Libia in camper

Ebbene sì, questa volta tocca a me e mi fa veramente piacere condividere le mie esperienze con tutti voi. Innanzi tutto perché la Libia? Fondamentalmente per tre motivi: la situazione politica relativamente tranquilla, l’aver letto su Plein Air di dicembre ’93 un interessante resoconto di viaggio in camper oltremodo rassicurante, ed infine perché è l’unico paese del nord Africa abbastanza vicino a noi che possa offrire qualche possibilità di vera “avventura”.

 

Ma pur rassicurato da precedenti esperienze, non me la sono sentita di portarmi dietro la famiglia (moglie e tre figli di cui l’ultimo di 17 mesi), per cui ho optato per un equipaggio di soli uomini: mio cognato Francesco Prestifilippo, malato di “mal d’Africa” ormai da oltre 10 anni e Sergio Messana, un collega di lavoro esperto fuori stradista.

Scelta la meta e l’equipaggio passiamo ai …

PREPARATIVI

Conviene senz’altro cominciare a pensarci almeno un mese prima in quanto per ottenere tutti i documenti passano non meno di due settimane.

documenti necessari sono elencati nel riquadro a parte e come si vede sono in numero abbastanza nutrito.

Per quanto riguarda il mezzo (il mio è un motorhome Arca Europa 92 mod.626 su Ducato 14 TD), oltre che ad una revisione generale del motore e dei liquidi, così come si farebbe per qualunque viaggio impegnativo, suggerisco:

  • Filtro aria di riserva
  • Ruote in perfetta efficienza (nessuna screpolatura nella spalla dei copertoni che degenerebbe rapidamente in spaccatura)
  • Meglio due ruote di scorta, soprattutto per i possessori di Ducato 14 TD, in quanto le ruote utilizzate da questa meccanica non si trovano in Libia
  • Possibilmente le sospensioni devono essere rinforzate in quanto, anche se le strade sono in generale buone (in Tunisia un pò meno) si può incontrare di tanto in tanto una buca o una “duna” (proprio quelle di sabbia) nel bel mezzo della strada
  • E’ assolutamente inutile portare il CB in quanto alla frontiera viene requisito, salvo poi averlo restituito al ritorno (forse)
  • Nessun problema per i rifornimenti idrici, semmai può essere utile portare un pò di amuchina per disinfettare l’acqua
  • Nessun problema per i rifornimenti di carburante in quanto il tragitto più lungo effettuato senza distributori è stato di 300 Km (N.B. Il gasolio costa circa 70 lire al litro !!!!)

Per quanto riguarda le dotazioni personali, tenuto conto del periodo in cui abbiamo fatto il viaggio (maggio), consiglio indumenti decisamente estivi anche se una felpa in un paio di occasioni l’ho usata. Inutili i pantaloncini corti, almeno in Libia, perché vietati.

Per i viveri consiglio di acquistare prima della partenza abbondanti scorte di acqua minerale e bibite in genere (gli alcoolici sono assolutamente proibiti), nonchè pasta, condimenti, salumi e formaggi, carne in scatola, tonno, merendine e tutto ciò che ritenete utile ma non facilmente deteriorabile. Sul posto si trova facilmente pane, carne (montone o pollo), verdure, peperoncini piccanti, pomodoro e poche altre cose.

IMPRESSIONI

Volendo sintetizzare direi desolazione, sporcizia, povertà’ ma anche tanto calore umano.

Desolazione soprattutto nell’interno che è, tranne che in qualche sparuta oasi, totalmente desertico. Ma non il deserto che siamo abituati a vedere nei film o nei documentari, fatto di sabbia e dune in perenne movimento, ma una pietraia infinita, interrotta qua e là da qualche basso rilievo. Ovviamente esiste anche quello di sabbia, ma decisamente fuori della portata del nostro camper.

Sporcizia soprattutto al nord, lungo la costa, dove il consumismo delle grandi città, anche se con i dovuti limiti, produce tonnellate di rifiuti che inesorabilmente vengono riversate lungo le strade. Ora che ci penso, non ricordo di aver visto un cassonetto per le strade, ma solo spazzatura buttata dovunque. Il fenomeno si nota maggiormente lungo la costa in quanto è qua che risiede la maggior parte della popolazione ed inoltre qui mancano i forti venti del deserto che fungono da naturale spazzino al sud.

