La verde Olanda

Magiche suggestioni di una terra incorniciata dall’acqua.

 

Il mercato dei formaggi ad Alkmaar

Olanda, terra di acqua e di fiori, terra di contrasti, tra tradizione e trasgressione, terra di uomini tenaci che non si sono arresi alle forze della natura e con un lavoro duro e costante hanno strappato nei secoli la loro terra al mare. E’ così che ci è apparsa l’Olanda nel nostro percorso attraverso le sue regioni, dalla Zelandia solare e fiorita alle regioni del nord, dai larghi polder ventosi e verdeggianti, punteggiati dai caratteristici mulini, alla moderna L’Aia, centro attivo dell’Europa unita, alla vivace Amsterdam, giovane e cosmopolita, dalla piccola Marken, dove le anziane donne vestono ancora i loro abiti tradizionali, al verde Hoge Veluwe, il bel parco naturale che conserva al suo interno, nel museo Kröller-Müller, una affascinante raccolta di opere di Van Gogh.

Soggetti per secoli agli attacchi violenti del mare del Nord, che con tempeste e maree inondava frequentemente coltivazioni e insediamenti, provocando distruzioni e morti, già in epoca medievale gli olandesi cominciarono a difendersi erigendo le prime dighe. In seguito, i mulini consentirono il pompaggio dell’acqua che, convogliata nei canali e nei fiumi, veniva indirizzata al mare. Furono così prosciugati i grandi laghi del nord e nacquero i polder, le grandiose distese particolarmente fertili che consentirono lo sviluppo di una fiorente e progredita agricoltura. Capolavoro di ingegneria, la Afsluitdijk, la colossale diga lunga 30 km, ha sbarrato l’antico Zuiderzee, la grande baia a nord del paese, trasformandolo in un lago interno, l’Ijsselmeer, in seguito prosciugato in gran parte con la creazione di quattro grandi polder. Un monumento sull’autostrada che corre sulla diga ricorda il lavoro pesante degli uomini che contribuirono alla sua costruzione.

Non solo cereali e foraggi per l’allevamento vengono coltivati nella fertile terra olandese. Ad ovest del paese, tra Alkmaar e L’Aia, le immense macchie colorate dei campi di tulipani offrono in primavera spettacoli incantevoli di una natura lussureggiante. A nord di Lisse si trova uno splendido giardino fiorito, il Keukenhof. Vi crescono sette milioni di bulbi, narcisi, giacinti, tulipani, tra azalee, rododendri, alberi di ciliegi giapponesi. Nel periodo di fioritura il parco si può ammirare in tutto il suo splendore.

Il territorio dell’Olanda non è molto esteso. Questo ci ha consentito un itinerario articolato, ritornando a volte sui nostri passi e ripercorrendo strade già viste. Entrati nel paese dal Belgio, iniziamo il nostro giro dalla regione sud occidentale, la Zelandia. Modifichiamo in parte i nostri piani che prevedevano l’ingresso da sud, spinti dal consiglio di una coppia di simpatici olandesi incontrati al campeggio di Lussemburgo, i quali ci hanno consigliato vivamente di passare da Bruges. In effetti sarebbe stato proprio un peccato non visitare la deliziosa cittadina belga! Il confine olandese dista pochi chilometri da Bruges. Un traghetto vicino Breskens ci porta in circa 20 minuti di traversata al porto di Vlissingen, nella Zelandia. La regione, in gran parte sotto il livello del mare, è veramente molto bella, con grandissimi campi verdi coltivati nel polder. E’ chiamata “il giardino d’Olanda” ed effettivamente è molto ridente, con le sue casette ordinate dai bei giardinetti fioriti e i percorsi per i tantissimi ciclisti. Incontriamo i primi mulini a vento.

Andiamo subito a Middelburg, l’animato capoluogo della regione. Sul Markt domina il bellissimo municipio gotico, ornato di statue e torricelle, considerato uno dei piú bei monumenti d´Olanda. Ricostruita nel rispetto dello stile originale dopo i bombardamenti del 1940, la maestosa Abbazia di Nostra Signora. Da Middelburg facciamo un piccolo giro dell’isola di Walcheren. Tocchiamo Westkapelle, la graziosa cittadina che si affaccia sul Mare del Nord protetta dalle sue alte dune, e Veere, il seicentesco prospero centro laniero che nel suo bel municipio gotico e nelle case eleganti sul canale conserva le tracce dell’antica agiatezza.

