Il Paese del silenzio

Emozioni e sensazioni in giro per la Repubblica Ceca.

 

Un angolo di Hradec Kràlovè

Quest’anno il nostro viaggio è iniziato come peggio non poteva: a poche ore dalla partenza la notizia del terribile incidente che ha funestato questa sfortunata estate del Club ha congelato il nostro già fiacco entusiasmo per un viaggio che, per quanto desiderato e organizzato con il solito “amore”, si è manifestato questa volta come uno dei più sofferti, tanto che siamo stati sul punto di non partire. Forse l’esperienza è stata determinante per convincerci ad andare comunque e che il tempo, la distanza e i luoghi da vedere avrebbero avuto il loro solito terapeutico e rigenerante effetto.

Il desiderio iniziale, poi come di consueto parzialmente reinventato lungo il percorso, era quello di raggiungere pian piano la Repubblica Ceca, focalizzando nella Boemia la destinazione specifica di questo viaggio; e partiti con la nostra piccola utilitaria equipaggiata come sempre del gavone sul tetto, necessario per contenere tutto l’occorrente per la sosta in campeggio, abbiamo affrontato il lungo itinerario stradale per raggiungere al più presto il confine con l’Austria. Al più presto perché purtroppo il nostro già bel Paese, che secondo noi nel passato poco si prestava ad essere ospitale in camper quando con quello partivamo, lo è ancora di meno viaggiando con la primaria necessità di camere dove dormire e luoghi dove mangiare, che mal si coniuga con l’infinita corsa al rialzo dei prezzi degli ultimi anni.

Mai come quest’anno ci siamo resi conto di quanto sia costosa l’Italia e di quanto poca sia la trasparenza e la disponibilità nel trattamento degli ospiti: in questo resoconto forse si parlerà spesso di costi ma l’aspetto economico, non trascurabile in questo momento di recessione, può aiutare a misurare e valutare anche per il futuro le esperienze di viaggio. Pare impossibile infatti che per quattro semplici fette di pizza in un autogrill si debbano spendere, in Italia, quasi 50 euro e invece si possa con meno di 15 euro pranzare in quattro in un ristorante nella Repubblica Ceca! E altrettanto impossibile sembra che forse l’unico albergo autostradale italiano, nell’intero tratto che unisce il Brennero e la Sicilia, costi quasi il triplo del miglior albergo visitato nella nazione dell’est.

Il freddo intenso delle notti ceche ci ha spesso obbligati ad optare per il pernottamento in albergo invece che in campeggio dove, alla prima permanenza, abbiamo registrato l’emozionante temperatura di 8 gradi circa all’interno della tenda! Questa necessità ci ha svelato un mondo che, forse per eccessiva “patriottica” precauzione, non avremmo mai immaginato: non per ripetersi, ma abbiamo dormito in confortevoli hotel a tre stelle con abbondanti colazioni continentali incluse in un prezzo spesso ben inferiore a quello di normali campeggi italiani!

E se questo potrebbe sembrare normale per la Repubblica Ceca dove ancora il cambio della valuta ci privilegia in abbondanza, lo è anche per l’Austria dove abbiamo trascorso la notte in una penzion a due stelle a Freistadt, in prossimità del confine ceco, occupando al costo di circa 70 euro due confortevoli camere con servizio privato e tv, inclusa la colazione con caldi cornetti e croccante pane caldo, servita da una gentile quanto energica signora al tavolo apparecchiato con tazze di porcellana tedesca, in una leziosa sala da pranzo. E questo provenendo dall’Italia e da una gasthaus nei pressi di Bolzano che ci ha ospitati per una notte per 100 euro (4 adulti in un’unica camera con un approssimativo servizio igienico e con colazione che prevedeva un ricco cornetto “industriale” in busta e caffè in piedi al bancone del bar).

Un angolo di Hradec Kràlovè

L’itinerario è proseguito dall’Austria all’interno della Repubblica Ceca in direzione sud-est e in senso antiorario, con partenza da Ceské Budejovice e, nell’ordine, verso Hluboká, Telc, Pernstejn, Kromeriž, Olomuc, Hradec Králové, Pardubice, Kutna Horá, Praga, Karlštejn, Karlovy Vary e per concludersi a Cheb.

Il viaggio si è svolto ripercorrendo le strade illustrate in altri articoli sulla regione, presenti sul nostro sito e a questi quasi nulla può e pretende di aggiungere, eccetto le particolari e personali emozioni.

Le strade

In Repubblica Ceca abbiamo percorso circa duemila chilometri di strade in ottimo stato, assai simili alle nostre statali, con degli scenari in continua variazione. Un panorama fatto di villaggi, campi aperti e boschi. Una particolarità delle strade percorse è stata la “dilatazione” degli itinerari: spesso i tempi e le percorrenze calcolate sulla cartina si allungavano a dismisura per le interminabili deviazioni causate da lavori in corso. Una essenziale ma perfetta segnaletica (una grossa freccia rossa su fondo giallo) indica in modo rassicurante e preciso la direzione da prendere per raggiungere la meta tra decine di deviazioni e solo un perfetto ed intimo connubio con la natura, la “voglia di strada” e la curiosità può aiutare a mantenersi sereni e calmi fino alla destinazione. Splendido e spettacolare il tratto della strada n.150 tra Bystrice e Prostejov quasi al centro della nazione: cento altalenanti chilometri di strada dove il giorno e la notte si alternano continuamente in rapida sequenza, tra sterminati campi di grano reso dorato e brillante dalla nitida e tagliente luce del sole e fitti boschi di alberi altissimi e sottili.