Povertà dovunque. Sembra che manchi qualsiasi cosa. Sicuramente il lavoro, a giudicare dal gran numero di libici, soprattutto giovani, che passano tutto il giorno seduti per strada o al bar a giocare a carte o raccontandosi chissà cosa.
Le botteghe alimentari sono piccole e male assortite. L’unica cosa che veramente abbonda è costituito da bidoni di 5 lt. pieni di liquido di vari colori, che poi abbiamo scoperto essere sciroppo, e le bevande (rigorosamente analcoliche) quali Pepsi Cola (la Coca Cola non viene importata), aranciata etc…

Povertà dunque, ma dignitosa. Il libico non si lamenta del modo in cui vive, forse perché non lo può fare, ma più probabilmente perché si rende conto che tutto sommato c’è chi sta peggio di lui. Infatti, tutti hanno una casa fatta in muratura che, anche se non può certo definirsi lussuosa, è senz’altro decorosa e tutti mangiano regolarmente, probabilmente grazie ai sussidi che eroga il governo; insomma si riesce a vivere. Ma attorno a questa povertà “dorata” ce n’é una più dura e triste. E’ quella dei popoli “africani” (il libico non si considera africano) del Ciad, del Sudan, del Niger, etc…, insomma degli emigranti che vengono in Libia in cerca di lavoro e di condizioni migliori rispetto a quelle dei propri paesi. Come sempre accade in queste circostanze a questi toccano i lavori più duri e le paghe più basse, e come sistemazione delle baracche fatte di lamiera e cartone ai margini dei villaggi e delle città.

Questo stato di degrado generale porta con sé altre conseguenze: una totale assenza di prevenzione e di norme antinfortunistiche, per esempio. Impianti elettrici nelle strade e negli uffici pubblici con fili elettrici scoperti ad altezza di bambino, interruttori appesi al muro con un chiodo e con grappoli di fili pendenti, cablaggi nei centralini telefonici da far rabbrividire per la loro precarietà.

Tutto ciò viene però accettato come del tutto naturale, forse con rassegnazione. E’ neanche si può dire che non esistono i termini di paragone, in quanto mai ho visto una tale quantità di antenne paraboliche televisive come in Libia! Antenne con le quali è possibile vedere la maggior parte delle televisioni europee, Rai in testa, e quindi le immagini delle civiltà più “emancipate”.

Questo fatto devo dire che mi ha colpito non poco e può essere spiegato solo con la rassegnazione, una specie di fatalismo, con cui il libico divide la sua vita quotidiana.

Riguardo i rapporti umani poi le differenze con altri popoli mussulmani quali i Tunisini e i Marocchini sono abissali. Mentre in Libia chiunque ti accoglie senza riserve e quasi con gioia per quello che sei, con il solo desiderio di soddisfare la propria curiosità e magari offrirti ciò che ha, negli altri paesi vieni inevitabilmente visto come il “pollo da spennare”, il ricco occidentale a cui vendere di tutto, per cui ogni gesto viene finalizzato al guadagno. Da questo punto di vista il libico è un popolo meraviglioso, estremamente generoso e solidale.

Ricordo con piacere e commozione il ragazzo che ci ha inseguito con la sua sgangherata automobile e quasi costretti a fermarci per scambiare quattro chiacchiere (in inglese) e quando gli abbiamo chiesto dove poter comprare del pane, non solo ci ha accompagnato a destinazione ma ci ha obbligato ad accettare come regalo ben cinque chili di pane !!

E quell’altra volta in cui chiedendo ad un ragazzino la stessa cosa, ci siamo ritrovati ospiti a cena nel giardino di casa sua; cose molto semplici beninteso: frittata con patate, pane e l’immancabile thè alla menta, ma offerte con gioia e disinteressatamente.

Altro elemento di rilievo è costituito dalla Polizia. In Libia esistono ben sette corpi di polizia, ognuno con la propria divisa, ma tutti rigorosamente … disarmati. Tranne che sulla strada costiera, non si incontrano mai pattuglie sulla strada, bensì veri e propri posti di blocco, quasi posti di frontiera, con tanto di sbarramento stradale fatto di grossi tubi o strisce chiodate, dove ovviamente fermarsi non è facoltativo !

Anche in questo caso esistono profonde differenze fra nord e sud. Arroganza, presunzione, pignoleria al nord dove per la prima e unica volta mi è stato chiesta la patente e in mancanza di meglio hanno preteso di vedere gli estintori (obbligatori in Libia) e i parafanghi in gomma delle ruote posteriori!?

Curiosità appena mascherata da un apparente distacco professionale invece al sud, dove gli unici documenti richiesti sono stati i passaporti (per almeno trenta volte) e dove frequenti sono state le “ispezioni” dentro il camper, più per vedere come era fatto che per reale esigenza professionale.

