Una romantica passeggiata nello Schwarzwald

“Quando la tua anima soffre, rifugiati come un animale ferito nella Foresta, e lei ti guarirà…” (Siegfried von Vogelsack)

 

Hidelberg - Ponte vecchioEra già la fine di luglio e, considerato un viaggio in Spagna già fatto a cavallo delle festività pasquali e del 1° maggio, era stato “concordato” con nostro figlio di andare in Toscana, regione che, pur essendo già stata più volte meta di nostri. itinerari, riusciva a sedare l’animo “insofferente” del nostro caro Lucio.

Ma ecco giungerci da alcuni cari amici una proposta di itinerario in Germania: la Foresta Nera. Superata la perplessità iniziale della scelta del Paese, dovuta ad una prevenzione motivata da vecchi retaggi …culturali, incominciava ad avviarsi il meccanismo della novità e del piacere dell’improvvisazione (cosa che solo un camper può dare e che in questi frangenti si apprezza ancora di più…). Così il sottoscritto riusciva a convincere il proprio figliolo ad accettare la proposta del nuovo itinerario grazie ad una serie di materiali procurati tramite il gentilissimo ufficio turistico del Consolato Tedesco di piazza Unità d’Italia a Palermo, ed alla curiosità ed allo spirito di avventura che è riuscito a trasmettere in questi “lunghi e troppo brevi” 17 anni di vita da camperista in giro per l’Europa.

Friburgo

Friburgo, prima tappa del nostro viaggio in Germania, ci appare graziosa ed in perfetta sintonia con l’ambiente (è il capoluogo della Foresta Nera), serenamente allegra, con la sua graziosa cattedrale trecentesca Hallen Kirche, una chiesa con un campanile altissimo tipicamente tedesca con le navate di uguale altezza in modo da poter formare un ambiente unico (purtroppo in buona parte ricostruita perché bombardata); con il “Grande Magazzino Rosso” (uno dei più vecchi centri commerciali della Germania) sulla bella piazza del Munster e con i suoi vicoli con scorci spettacolari a due passi dal Lago Titisee, circondato da boschi e fiumi.

Triberg

Dopo aver girato la città, avendo prima comodamente posteggiato a due passi dal centro in un parcheggio a pagamento (pochi marchi ma essendo domenica gratis…), ripartiamo per Triberg (Km. 30 da Friburgo – prendere la E531/ B33 direzione Offenburg), paesino famoso per le cascate (le più alte della Germania) ed il museo dell’orologio a cucù. E’ pomeriggio e c’immergiamo nel verde dei sentieri che portano alle cascate (previo biglietto di 3 marchi a persona): siamo a circa 800 metri ed assistiamo ad uno splendido spettacolo: le acque del fiume Gutach precipitano a valle dopo un salto di 162 metri su sette massi di pietra in un paesaggio mozzafiato.

Capiamo subito di avere fatto un’ottima scelta di viaggio: per chi ama la natura ed il rispetto dell’ambiente questa esperienza è d’obbligo.

Gutach e il Frelichtmuseum

A Triberg, incontriamo dei nostri vecchi amici, partiti da Palermo la settimana prima di noi, e ci ritroviamo così in marcia per Gutach (altri 30 Km circa sempre seguendo la B33 direzione Offenburg), in piena Foresta Nera. Una volta arrivati, essendo già le 20, sostiamo in un ampio e comodo parcheggio situato vicino l’ingresso del Frelichtmuseum (in Vogtsbauernof 7793) attorniato da alberi, vari ristorantini e punti di vendita di prodotti locali (“per i turisti di turno” s’intende, dato che conviene comprare queste cose nei normali supermarket, sempre forniti), come lo spek e la famosa grappa alle ciliege della Foresta Nera Kirschwasser (ottima).

L’indomani ci svegliamo, l’area è frizzante ed il profumo dei cornetti caldi invitante… Fatta colazione entriamo nel museo all’aperto (biglietto a persona 8 marchi, per chi ha famiglia conviene la “carta famiglia” che con soli 20 marchi dà libertà d’ingresso a prescindere dal numero dei componenti), fondato nel 1963 su iniziativa di Herman Schill (Friburg) e con il sostegno del Distretto di Wolfach.