Ritorniamo indietro sulla statale n.57 e ci dirigiamo verso nord. Quasi subito passiamo sulla diga che ostruisce il corso della Schelda, imponente opera di ingegneria idraulica, con lo strano effetto del mare calmo e tranquillo da una parte, vorticoso e spumeggiante dall’altra. Al largo, su un battello di ritorno dalla pesca, i marinai si difendono con forti getti d’acqua dagli assalti di uno stormo di gabbiani che, per nulla intimoriti, si lanciano ripetutamente sulle lunghe nasse sospese agli alberi. Da lontano l’imbarcazione appare avvolta da una nuvola di schiuma.

Giungiamo rapidamente a Delft, la pittoresca cittadina tra i canali, su cui galleggiano bellissime ninfee bianche e gialle. Nella Nieuwe Kerk, la Chiesa Nuova, ammiriamo l’imponente mausoleo in marmo bianco e nero del principe Guglielmo d’Orange, il “padre della patria”, che liberò i Paesi Bassi dal dominio spagnolo e fu ucciso proprio a Delft. La città è famosa per le sue porcellane. Importate nel ‘600 dalla Cina e dal Giappone dai mercanti olandesi, furono poi prodotte nelle fabbriche locali, inizialmente solo nel caratteristico blu su fondo bianco, poi via via modificate aggiungendo anche quelle policrome. Facciamo uno spuntino a base di pesce. Siamo curiosi di assaggiare la famosa aringa cruda di cui gli olandesi sono ghiotti, che si mangia tenendola per la coda e lasciandola penzolare davanti alla bocca! Abbastanza buona e anche delicata, ma… Il tempo è bello, soleggiato ma fresco e ventilato. Allo scoccare delle ore, un concerto di carillon dall’alto di qualche torre ci segue nel nostro bighellonare.

Lasciata Delft, dopo pochi chilometri siamo a L’Aia. Ci fermiamo in un bel campeggio, il Duinrell, all’interno del famoso parco dei divertimenti, a venti minuti di bus dal centro. La città, sede del governo e delle ambasciate e residenza della famiglia reale, ha molti edifici moderni e numerosi parchi e giardini. Nel piccolo centro storico, il Binnenhof, affacciato su un laghetto rettangolare, è un complesso di edifici sedi del Parlamento e di uffici ministeriali. A fianco, il Mauritshuis, un monumentale edificio in stile neoclassico, ospita una raccolta prestigiosa di opere d’arte. Dai ritratti storici a Memling e Rubens, da Vermeer a Rembrandt, è una splendida carrellata della pittura olandese dai primi fiamminghi agli olandesi del “secolo d’oro”, il Seicento.

Partiamo da L’Aia e, poiché è giovedì, andiamo direttamente ad Alkmaar, dove il venerdì si svolge il famoso mercato del formaggio. Attraversiamo le zone dove in primavera fioriscono i tulipani e che adesso, alla fine di giugno, sono solo grandi distese non coltivate. Sostiamo sul mare, vicino Zandvoort, la maggiore stazione balneare olandese, affacciata sul Mare del Nord, sede dell’autodromo dove si svolge il Gran Premio d’Olanda di Formula 1. Passeggiamo sulla larga e lunghissima spiaggia. Tira un forte vento, il mare è mosso e verdastro, cade una lieve pioggerella. In fondo si scorgono gli alti palazzi di Zandvoort.

Ad Alkmaar il venerdì mattina grande movimento e folla nella vasta piazza transennata nel cui centro, un po’ anche a beneficio dei numerosi turisti, si svolge la contrattazione per la vendita delle grandi forme gialle di formaggio. Dopo l’accordo, siglato da vigorose strette di mano, i portatori, vestiti con i tradizionali abiti bianchi e con larghi cappelli di paglia colorata a secondo della corporazione cui appartengono, trasportano velocemente le forme alla pesatura, e quindi ai mezzi di trasporto degli acquirenti. Alla pesa pubblica anche i turisti possono essere pesati e forniti di relativo certificato! Conclude la giornata il giro in battello tra i canali, che però ci entusiasma meno di quello, splendido, fatto a Bruges tra gli angoli suggestivi della cittadina belga.