Dal punto di vista prettamente turistico, per chi si aspetta grandi alberghi e strutture ricettive attrezzate, la Libia è una grande delusione. Gli alberghi sono solo nelle grandi città ed occupati quasi esclusivamente da gente che vi soggiorna per motivi di lavoro. I pochi musei esistenti assomigliano più a scuole con in bella mostra i “lavoretti” fatti dai bambini che ai centri di cultura e d’arte a cui siamo abituati e stupiscono per l’improvvisazione e la povertà dei reperti mostrati, non di rado anche venduti a mò di souvenir ai turisti. Da ciò si capisce il perché degli sguardi perplessi dei poliziotti e delle persone in genere, quando dicevamo loro che il motivo del viaggio era il turismo.

Fra tanta miseria, anche culturale, una cosa emerge in tutta la sua magnificenza e quasi appare come un miraggio nel deserto in tutta la sua bellezza e grandiosità: Leptis Magna oggi Labdah.

Antica città del II-III sec. d.C. patria dell’imperatore Settimio Severo, conserva ancora oggi lo splendore di un tempo con piazze e strade con pavimentazione originale, il teatro, la basilica, la piazza del mercato, etc…

Da sola vale sicuramente il viaggio !

Come ultima sensazione vorrei trasmettervi quella che si prova viaggiando nel deserto in piena notte. Non so quanti di voi hanno avuto la possibilità di navigare per mare sotto un cielo stellato essendo al timone di una barca a vela, ebbene a quei fortunati che hanno avuto la possibilità di fare una simile esperienza posso garantire analoghe sensazioni nel deserto.

Una calma quasi irreale, appena interrotta dal cupo ronzio del motore e dai fari che si perdono nell’infinito e quasi non si vedono, luci in lontananza che annunciano qualcosa o qualcuno che sembra non arrivare mai, come i fari lungo la costa.

L’intensa emozione che si prova quando dopo ore di solitudine incontri un altro veicolo con il quale, in segno di mutua solidarietà, scambi il classico colpetto di abbaglianti.

E poi il cielo stellato, così vivido per le migliaia di stelle, come solo al mare si può vedere.

Tutto ciò vale la pena di essere realmente vissuto !!

DISAVVENTURE

Le cercavamo, e le abbiamo trovate!

A Murzuq, per un banale equivoco sulla data di ingresso in Libia (ci ricordavamo il 6 maggio mentre era stato in 5), la polizia insospettita ci ha sequestrato i passaporti ed il camper per accertamenti. Incidente per fortuna risolto dopo circa tre ore di attesa vissute con viva preoccupazione e dopo aver fatto una lunga chiacchierata (sempre in inglese) con il comandante della guarnigione, che alla fine si è convinto della nostra buona fede.

A Tripoli, dove non sapendo che la Medina fosse zona militare, ci siamo “scatenati” a fare fotografie e metri di pellicola e dove ci stavano arrestando come presunte spie, dopo averci sequestrato l’attrezzatura fotografica. Anche in questo caso una “breve” (circa 3 ore) chiacchierata con il comandante ci ha consentito di riprendere il viaggio senza conseguenze.

E che dire dei cartelli stradali scritti rigorosamente in arabo ? Ci sono costati non meno di 300 chilometri di strada in più.

Non parliamo poi dei collegamenti telefonici, affidati, come dicevo, ad antidiluviani impianti (una volta ne abbiamo visto uno ancora con gli spinotti a jack, tipo quelli dei vecchi films americani), presenti solo negli uffici postali. Gli apparecchi pubblici, presenti sempre solo negli uffici postali, non sono infatti abilitati alla teleselezione.

Ogni ufficio postale è dotato della sua parabola con la quale è collegato, tramite altri ponti radio, con Tripoli. Da qui, attraverso un cavo sottomarino, si raggiunge l’Italia. Inutile dire che nove volte su dieci il collegamento è interrotto. Molto più facile invece comunicare con Stati Uniti e Francia, via satellite, tramite il quale una volta siamo riusciti a fare avere nostre notizie a casa, dopo quasi una settimana di latitanza, telefonando alla zia di Sergio a Lione.

Un’altra volta invece abbiamo usufruito della cortesia e disponibilità dell’Ufficio Consolare Italiano a Sabha.

E il mezzo meccanico ? Quasi perfetto se non fosse stato per tre copertoni che a causa forse del calore, forse della pressione troppo bassa o dell’usura, si sono quasi spaccati nella spalla interna, facendoci temere il peggio non potendoli sostituire, visto che la misura 195-75R/16C è sconosciuta in Libia.