Ci appare subito interessante: infatti su un’area ampia, di quattro ettari, sono allestiti i più importanti esempi di tipiche case della Foresta Nera (alto corso del Reno). Esse risalgono ai secoli XVI e XVII. Una delle più caratteristiche è la Hotzenhaus, esternamente in muratura con un corridoio interno, che corre lungo tutto il perimetro della casa interna, tutta in legno, come ulteriore protezione dal freddo e dal maltempo. Altrettanto tipica è la Casa dei Lorenzen, dove al suo interno vi si trovano un’esposizione di minerali, la stanza degli zatteratori ed un laboratorio di vetro (mestieri tipici della Foresta Nera). Le case della Schwarzwald hanno un solo tetto e danno ricovero all’uomo, al bestiame e al raccolto. In genere sono su due piani e non hanno comignoli: il fumo sale dalla cucina e si disperde nella soffitta, dove in parte ha effetto conservante sul legno. Con l’eccezione della Hotzenhaus e della casa dei Lorenzen si tratta di masserie con annessi, chiari documenti del modo di vivere antico (carbonaia, cappella, granaio, forno, sega e mulino ad acqua, frantoio, fucina, etc.).

Baden Baden

Soddisfatti del giro culturale ed “ecologico” (aria pura e buona passeggiata) dopo aver pranzato partiamo alla volta di Baden Baden (prendere la E531 in direzione di Offenburg per poi proseguire con l’autostrada A5 per Karlsruhe); in meno di due ore arriviamo ed entriamo in un grazioso campeggio, situato nella periferia, a Buhl-Oberbruch, il Campingplatz Adam, pulitissimo, pluriattrezzato, con laghetto privato per bagnanti (tre persone più la piazzola DM 51,50, con pagamento anticipato). Considerato il posto “strategico” decidiamo di dedicarci due giorni.

Il primo lo trascorriamo fra passeggiate e splendide gite con le nostre bici utilizzando le comodissime e sicure piste ciclabili, accompagnate da una buona serata trascorsa nel campeggio a lume di candela e di qualche …piccolo boccale di birra! Il secondo giorno visitiamo Baden Baden (raggiungibile in bus, bici, ma anche con il camper utilizzando i parcheggi a pagamento, DM 1 ad ora). Il fascino di questa elegante piccola città si coglie nelle tortuose viuzze, nelle enoteche, negli stabilimenti termali storici e moderni (già gli antichi romani apprezzavano le note fonti termali, come pure la grande nobiltà europea di 150 anni fa), nei teatri, nel castello nuovo che sovrasta la città vecchia, da 500 anni sede dei Margravi di Baden, tutti inseriti nella verde trama dominante dei parchi. Anche il suo Casinò in stile liberty merita una visita particolare (tariffa DM 10 a persona, famiglia DM 25) per la grandezza dei saloni, per la ricchezza degli arredamenti e per i rispettivi giardini che ospitano spesso, durante l’estate, concerti di musica classica.

Hidelberg

La mattina seguente (è il 10 agosto) il tempo continua ad essere buono (e dire che temevamo di trascorrere delle giornate sotto la pioggia!) e decidiamo di partire per raggiungere Heidelberg, città amatissima da studenti ed intellettuali per le sue bellezze e per i suoi centri culturali (per tale motivo viene definita la Firenze della Germania). Un’ora di viaggio (autostrada A5 direzione Karlsruhe e poi proseguimento a nord con la A5 direzione Heidelberg) ed arriviamo in città; l’abbondanza di parcheggi a pagamento, la loro vicinanza al centro storico e la tranquillità del posto ci convincono alla soluzione della sosta libera (i parcheggi denominati P+R costano 15 marchi al giorno e spesso hanno acqua e scarichi).

Assaporiamo le tonalità del tramonto attraversando le vie, “il Ponte Vecchio” (il più famoso della Germania) sul Nechar e le piazze di questa città fiabesca, dominata dal famoso castello, ma l’appetito si fa sentire… Cosa c’è di meglio che cenare a due passi dalla piazza del Rathaus (1701-1703 stile barocco, orologio con carillon), gustando una forte e piccante pietanza locale (padellata di carne di maiale, fagioli, patate, verdure e wurstel), accompagnata dall’ormai rituale ottima birra?!

L’indomani mattina iniziamo il giro “culturale” della città, il camper è a due passi dal centro e la giornata, ancora una volta, splendida. Iniziamo, così, a percorrere la Hauptstrabe, corso principale dove si susseguono i più bei negozi, i monumenti e le tappe culturali più importanti. Superato il Duomo e la piazza del Rathaus ci dirigiamo verso l’antica Università, visitiamo la biblioteca e “le carceri degli studenti”, piccole stanze così denominate in quanto nel passato i giovani universitari volontariamente si isolavano per lunghi periodi, per una maggiore concentrazione e preparazione.

