La Pomerania e i laghi Masuri

E’ innegabile che molti camperisti siano stati attratti dal fascino dei Paesi dell’Est europeo e che, soprattutto in seguito alla caduta del “muro”, negli ultimi anni vi sia stato in queste regioni un continuo incremento del turismo itinerante.

 

Sembra che sia trascorsa un’eternità da quando per potere entrare per esempio in Ungheria si doveva ottenere il visto alla frontiera, per poi farvi apporre in ogni campeggio dove si soggiornava la data di entrata e di uscita.

In ogni caso, oltre a ragioni storiche e monumentali, questi Paesi hanno anche indubbi interessi naturalistici. Tant’è che, dopo avere già effettuato gli itinerari più “tradizionali”, lo scorso anno decidemmo di tornare in questi luoghi con l’obiettivo di conoscere i più famosi parchi nazionali della Repubblica Ceca – la Selva Boema ed il Paradiso Boemo – e, principalmente, di raggiungere la Pomerania, la regione del nord della Polonia sul Mar Baltico, di certo la più interessante proprio dal punto di vista naturalistico.

Provenendo dalla Repubblica Ceca, abbiamo attraversato il confine, dopo un’attesa di circa due ore, ad Harrachov, quindi Jelenia Gora, Wroclaw, Leszno e Steszew, un paese nei pressi di Poznan, dove il campeggio “La Rose” consente di trascorrere la notte in piena serenità, immersi nel verde e ad un prezzo quasi ridicolo. Il giorno successivo abbiamo toccato Pila, Bialy Bor, Stupsk (molto panoramici gli ultimi trenta chilometri) e quindi Leba, stazione balneare con porto peschereccio sulla foce del fiume omonimo; qui abbiamo scelto per la sosta il campeggio “Inter-kamp 84”: un’ottima struttura molto bene attrezzata; basti pensare che nel 1984 vi si svolse il Convegno Internazionale del Camping e del Caravaning.

Slowinski Park Narodowy

All’estremo nord della Polonia, bagnato dal Mar Baltico, ad ovest di Danzica, si estende, con i suoi 181 kmq, il Parco Nazionale Slowinski. Inaugurato nel 1966, comprende il Lago Lebsko, il terzo della Polonia per grandezza, ed un cordone litorale di dune lungo 17 km che separa il lago dal mare.

Essendo la zona ricca di campeggi e di parcheggi, sono parecchie le possibilità di effettuare una gradevole sosta per la visita del parco. Tra queste si può scegliere di dirigersi ad ovest, nei pressi di Rowy, nel parcheggio di Czolpino, dove è anche possibile pernottare, oppure puntare sulla città di Leba, il centro turistico più importante della zona, dove non mancano né le strutture né i campeggi, che sono molto bene organizzati: noi abbiamo optato appunto per quest’ultima possibilità (nel nostro soggiorno in Polonia abbiamo preferito trascorrere la notte sempre in campeggio).

Per la visita del parco si può andare a piedi, in carrozza, in bici o con una sorta di mini-taxi elettrico. Muniti di una mappa acquistata in campeggio, con la colazione a sacco e con le biciclette noleggiate nei pressi, per altro ad un prezzo abbastanza contenuto, abbiamo iniziato la nostra passeggiata di buon mattino.

Si percorre agevolmente un primo tratto di strada in terra battuta che attraversa un fitto bosco di querce e pini, che fanno pensare più ad un sentiero montano che ad una strada che corre parallelamente al mare. Si ha una sensazione particolare nel pensare che ci si trova su una lingua di terra tra mare e lago, tanto più che talvolta si incontrano alcuni viottoli che si addentrano nella pineta in una fitta vegetazione e che si arrestano da un lato nei pressi del lago su un terreno fangoso e acquitrinoso e, dall’altro, vicino al mare su un terreno sabbioso.

Più si va avanti e più si avverte una certa difficoltà nel pedalare a causa di uno strato di sabbia che invade la strada e che si fa sempre più spesso, ma la curiosità di sapere cosa si troverà più avanti è tale da fare superare con poca difficoltà lo sforzo, confortati anche dal fatto che la pineta comincia a diradarsi e che quindi si è vicini alla meta.

Dopo una decina di chilometri la strada termina in uno spiazzo dove è possibile lasciare le biciclette in un parcheggio custodito e proseguire a piedi per un altro breve tratto. Finalmente come d’incanto dopo l’ultima cortina di alberi i cui tronchi sono in parte sommersi dalla sabbia, si ha una visione quasi surreale: una vasta distesa desertica di dune mobili, alte anche una cinquantina di metri, che con il loro lento e graduale spostamento, circa cinque metri all’anno, sommergendolo sotto la sabbia, hanno a poco a poco inghiottito il bosco, che ora si presenta sotto forma di tronchi pietrificati e scheletriti, irrigiditi in configurazioni bizzarre dall’effetto fantastico.