Partiamo alla volta di Haarlem. Passeggiamo in centro, nella grande piazza del mercato, dove si affacciano gli edifici più importanti della città, l’imponente cattedrale di San Bavone, il Municipio, l’antico mercato delle carni. Gustiamo con piacere le “poffertjes”, le deliziose piccole crèpes tondeggianti, ricoperte di zucchero e burro, o cioccolata, o Grand Marnier.

Vicinissima vi è Amsterdam. Il campeggio, il Vliegenbos, è molto comodo perché ci sono parecchi autobus che portano in centro. La città ci accoglie con un clima ideale: soleggiata ma non calda, sempre con una piacevole brezza. Distesa tra il porto e i canali, animatissima, attraversata da una folla eterogenea di giovani e adulti, ricca di negozi e ristoranti, con un patrimonio straordinario di musei, vivibilissima per trasporti e attrezzature, la città cattura il turista e offre un gradevole soggiorno. La centrale piazza Dam, dominata dal classicheggiante Palazzo Reale, è il cuore della città, dove giovani di tutti i paesi si radunano per ascoltare musica o sostare sui gradini del bianco obelisco in memoria dei caduti della seconda guerra mondiale.

Un primo girovagare ci porta alla imponente Niewe Kerk, la chiesa dove vengono incoronati i sovrani olandesi, al cui interno possiamo ammirare il barocco pulpito in legno intagliato e la splendida cancellata in ottone del coro. Passeggiamo lungo la riva dei canali che circondano il centro storico: il quattrocentesco Singel, dove sorge la chiesa cattolica di San Francesco Saverio, il seicentesco Herengracht, il canale dei Signori, su cui si affacciano le eleganti dimore patrizie dalle tipiche facciate a frontoni, il Keisergracht, dedicato all’imperatore Massimiliano, il Prinsengracht, il canale del principe, sulle cui rive sono numerose case galleggianti e dove, in una casa al n.263, visse per due anni nascosta con la sua famiglia Anna Frank, prima di essere scoperta e deportata. La visita della casa, che rievoca i disagi e le paure dei clandestini di cui conosciamo il destino, emoziona e fa riflettere.

Il Municipio di Middelburg

La nostra passeggiata ci porta poi all’Hoppe, uno dei più noti “bruin kroeg”, i caffè marroni, locali dall’arredamento interno in legno scuro dove fin dal Seicento gli abitanti di Amsterdam amano recarsi a fumare, bere o solo chiacchierare, ed al Begijnhof, la corte delle beghine, il delizioso angolo medievale dove, attorno ad un prato, sorgono le piccole case delle beghine, le pie donne che si dedicavano alla cura dei bisognosi e degli ammalati. Una piccola oasi silenziosa e fiorita nel centro della città. Il tram n. 20 ci fa poi rivedere i luoghi più interessanti, il bel giro in battello ci porta tra i canali e sotto i ponti: rivediamo le belle case signorili dell’Herengracht e del “Gouden Bocht”, il gomito d’oro, l’angolo più bello del canale. Giungiamo fino al “Magere Brug”, il ponte magro, il famoso piccolo ponte sull’Amstel, il fiume che divide in due la città.

Infine i musei. Non si può lasciare Amsterdam senza avere visitato almeno qualcuno dei tantissimi musei, piccoli e grandi, che la arricchiscono. Il Rijkmuseum, ospitato in un grandioso edificio neorinascimentale con inserti gotici, ha fama mondiale e possiede una ricchissima collezione di autori olandesi e stranieri, e poi mobili, porcellane, argenti, arazzi. Mostra in diverse sale molti capolavori di Rembrandt, tra cui il più prestigioso, la splendida “Ronda di notte”. In un vicino edificio moderno si trova il Van Gogh Museum, il ricchissimo museo che ha una straordinaria raccolta di opere del famoso pittore olandese, dalle prime tele cupe del Brabante, a quelle del fecondo periodo di Parigi e Arles, fino a quelle dell’ultimo periodo disperato.