Continuando la passeggiata alla volta del Castello Koningstuhl; arriviamo davanti la funiculare, una delle più antiche della Germania (risale al 1890) che, in alternativa al cammino “dei poeti” (percorso a piedi che offre una magnifica veduta sulla città e sul castello), ci porta comodamente davanti il Koningstuhl. Il panorama è spettacolare, il castello enorme e ben tenuto, dimora di diversi principi che si sono susseguiti dal 1398-1410; 1544-1607 sino ad arrivare al 1872. Di conseguenza presenta vari stili di differenti epoche. Al suo interno interessante il museo di scienze farmacologiche ed in particolare la cantina: è composta da due gigantesche botti, ciascuna delle quali di 8 e 10 metri di altezza, quest’ultima con una capienza di 221.726 litri!

La visita al castello in concomitanza all’ennesima giornata di sole ci ha veramente stancati, per fortuna la funicolare ci riporta comodamente nel centro della città dove prendiamo subito di mira uno dei tanti locali turchi (tutta la Germania ne è piena) per gustare un …paio di giganti panini Kebeb con carne di montone verdure ed “altro”, il tutto sempre e doverosamente accompagnato da una favolosa birra (in tre paghiamo 16 DM!). Per tutto il pomeriggio gustiamo la “magia” di questa città fiabesca, dove avverti la sensazione e il fascino particolare di essere in un grande centro culturale.

Stoccarda

Sono ormai le 19 e lo spirito di vecchi camperisti ci spinge verso una nuova meta: Stoccarda. Prendiamo così l’autostrada A5 in direzione sud, poi la A6 in direzione Helibron per proseguire con la A81 per Stoccarda. E’ passata soltanto un’ora e già siamo alla periferia della città, alla ricerca di una sistemazione in un parcheggio a pagamento.

Stoccarda, capitale (con i suoi 510.000 abitanti) del Baden-Wurttemberg, ci regala subito il suo fascino: venendo dall’autostrada il bosco si spinge nel fondo della valle; nel centro della città, di fronte alla stazione centrale, un vigneto domina l’abitato. Questa stazione (1914/27) era all’epoca un esempio della moderna architettura ferroviaria. Sulla torre della stazione gira la stella della Mercedes per ricordare a tutti che G. Daimler inventò nel 1886 la prima automobile del mondo! La stella è il marchio della società Daimler-Benz che ha la sua sede in città e simboleggia anche l’importanza economica di Stoccarda e delle aziende che essa ospita (per esempio Bosch e IBM). Questo felice connubio (inimmaginabile ma vero) di boschi ed industrie, di culture antiche e moderne, dona una fascino non indifferente alla città, rendendola particolarmente vivibile in una dimensione umana inusuale per una città industriale.

Ma ecco che con un po’ di fortuna troviamo un meraviglioso parcheggio alberato, custodito, con singole piazzole comode anche per un camper, la tariffa per 24 ore è cara, 30 DM, ma siamo a due passi dal centro! Infatti, girato l’angolo ci appare la Konigstrabe, la più estesa zona pedonale e commerciale di Stoccarda. E’ sera: la percorriamo fermandoci saltuariamente davanti all’esibizione originale di qualche artista ambulante. Passiamo davanti la chiesa di St. Eberhardskirche sino ad arrivare nella piazza del castello (Schooolobplatz) con la Colonna del Giubileo che, nel suo assetto odierno, risale al XIX secolo e lascia spaziare lo sguardo su due caselli esemplari nel loro genere: il Neues Schloss (castello nuovo, un classico palazzo del XVII secolo) e l’Altes Schloss (castello vecchio) dall’aspetto rinascimentale severo ed agguerrito, che risale al XVI secolo. Qui la città ci regala una delle sue meravigliose feste estive (per noi inaspettate!) con tanta gente allegra, numerosi palchi e concerti vari, graziosissime luci colorate che decorano prati, fontane e palazzi e numerosi stand gastronomici; ma soprattutto tanta, ma tanta ….birra!

L’indomani mattina decidiamo di piazzarci in un campeggio, situato nel complesso sportivo della città, vicinissimo al Museo della Mercedes, il Cannstatter Wasen (Mercedesstrasse n.40), pulitissimo, moderno, con piscina (tre persone più la piazzola DM 46,30). Passiamo, così, una riposante intera mattinata in campeggio, la nottata ed il frastuono (protrattosi fino alle prime ore del mattino) della festa precedente ci avevano stremati. Il pomeriggio approfittiamo della vicina fermata per prendere il tram che ci lascia davanti alla stazione del metrò dove prendendo la linea U4 (o la U5) arriviamo alla Rotebuhlplatz vicino al Rathaus in pieno centro; qui decidiamo di scorrazzare liberamente per i negozi cercando di trovare qualche occasione fra le varie offerte di fine stagione (in Germania gli sconti sono tangibili).