E che dire delle tempeste di sabbia nel deserto? Con la sabbia che entra dappertutto, pur con tutte le finestre chiuse, attraverso le griglie di aerazione del frigorifero e della stufa !

In queste condizioni il filtro dell’aria diventa in breve come un secchiello da mare pieno di sabbia, da svuotare e soffiare, se non sostituire, ogni 2000 chilometri.

E le dune di sabbia che improvvisamente ti sbarrano la strada sull’asfalto ?

Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!

CURIOSITÀ

Anche in Libia, come negli altri paesi musulmani esistono dei tabù: religione, donne, politica, alcool.

Argomenti di conversazione proibiti e comunque abilmente dribblati da tutti i nostri interlocutori.

Delle parabole televisive abbiamo già parlato e vi posso garantire che RAIUNO e CANALE 5 si vedono meglio a Sabha che a casa mia, così come per quanto strano possa sembrare, l’acqua, anche quella potabile, non è stata mai un problema. Buona ed abbondante al sud in mezzo al deserto, così come brutta e scarsa al nord lungo la costa.

L’acqua non viene mai rifiutata anche quando ad aver sete è il tuo camper, anzi poter offrire un bel boccale d’acqua naturale per il libico è fonte di grande soddisfazione, e guai a rifiutarla per una pepsi!

Nessun problema neanche per una doccia ogni tanto, salvo un po’ di spirito di adattamento; per esempio a Gadames quando nel lavatoio pubblico, in mezzo a tanti altri ragazzi (rigorosamente maschi), attingendo dalla conduttura dell’acqua ci siamo “tirati” qualche secchiata d’acqua. Oppure nel bel mezzo del deserto, in direzione di Murzuq, durante una sosta per il pranzo, in prossimità di una sorgente dalla quale sgorgava una quantità impressionante d’acqua che, salvo quando qualche autobotte sporadicamente veniva a fare il pieno, normalmente si disperdeva nella sabbia !!

Come ultima notazione i ritratti di Gheddafi. Immancabili in tutti gli uffici pubblici (posta, polizia, municipio, etc…), vengono anche esposti lungo le strade all’ingresso di ogni città e nei viali principali. Da notare che non sono i soliti manifesti stampati, ma veri e propri ritratti, fatti con le tecniche più svariate e dagli “artisti” più vari. Dalle tele ad olio, agli arazzi fatti a mano, alle tavolette di legno dipinto, a volte vere e proprie opere d’arte a volte …

SUGGERIMENTI

Non portare assolutamente liquori. Sono rigorosamente vietati e i frequenti controlli all’interno del camper erano spesso mirati ad individuarli.

Il periodo migliore dell’anno per visitare la Libia ci è stato detto essere da gennaio a marzo. Da aprile a giugno è il periodo dei venti del deserto (lo abbiamo verificato), mentre da luglio a settembre fa troppo caldo.

Possibilmente viaggiare nel tardo pomeriggio e la notte, quando la temperatura esterna diminuisce, e visitare le città o riposarsi di giorno.

Non impegnarsi con appuntamenti telefonici che inevitabilmente verrebbero disattesi, ingenerando preoccupazione.

Meglio viaggiare in carovana con più mezzi, vi assicuro che dal punto di vista psicologico aiuta molto anche se “rovina” un pò l’avventura.

Ultima notazione sul cambio valuta. Qui lo dico e qui lo nego ma il cambio ufficiale non lo fa nessuno in quanto estremamente caro. Infatti per un Dinaro libico al cambio ufficiale occorrono circa tre dollari USA, mentre al cambio nero, spesso fatto per la strada da strani individui che sventolano mazzi di banconote, per un dollaro vengono dati anche 2,5 o 3 dinari libici. A buon intenditore …

E con questo avrei finito, ma le cose da raccontare sarebbero ancora tante! Perché non andare a vederle di persona?