La gente, i villaggi, i paesi e le città

Ogni località visitata si è dimostrata ospitale e interessante come un’anziana parente alla quale ogni tanto si va a fare visita, incuriositi dalle sue storie e dai ricordi evocati dalla sua dimora e dagli oggetti in essa contenuti.

Le antiche piazze con le facciate dei palazzi verniciate di fresco in infiniti colori, le strette vie percorse da anziani in compagnia di piccoli cani, i portici zeppi di negozi di ogni tipo e su tutto un emozionante e inusuale silenzio. Le emozioni più forti e vive di questo viaggio sono state questa sensazione di pace e il gusto ritrovato per i semplici suoni della natura: i passi della gente, il vociare discreto dei bambini, i versi degli animali.

L’assenza di traffico stradale e la grande educazione civica dei residenti unita alla loro disponibile dignità hanno conferito ad ogni visita, anche la più breve o meno attenta, un valore aggiunto e particolare per la profonda assimilazione di quanto visto e vissuto.

L’ospitalità

La coloratissima piazza di Cheb

Gradevoli e ben curati i camping vicini ai grandi centri, però poco praticabili per la sosta in tenda a causa del particolare freddo di un agosto fin troppo perturbato. Da dimenticare perché non ben mantenuti, anche perché troppo affollati, i campeggi dei centri più piccoli, ma sempre in riferimento però alla sosta in tenda.

In alternativa il paese è ottimamente dotato di strutture per il pernottamento quali hotel, motel, pensioni e strutture con bungalow, dai prezzi variabili tra i 25 e i 75 euro per quattro adulti, quasi sempre con colazione inclusa (si, avete capito bene: 25 euro per quattro persone…), in strutture sempre dignitose e pulite o invece spettacolari come l’hotel Litava (tre stelle) a Beroun, appena sotto Praga o la pensione Hannibal a Cheb: un nome inquietante per una deliziosa e fresca struttura dove, con poco più di 70 euro, abbiamo occupato un mini appartamento composto da ingresso e due camere, ognuna delle quali con tv e servizio privato e armadi con cassaforte.

Per quanto riguarda il cibo, è possibile mangiare praticamente in tutti i ristoranti ad un costo più che abbordabile. Ottimi dappertutto i gulasch serviti con il tipico contorno di mollica di pane e carni di ogni tipo e cottura: nella linda tenda-trattoria con i tavolacci in stile “octoberfest” nei pressi del parcheggio del castello di Hluboká, dove abbiamo pranzato con grande gusto spendendo 3,5 euro circa a persona, oppure nel ristorante vicino il Ponte Carlo a Praga dove abbiamo confortevolmente consumato un pranzo completo (antipasto, secondi di carne o pesce e contorno, frutta, dolce e caffè) a un costo appena superiore ai 10 euro ciascuno, riparandoci peraltro da un famigerato diluvio agostano.

Da vedere

Assolutamente da segnalare Telc e la sua splendida piazza che da sola potrebbe giustificare un viaggio in questa nazione. Bello anche il castello di Pernstejn, maniero ben conservato della Moravia meridionale, così reale e vivo da far immaginare i soldati di guardia ai fortilizi: peccato però per l’impossibilità di effettuare una visita in libertà al suo interno. Infatti in questo e altri posti simili è consentita la visita solo con accompagnatore di lingua ceca e con guida cartacea tradotta in inglese: un po’ come vedere un film in lingua e sottotitoli non conosciuti.

Lungo la strada per raggiungere Praga, appena prima di Hradec Králové, interessante è il Trebechovické Muzeum Betlému, nella omonima piccola località dove, all’interno di un piccolo museo civico, è esposto un enorme presepe animato in legno intagliato. Il manufatto è enorme e complesso, misura 7x3x2 metri ed è composto da circa 2000 pezzi e oltre 300 statuine, in buona parte in movimento.

Uno scorcio di Praga dal Ponte Carlo

Praga c’eravamo già stati e ritornarvi ci ha confermato le medesime sensazioni della prima volta. E’ una magnifica città che nulla ha da invidiare alle più grandi capitali europee, Parigi inclusa. Nonostante l’impronta smaccatamente turistica delle zone cittadine più note (sembrava di essere in Italia…), Praga è viva, bellissima, elegante e talvolta così misteriosa da rievocare in certi angoli le immagini dai colori piatti e sbiaditi dei films di spionaggio degli anni 60, con le lotte tra gli 007 occidentali e gli agenti del KGB.

Un’altra piazza di particolare bellezza, bella e luminosa come tutte le piazze della Boemia, è quella di Cheb, piccola cittadina vicina alla Germania dove si respira la tipica e disfatta aria di confine, ai cui margini sorgono squallidi nightclub dai desueti nomi esotici e dove i supermercati sono assai frequentati da tedeschi che attraversano la frontiera per riempire a buon prezzo le loro station-wagon con ogni sorta di genere alimentare.

Da vedere nei pressi anche l’elegante Karlovy Vary, bella e vivace località termale dove si respira ancora l’aria di un importante passato.

La curiosità

C’è qualcuno che saprebbe spiegare la funzione delle decine e decine di megafoni e altoparlanti presenti in ogni paese, villaggio e grande città della Repubblica Ceca? Posizionati capillarmente dappertutto, chiaramente con lo scopo di raggiungere ogni orecchio in ogni luogo abitato, in cima a lunghi pali di legno o a tralicci metallici, non possono che far pensare, con un velo di disagio, ad eventuali chiamate collettive dei soviet alle armi, in tramontati scenari da guerra fredda o a proclami ed editti quotidiani del partito. E’ forse l’ultimo simbolo tangibile di un periodo ormai appartenente alla storia?

Giangiacomo Sideli
(2005)