La Siria in camper

Alla scoperta di un paese ritenuto “difficile” per la fruizione in camper, tra suggestioni storiche, leggende, deserti e meno problemi di quanto si potrebbe pensare.

 

Appartengo ad un gruppo di camperisti molto “viaggiosi” che, solleticati da alcuni articoli apparsi su “Plein Air” sulla Siria, hanno deciso in cinque equipaggi di provare l’esperienza di un viaggio in un paese del Medio Oriente, culla di civiltà e ricco di avvenimento biblici e storiche vestigia.

Inutile negare che, all’inizio, eravamo preoccupati per le tensioni politiche, preoccupazioni che si sono poi rivelate infondate; ottenuti i visti a Roma per merito dell’impareggiabile A. Martino, partiamo da Bari con Morfimare che pratica grossi sconti ai camperisti e sbarchiamo a Igoumenitza; ci dirigiamo quindi verso Salonicco (da Kozan, strada ottima e poco trafficata); frontiera turca ad Ipsala e attraversamento di Istanbul (che ormai conosciamo bene) in tarda serata, verso le 23, per evitare il caotico traffico diurno della metropoli. Spettacolare il passaggio sul ponte del Bosforo di notte (10.000 lire turche a veicolo).

Ci dirigiamo su Ankara che non conosciamo; brillante sistemazione dei camper in pieno centro e visita della città: moschee, bazar e Mausoleo di Ataturk. Quindi ci trasferiamo a Tarso, che dette i natali a San Paolo e visita alla Kilise Camii – antica chiesa di San Pietro – oggi trasformata in luogo di culto islamico.

Passiamo poi ad Antiochia, città santa, dove i membri della comunità di San Pietro e Paolo furono per la prima volta chiamati cristiani. Visita a 2 chilometri dal centro alla grotta di San Pietro, antica chiesa rupestre in cui, ancora oggi, i frati celebrano messa nelle festività.

Dopo otto giorni siamo finalmente al confine siriano (Cilvegozu); superiamo la frontiera turca dopo un esborso di 10 dollari a camper; e poiché chiediamo la regione di tale balzello il funzionario turco ci risponde candidamente che si tratta di un contributo per i doganieri che hanno molti figli e ci offre la restituzione del denaro che però noi rifiutiamo, suggerendo un maggior utilizzo della televisione.

Alla frontiera siriana la prima cosa che ci colpisce è vedere i muri tappezzati dalle gigantografie del Presidente Hassad, cosa che continueremo a vedere sempre e dappertutto durante il nostro soggiorno (anche sulle auto private). Vi è poca gente e siamo gli unici turisti, ma l’attesa è comunque lunga e snervante perché, nonostante l’aiuto di due giovani siriani dell’Ente Turismo, che abbiamo poi pagato 20 dollari a famiglia, dovendo passare attraverso sette uffici, sono state necessarie oltre 4 ore per espletare le pratiche.

Molto utile il cambio – in via informale – tramite gli stessi giovani di dollari in lire siriane (1 dollaro = 45 lire siriane, invece di 35), il che ci ripaga ampiamente della loro parcella.

Facciamo il primo pieno di nafta a 200 lire al litro e senza dubbio il prezzo sarebbe ottimo se non fosse per la tassa settimanale di 75 dollari per i veicoli a nafta il che, considerando i pochi chilometri percorsi, porta il prezzo reale a 820 lire al litro.

Entriamo ad Aleppo, così chiamata dalla parola di Abramo: “Halab”; infatti egli visse a lungo in questa antichissima città, sorta nel 1800 a.C. Non vi sono campeggi e sistemare cinque camper nel traffico cittadino è difficile. Chiediamo ad un poliziotto che gentilmente ci accompagna presso un centro turistico e posto di polizia in pieno centro, e qui spostano le loro auto per farci posto. Abbiamo così sicurezza, acqua ed una guida ufficiale (500 lire siriane per due giorni a famiglia) che ci accompagnerà nella visita alla città, anche se in francese.

Aleppo ha un vastissimo souq coperto, brulicante di umanità, ciononostante nessuno ci assilla con richieste di elemosine (come invece succede in Marocco e Tunisia); comperiamo jellabu ckeffià, stuoie, tamburi in pelle d’asino e spezie; è veramente un’atmosfera da “Mille e una notte”, circondati come siamo da piccolissimi asinelli, da donne velate e da artigiani vocianti, ben diversa dai bazar turchi che sono più occidentalizzati.

Il giorno dopo visitiamo la Moschea degli Hommaynidi, la ciclopica Cittadella e poi tutti a pranzo in un ristorante, con assaggio degli squisiti ed assortiti “Meze” (antipasti) e Sis-Kebab con riso e pomodoro, pane non lievitato, frutta ed acqua minerale, il tutto per 6.800 lire italiane a persona.