Ha ragione chi ha chiamato questo parco “il Sahara Polacco”; basti pensare che durante la seconda guerra mondiale, Il generale tedesco Erwin Johannes Rommel fece esercitare qui il suo “Afrikakorps” prima della conquista di Tobruk.

E’ anche abbastanza divertente, e non solo per i bambini, salire in cima alle dune per poi lasciarsi rotolare giù senza opporre nessuna resistenza, oppure scendere correndo sino ad arrivare al punto di non potersi più fermare! Si torna indietro di qualche anno.

Il sentiero, che ha riscontro sulla mappa, continua ad essere segnato anche sulla sommità delle dune con dei paletti colorati, per cui, nonostante i punti di riferimento qui siano piuttosto rari, è possibile continuare la passeggiata sino a raggiungere il mare.

Con la giornata tiepida e le gambe che cominciano a sentire la fatica, un bagno ristoratore sarebbe quasi d’obbligo, ma appena giunti sulla spiaggia ci si rende conto che non è proprio il caso: il mare è di un colore marrone scuro, forse per il continuo movimento del fondo sabbioso, e l’acqua gelida a tal punto che gli stessi locali riescono ad immergere solo i piedi; non resta altro da fare che sdraiarsi sulla sabbia e godersi quel pallido sole.

Tornati in città si ha il tempo per una breve passeggiata sulla foce del fiume e, se si ha voglia, si può anche fare un giro turistico con una motonave che consente di ammirare il parco dal mare e di fare provare l’emozione di inoltrarsi in pieno mar Baltico.

Danzica

Lasciata Leba si raggiunge con facilità Lebork e quindi, per la strada E26, Gdynia e Danzica. La zona è abbastanza fornita di campeggi, anche di buon livello; noi abbiamo scelto il camping “Jelitkowo” al n° 23 della “Ulica Jelitkowska”, la strada in periferia nord di Danzica che porta a Sopot, stazione balneare con bella spiaggia.

A poche centinaia di metri dal campeggio si trova il capolinea dei tram numero 2 e numero 6 che, con un tragitto di circa quaranta minuti, collegano la zona con il centro; attenzione al prezzo del biglietto che è doppio per un percorso che supera i trenta minuti (circa trecento lire); il taxi ha comunque un costo molto contenuto considerando che, per lo stesso percorso, non supera le 10.000 lire.

Per la sua posizione strategica e con un porto tra i più importanti d’Europa, Danzica è stata una città che nel corso dei secoli ha subito invasioni, massacri e distruzioni dai quali si è sempre ripresa brillantemente. Si hanno notizie della città già a partire dal decimo secolo con un periodo di maggiore splendore tra il ‘500 ed il ‘600, epoca un cui si arricchì di splendide dimore borghesi ed in cui gli artigiani guadagnarono una notorietà europea. Seguì un lungo periodo di decadenza che la vide anche assegnata alla Prussia, sino ad ottenere un’eccellente ripresa dopo la ricostituzione dello Stato Polacco, nel 1918, quando tutto il territorio del delta della Vistola fu dichiarato zona libera collegata alla Polonia solo da rapporti doganali. Nel 1939, con l’inizio della seconda guerra mondiale, Hitler proclamò l’annessione di Danzica al Reich e nel ’45 gli scontri tra l’esercito sovietico e polacco contro la guarnigione nazista provocarono alla città danni incommensurabili.

Eppure, pur essendo stata quasi totalmente distrutta, Danzica è stata ricostruita nel rispetto della sua configurazione prebellica, riacquistando quell’importanza che ne fa oggi una delle più belle città della Polonia, in cui si intrecciano magicamente il fascino della città dell’est con quello della città nordica ed in cui è rimasto vivo il ricordo dei tragici eventi che la sconvolsero.

Per la visita della città è consigliabile lasciare il tram alla fermata successiva alla stazione ferroviaria (“Ulica 3 Maja”) e quindi dirigersi al “Glowne Miasto” (Città Principale) che ha il suo centro nella “Ulica Dluga” e nel “Dlugi Targ” (Mercato lungo): insieme formano la cosiddetta Via Reale. Vi fanno da cornice splendidi palazzi di stile rinascimantale fiammingo tra cui il “Ratusz Glownego Miasta” (Municipio della città Principale), da visitare soprattutto per la sua “Sala Czerwona”.