Siamo già al 12 agosto e, come previsto, di mattina prendiamo, poco distante dal campeggio, la navetta che gratuitamente ci porta al Mercedes-Benz Museum, il museo della più antica fabbrica di autovetture del mondo (ingresso libero dalle 9 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 16, escluso festivi). Situato all’interno della fabbrica si sviluppa dentro un’eccentrica costruzione moderna dove, partendo dall’esposizione del primo motore di Daimler, continuando con le prime autovetture d’epoca con carrozzeria in legno, passando attraverso le primissime vetture da corsa, si arriva davanti all’esposizione dell’ultima MCLaren. La visita al museo ci stanca piacevolmente e, dopo avere pranzato, decidiamo di trascorrere l’ultima settimana in piccoli centri, al fine di goderci in pieno la natura della Scharzwald.

Fussen e i castelli di Ludwig

FussenPer la nostra nuova meta, Fussen. usciamo da Stoccarda, imbocchiamo la A8 per poi entrare nella A7 in direzione di Kempten; quindi, terminata l’autostrada (abbiamo percorso km. 240), seguiamo l’indicazione per Fussen, una ventina di chilometri di strada statale attraversiamo paesaggi uno più bello dell’altro sino ad arrivare a Fussen. E’ difficile descrivere le bellezze di ciò che circonda questa piccolissima cittadina del sud-est della Foresta Nera, ma soprattutto l’emozione che ti riesce a dare, senza cadere nella retorica. Bisogna esserci, vivere in mezzo ai sconfinati e verdissimi prati, ai tranquillissimi ed azzurri laghi, alle maestose montagne che la circondano, percorrere gli itinerari delle indimenticabili piste ciclabili, farsi trasportare in cima alle montagne dalla numerose seggiovie (DM 14 a persona), gironzolare per i due fiabeschi castelli di Ludwig, uno dov’è cresciuto e l’altro, il Koningsschlob Reuschmanstein, costruito per sua richiesta con enormi costi (che ha ispirato gli ideatori del castello di Disneyland) dove ha vissuto meno di un anno per essere in seguito spodestato a causa della sua manifesta follia.

In questa cittadina paradisiaca, spettatori del misterioso conversare di alberi, montagne e torrenti, decidiamo di dedicare gli ultimi cinque giorni del nostro viaggio nella Schwarzwald usufruendo dell’ospitalità del pittoresco Camping Bannwaldsee, comodo, pulito, con ottimi servizi, vicino al lago (tre adulti più la piazzola per il camper DM. 47).

Fussen col suo magico fluido ci ha incantato dandoci l’opportunità di riscoprire il piacere delle piccole e genuine cose: la passeggiata, la bicicletta, i prati, i tramonti sul lago, il profumo dei boschi, le feste di paese. Soprattutto ci ha fatto capire (a dispetto dei nostri. programmi) che il modo migliore di attraversare la Foresta Nera è viaggiare senza una meta precisa: infatti ovunque il paesaggio è dolce, il clima salubre, i colori chiari. Eppure …si chiama “Selva Nera “!

Notizie utili

Il viaggio è avvenuto dal 4 al 18 agosto del 2000. La strada migliore per raggiungere la Foresta Nera è la Milano/ Chiasso (solito pedaggio annuo arrivato a £.55.000) /Basel/Friburg. Le autostrade in Germania sono senza pedaggio. Il costo del gasolio è inferiore di 100/ 200 lire rispetto all’Italia.

La Foresta Nera, situata fra il Lago di Costanza, la Svizzera e l’Alsazia (Francia), si estende per una lunghezza di 200 Km ed una larghezza di 60 Km, con un’altitudine di 1500 metri; per tale motivo risulta una tappa comoda e facilmente raggiungibile. Il clima è simile al nostro, la sera è gradevole indossare un pullover.

Nei vari centri, i parcheggi sono a pagamento dalle 8 alle 20 e gratis la domenica ed i festivi; la loro tariffa varia a secondo dei luoghi da 1 a 2 DM l’ora. Sono molto diffusi i P+R, parcheggi a pagamento anche per camper e roulotte, al costo di 15 DM al giorno, dotati il più delle volte di acqua e scarichi per WC. I campeggi sono buoni; il loro costo per un equipaggio di 3 persone con il camper oscilla dalle 30.000 alle 50.000 lire italiane.

Per quanto riguarda lo shopping, i grandi magazzini sono ben forniti ed il loro prezzi convenienti.

Ernesto Bazan
(2001)