Da Amsterdam, verso nord. Ci fermiamo a Marken, il piccolo villaggio dalle caratteristiche case in legno, prima costruite su palafitte, dagli interni ricchi di suppellettili e mobili dipinti. In giro si vedono ancora anziane donne che indossano il costume tradizionale dalla lunga gonna nera arricciata e il bustino colorato. Sulla testa una piccola cuffia di pizzo. Andiamo a piedi fino al faro attraverso una stradina costeggiata da larghi campi verdi. Nello spazio aperto il vento muove gli steli come una “ola” e fa frusciare le canne nel canale. All’orizzonte, sulla duna, pedoni e ciclisti passeggiano sotto il sole. Sullo sfondo scorrono le punte dei pennoni dei velieri che costeggiano la riva. Respiriamo a pieni polmoni.

Ci spostiamo a Enkhuizen, una bella cittadina turistica con un vivace porto pieno di imbarcazioni, dominato dalla imponente torre, la Dromedaris. Svetta sulla città il possente campanile della chiesa protestante dal famoso carillon. Lungo la strada, vari mulini a vento e campi di fiori coloratissimi che ci danno un’idea della bellezza delle distese fiorite in primavera.

Da Enkhuizen al parco nazionale Hoge Veluwe. Traversiamo la lunga diga che chiude la parte inferiore dello Zuidersee. Successivamente, nel grande polder ventilato, larghissime distese verdi tra i canali. Poco prima di giungere al parco nazionale, il paesaggio è diverso, tra boscaglia e grandi alberi. All’interno del parco, ad una sua estremità vicino Otterlo, si trova un bel campeggio immerso nel verde, da dove si può liberamente prendere una delle numerose biciclette bianche a disposizione e circolare lungo i sentieri ciclabili. Visitiamo il Museönder, l’interessante museo del sottosuolo, che presenta un panorama della flora e della fauna del bosco e della vita sotterranea degli animali. Il parco ospita anche il museo Kröller-Müller che, ricco di opere d’arte moderna, ha anche notevoli opere medievali e dell’impressionismo francese. Interessantissima la raccolta di dipinti di Van Gogh.

Lasciato il parco, ci dirigiamo nuovamente verso nord: a conclusione del nostro viaggio, vogliamo passare sulla grande diga, la Afsluitdijk. Pernottiamo a Sneek, in una comoda area attrezzata che serve da appoggio sia ai camper che alle imbarcazioni ormeggiate nel canale antistante. Sneek è un centro turistico tra i laghi, frequentato dagli appassionati di sport acquatici. Sul canale, l’elegante Waterpoort, la Porta d’acqua, è l’unico resto delle antiche mura.

Veduta di Singel e della chiesa di San Francesco Saverio ad Amsterdam

L’Afsluitdijk è un’opera poderosa, la cui costruzione ha consentito il controllo delle inondazioni, ha facilitato e migliorato i collegamenti nel nord del paese, ha aumentato le aree coltivabili. Ci fermiamo al posteggio a metà percorso, dove una torre offre una bella vista sulla diga e sul mare.

Arrivati all’estremità, torniamo indietro e ci dirigiamo verso la Frisia settentrionale. Giungiamo fino all’estremo nord, da dove partono i traghetti per le isole che stanno a corona dell’Olanda. Ci fermiamo ad osservare dall’alto di una duna lo strano paesaggio della bassa marea che si prolunga per centinaia di metri. Molti ragazzi si inoltrano a piedi nel mare che ha un colore di piombo.

Riprendiamo il cammino attraverso laghi e canali con tante imbarcazioni ormeggiate. Siamo ormai giunti alla fine del nostro itinerario in terra olandese. Un ultimo saluto ad un piccolo mulino seminascosto da un albero e prendiamo l’autostrada, direzione Brema. Dalla Germania inizia il lungo tragitto del rientro a casa.

Anna Maria Carabillò Triolo
(1998)