Da visitare anche le Chiese di San Nicola, di Santa Maria, di Santa Caterina e di Santa Brigida (in quest’ultima si svolsero le prime riunioni del sindacato operaio “Solidarnosc”), nonché il canale “Raduni” con il suo grande mulino “Wielki” (oggi sede di un grande magazzino), e l’immancabile Museo Nazionale.

Non deve mancare una passeggiata sul “Dlugie Pobrzeze”, la via che corre su un braccio della Vistola, fiancheggiata da palazzi di notevole interesse e da negozi che mettono in mostra merletti, oggetti di artigianato in legno ed una miriade di pietre di ambra, anche lavorate e di notevole pregio. Da qui parte un battello turistico che percorre il fiume sino ai famosissimi cantieri navali, teatro di tanti cambiamenti nella storia politica del paese, e alla penisola di Westerplatte in cui, il 1° settembre del 1939, l’incrociatore “Schleswig-Holstein” aprì il fuoco dando inizio alla seconda guerra mondiale.

Un’ultima raccomandazione è quella di recarsi alla “Poczta Polska” l’ufficio postale in cui, sempre nella suddetta data, le SS uccisero venticinque impiegati intenti al loro lavoro; parte dell’edificio è oggi un museo che documenta quel tragico episodio.

Informazioni utili

Per raggiungere la Polonia, è necessario attraversare la Repubblica Ceca e/o la Slovacchia; in ogni caso è necessario il passaporto ma non più il visto.

Le strade sono buone nella Repubblica Ceca ed in Slovacchia, un po’ meno in Polonia dove il fondo stradale spesso non è dei migliori e dove si rischia di incontrare, anche in autostrada, vecchi carri tirati da cavalli o automobilisti che sfrecciano dalle traverse non rispettando le precedenze.

I ristoranti sono ovunque abbastanza economici e, soprattutto nella Rep. Ceca, di buon livello; l’unico problema consiste nella difficoltà di decifrare i menù, per cui talvolta si rischia di ordinare pietanze poco gradite.

I campeggi sono buoni ovunque; nella regione dei Laghi Masuri, in Polonia, si trovano immersi in una natura incontaminata, ma è meglio evitare i servizi igienici.

Itinerario svolto
Per raggiungere la Pomerania nel viaggio di andata sono toccati i seguenti luoghi: in Austria, Innsbruck, Salisburgo, con sconfinamento in Germania, Linz e Freistadt; nella Repubblica Ceca, Dolnì Dvoriste, Ceské Budejovice, Trebon, Telc, Cesky Krumlov (famosa per il suo castello), Lipno nad Vltavou (si attraversa la Selva Boema), Volary, Pisek, il fiume Otava, il castello di Zvikov e quello di Orlik, Karlstein (castello e grotte di Konepruske), Turnov (in pieno Paradiso Boemo) e le rocce di Prachov, Jicin, Karlovice e Harrachov; in Polonia, Jelenia Gora, Wroclaw, Leszno, Steszew, Poznan, Pila, Jastrowie, Szczecinek, Miastko, Slupsk, Leba e infine Danzica. Al ritorno: Elblag (interessante il canale artificiale), Ostroda, Olsztyn, Mragowo, Gizycko (nella regione dei laghi Masuri), Wegorzewo (bella una passeggiata in barca sul lago Mamry), Olecko, Suwalki, Stary Folwark (sul lago Wigry), Augustow, Bialystok, Czestochowa, Cracovia, Zakopane (splendide le passeggiate da effettuare sui monti Tatra), Lysa Polana; in Slovacchia, Poprad e Bratislava; in Austria, infine, Vienna, Graz e Villach (In totale sono stati percorsi Km. 8300).

Valuta
La lira è accettata in qualsiasi banca; è meglio evitare di servirsi dei cambia-valuta privati perchè applicano un cambio poco favorevole. In Polonia esistono ancora due tipi di valuta: il nuovo zloto che è pari a 10.000 vecchi zloti, ma attenzione perchè qualcuno comincia a non accettare più le vecchie banconote. Il cambio nel mese di agosto 1996 era di 575 lire italiane per 1 zloto polacco.

Carburante
Un litro di gasolio in Polonia costava, sempre nell’estate 1996, 1,22 zloti, cioè 700 lire italiane (un po’ di più in Slovacchia, 19,30 corone, e nella Rep. Ceca, 16,10 corone: in ogni caso sempre meno di 900 lire al cambio del periodo).

Marina e Marcello La Barbera
(1996)