Ripartiamo con breve sosta ad Ebla per la visita del museo e della zona archeologica e poi via per l’oasi di Palmira, attraversando il deserto siriano per circa 200 chilometri (non vi sono distributori durante il percorso), deserto che con il tempo ha perso il suo carattere sabbioso per diventare più una specie di steppa. Arriviamo poco prima del tramonto, giusto in tempo per poter gustare una prima visita ai meravigliosi templi e alle rovine (ottimamente conservate) al calar del sole, aggirandoci, completamente soli, lungo la via colonnata o nel grandioso teatro. Il fascino della leggendaria regina Zenobia aleggia ancora tra i resti di questa splendida città che osò minacciare la potenza imperiale di Roma. Il mattino dopo all’alba completiamo la visita, poi un sole feroce (ma pur essendo la temperatura oltre i 45° il caldo è secco e sopportabile) ci induce ad oziare nei giardini dell’albergo, sorseggiando bibite sui tavolini che in realtà sono stupendi capitelli del 106 d.C. presi dalla città antica.

Trasferimento a Damasco, con sosta nell’ottimo campeggio alle porte della città e dolmus che per 400 lire italiane a persona ci porta in centro. La città è una fantastica capitale dai due volti con modernissimi quartieri ed eleganti negozi che fanno da contrasto alla città antica, con il suo souq grandioso, dove sapienti artigiani lavorano broccati in seta, spade e vassoi intarsiati, oro, argento e pelli. Qui si convertì Saulo di Tarso e qui visse nella leggenda Simbad il marinaio. Noi abbiamo visto la magnifica tomba di Saladino e nella grande Moschea la tomba di San Giovanni – venerato dall’Islam come un grande profeta – incantevole la visita del Palazzo Azem, dove però ci esaspera il dover pagare sempre 4 volte più dei siriani (7.000 lire italiane a persona contro le 1.800 dei locali e così in tutti i castelli e musei da noi visitati).

Andiamo alla centrale di polizia per rinnovare il pass settimanale per le auto a nafta ma, invece dei 75 dollari previsti, ce ne chiedono altri 55 a persona per tasse non meglio identificate. Poiché il programma prevedeva altri tre soli giorni in Siria – con sosta al mare – decidiamo di utilizzare al meglio i due giorni che ci restano per visitare Maalula, pittoresco villaggio con casette a cubo una sull’altra, costruito su una gola tra le montagne, con un antico convento dedicato a S. Tecla; poi passiamo la notte sul piazzale d’armi ai piedi del gigantesco castello crociato: il Krak dei Cavalieri.

Il mattino dopo visita al Krak che ci colpisce profondamente per la sua grandiosità con le 13 torri rotonde e i suoi 3.000 metri quadri di superficie, ma soprattutto per la storia che è stata scritta in queste contrade, che hanno visto la conquista del castello da parte del principe Tancredi, oltre a veder passare le crociate di Riccardo Cuor di Leone e di Goffredo di Buglione, dirette a Gerusalemme.

Ampiamente appagati ci dirigiamo alla frontiera: è domenica pomeriggio e il disbrigo delle pratiche è veloce con la richiesta di altri cinque dollari a testa come “ultimo ricordo”.
Notizie utili ed impressioni

Cambi – Costo carburante
Grecia: 1 dracma = 6,5 lire italiane (i cambi si riferiscono all’estate 1996); nafta = 150-160 dracme al litro (tra le 975 e le 1.040 lire al litro).
Turchia: 55 lire turche = 1 lira italiana; nafta: 43.000 lire turche al litro (circa 800 lire italiane al litro).
Siria: 1 lira siriana = 35 lire italiane; nafta: 6 lire siriane (circa 210 lire italiane al litro).

Soste per la notte
In Grecia – Asprovalta: ampio parcheggio gratuito con acqua a fine paese in direzione nord.
In Turchia – tratto Istanbul-Ankara: sull’autostrada la prima stazione di servizio a 30 chilometri dal Bosforo c’è un parcheggio vicino al ristorante;
ad Ankara: Gengilik Park, parcheggio custodito in pieno centro, vicino alla stazione, al costo di 7.000 lire italiane al giorno per camper;
Adana: Otopark Sularraksi, parcheggio interno custodito sotto tettoie al costo di 3.600 lire italiane per camper;
Antiochia: parcheggio libero intorno ai giardini centrali, custodito dalla polizia.
In Siria – Aleppo: parcheggio della polizia e dell’ufficio turistico in pieno centro, gratuito con acqua, di fronte al Museo nazionale;
Palmira: Hotel Zenobia di fronte le rovine, con luce, acqua e docce al costo di 14.000 lire italiane a camper;
Damasco. Camping New Kaboun, situato a 4 km. dal centro venendo da Homs, con luce, docce, piscina, servizio bus per il centro al costo di 12.000 lire italiane al giorno;
Krak dei cavalieri: piazzale d’Armi davanti all’ingresso, sosta libera;
Kekowa: località Ucagiz, sosta libera in riva al mare di fronte al ristorante di Rambo, qui con 5.000 lire a persona si fa il giro di 4 ore in battello intorno all’isola;
Alibey: Ada camping, situato in una bellissima baia, molto pescosa, con luce, docce calde, friggitoria, frigo al costo di 18.000 lire italiane al giorno.

Franco Divella
(1996)