ITINERARIOPer raggiungere la Libia bisogna necessariamente passare dalla Tunisia. Per cui:

  • Imbarco a Trapani su navi della Tirrenia ed arrivo a Tunisi
  • Tunisi – Hammamet (si allunga di qualche chilometro ma ne vale la pena) – Sousse – Sfax – Gabes – Medenine – Frontiera
  • Frontiera – Zuara – Nalut – Gadames – Sabha – Murzuq – Germa – Hun – Labdah (Leptis Magna) – Tripoli – Frontiera
  • Frontiera – Monastir – Tunisi – Trapani

Pernottamenti a:

  • Gabes : Percorrendo la strada principale si raggiunge un piccolo spiazzo di fronte la caserma della Polizia
  • Zuara : Nello spiazzo adiacente il distributore di benzina, all’ingresso del paese, chiedendo l’autorizzazione al personale addetto
  • Gadames : Accanto al bar ad angolo del giardino pubblico che si incontra appena si entra nel paese
  • Sabha : Nel parcheggio dell’albergo Fatima
  • Murzuq: All’interno del campo sportivo, sì proprio dentro il campo di calcio, dopo aver avuto l’autorizzazione dalla polizia
  • Hun: Alla periferia della città, all’interno di un parcheggio di una compagnia turca di costruzioni edili
  • Labdah (Leptis Magna): Nello spiazzo di fronte l’ingresso della zona archeologica
  • Appena passata la frontiera con la Tunisia: Nel parcheggio di un ristorantino lungo la strada
  • Monastir: Nel parcheggio del Marina e del Club Med
  • Tunisi: In un parcheggio custodito lungo Avenue de Burghibba

Mai avuti problemi tranne che a Tunisi, a causa di un ragazzino che si divertiva a tirare pietre sul … camper, per fortuna senza conseguenze.

LOCALITA’ E MOTIVI DI INTERESSE

Nalut
Posta all’inizio dell’altopiano libico, è famosa per il suo castello Berbero dal quale si gode uno splendido panorama. Per le sue forme architettoniche, per i reperti che vi si trovano e per lo stato di conservazione, tutto sommato buono, vale senz’altro la visita.

Gadames
Una delle oasi più importanti della Libia. Città di transito per i convogli di mezzi pesanti di provenienza o destinazione algerina, è famosa per la sua grande oasi e per le abitazioni in essa costruite e ormai in gran parte disabitate, che constituiscono la parte antica della città. Le piccole e strette stradine, spesso coperte, che danno accesso alle case, sono una vera oasi di freschezza.

Nella parte nuova di rilievo solo il museo, ospitato in un castello, nel quale sono conservati vari reperti dell’artigianato locale.

Sabha
Grande centro commerciale del sud, non offre al turista nessuna particolare attrazione.

Murzuq
Ai margini dell’oasi è situato un bel castello che ospita un museo con oggetti dell’artigianato locale e ricostruzioni di sistemi di irrigazione per le culture.

Germa
Interessante per la vicinanza delle grandi dune del deserto che, posteggiato il camper in prossimità della strada asfaltata, possono essere raggiunte facilmente a piedi. Da visitare anche le rovine dell’antica città anche se in pessimo stato di conservazione.

Labdah (Leptis Magna)
Centro archeologico di prima grandezza, vi si trovano le rovine romane, in ottimo stato di conservazione, risalenti al II-III sec. d.c. in gran parte dovute all’imperatore Settimio Severo. Tappa obbligatoria.

Tripoli
Grande e anche unica metropoli libica, ricca di contrasti per gli accostamenti architettonici tra vecchio e nuovo.
Da visitare la Medina anche se sono da evitare le fotografie (vedi testo).

DOCUMENTI NECESSARI

  • Passaporto con timbro bilingue (italiano-arabo)
  • Domanda in carta da bollo alla Questura.
  • Tempo di rilascio: a vista.
  • Costo: £.15.000 (carta bollata)

Traduzione del passaporto in arabo.

  • Ci si può rivolgere presso qualche scuola di lingua araba.
  • Costo: da convenire
Visto dell’Ambasciata libica
  • Compilare il modulo previsto
  • N.2 fotografie.
  • Tempo di rilascio: in situazioni normali 1 o 2 settimane; mi risulta che a seconda dei particolari “momenti” politici, viene anche rifiutato.
  • Costo: £. 42.000

Patente internazionale

  • Può essere richiesta tramite un’agenzia di pratiche automobilistiche.
  • N.2 fotografie
  • Tempo di rilascio: 1 settimana circa
  • Costo: £.100.000 circa

N.B. Non mi è stata mai richiesta

 

Libretto internazionale

  • Può essere richiesto tramite un’agenzia di pratiche automobilistiche.
  • Tempo di rilascio: 1 settimana circa
  • Costo: £.100.000 circa

N.B. Non mi è stato mai richiesto

 

Carta verde

  • Si richiede alla propria società assicuratrice. E’ richiesta solo in Tunisia
  • Costo: £.10.000 circa

Alla frontiera è obbligatorio stipulare un’assicurazione integrativa per il camper e montare le targhe libiche (in arabo)

Francesco Ferrera