghi e tante salsine dolci e piccanti da utilizzare per guarnire il contenuto del piatto. Mentre, invece, per uno squisito kebab non avete altro che da attraversare ed entrare in un ristorantino dalle luci soffuse e con l’arredamento in legno (potete mangiare all’interno, prendendo i piatti dal banco, oppure all’esterno, serviti al tavolo). Buone, comunque, le salsicce e gli spiedini che abbiamo comprato da una rosticceria sulla piazza centrale. Caratteristici lungo le strade i banchetti con le ciambelle di pane e sesamo e altri dolci tipici del posto ed il cosiddetto “Zapikanka”, una mezza baguette con formaggio e funghi servita calda calda, croccante e molto buona (per chi lo desidera, si può aggiungere ketchup o altro). Per chi poi non gradisce o non sa rinunciare al “solito panino”, potranno mai mancare le multinazionali statunitensi di fast – food?

Per quanto riguarda i trasporti, i taxi sono molto convenienti: circa 0,80 euro ogni chilometro. Diffidate di chi non ha la tabella TAXI e, se proprio non potete farne a meno, pattuite prima il prezzo della corsa, per non avere sgradite sorprese dopo. L’ideale è servirsi della gentilezza del personale delle receptions degli alberghi, per farsi chiamare un taxi che di solito arriva rapidamente e con tanto di tabella ufficiale.

Luigi Fiscella
(2007)