A sud della Svezia

In giro per la Scania e l’isola di Öland: un aspetto insolito del bel paese nordico.

 

Le Ales Stenar di Kåseborg

Per chi conosce la Svezia centrale, regno di laghi e boschi di betulle ed abeti, visitare il sud è una grande, piacevolissima scoperta, specialmente quando, alla fine di maggio, in quella regione – la Scania – la primavera è un tripudio di colori e profumi: il verde intenso degli alberi e dei prati, il giallo smagliante delle grandi estensioni di cereali contrastano con il blu profondo del mare. Qua e là, le case ordinate dai rossi tetti spioventi hanno dinanzi verdissimi prati perfettamente rasati e giardini adorni di fiori dai colori sgargianti.. In quasi tutte sventola su un alto pennone la bandiera svedese o quella regionale.

La Scania è un susseguirsi di spazi aperti e sereni, di larghe pianure e terreni dolcemente ondulati. Nelle belle giornate senza nuvole, la brezza tempera il calore del sole; dappertutto un profumo intenso di erba appena tagliata e di fiori. Più che tipicamente nordico, qui il paesaggio è simile a quello dell’Europa centrale: i boschetti di latifoglie si alternano alle grandi estensioni di campi coltivati, ai peri e ai meli da cui viene estratto il sidro, in questa stagione completamente bianchi di fiori.

La strada statale n.9 segue il contorno della costa. Da essa lunghe stradine diritte conducono a sorprendenti spiagge di finissima sabbia bianca che nella brezza si disperde leggera e impalpabile come quella del deserto. Il contatto con l’acqua fredda del mare ci ricorda che siamo in Svezia e non in Tunisia!

All’altezza della città di Kristianstad la n.9 immette nella E.22: si lascia la Scania e si entra nel Blekinge Il paesaggio, non più così smagliante di colori, si muta pian piano nella verde distesa dei boschi della Svezia centrale.

Sulla costa orientale, a Kalmar, un ponte conduce a Öland, l’isola dal paesaggio vario e particolare, sorprendentemente segnato da aride zone steppose, regno di uccelli migratori al sud, meta al nord di turisti attratti dalle sue bellissime spiagge.

Il nostro itinerario

La Scania si può raggiungere dalla Danimarca, attraverso il ponte che congiunge Copenaghen a Malmö. In alternativa, da Sassnitz, nel nord della Germania, un comodo traghetto porta in meno di quattro ore a Trelleborg, una graziosa, moderna cittadina sulla costa meridionale svedese.

Da Trelleborg la statale n.9, conduce, verso est, a Smygehamn. Qui si trova il punto più a sud della Svezia, dove alcune insegne indicano la latitudine e la distanza dalle principali città europee. Entriamo anche noi, insieme a tantissima gente che si gode la bella giornata festiva, in un piccolissimo negozio dove si vende pesce già cotto di tutti i tipi. Non abbiamo il coraggio di acquistare i pesci affumicati che qui tutti adorano (aringhe, merluzzo, anguille…): ci limitiamo al più noto salmone e a qualcosa che somiglia abbastanza ad un merluzzo. L’insalata, a base di gamberi e maionese, è una scelta della ragazza dietro il banco, dato che a noi non dice assolutamente nulla la descrizione in svedese dei vari piatti! Comunque, poi tutto si rivela molto buono.

Proseguiamo e ci fermiamo a Ystad. È una cittadina veramente graziosa, dal centro storico molto ben conservato perché non ha subito nei secoli gli incendi che hanno distrutto gli edifici in legno di moltissime altre città. Conserva numerose case a graticcio: tra queste, una delle più antiche della Scandinavia risale al 1460. Scopriamo, nascosto in una piccola strada, un delizioso cortile, raccolto e silenzioso, circondato da basse case a graticcio dalle minuscole finestre. Accanto alla cattedrale in mattoni rossi, un bel palazzetto era la sede di una delle prime scuole scandinave. Anche la zona moderna è ben fatta, ordinata e fiorita.

A pochi chilometri da Ystad una breve deviazione porta a Kåseborg, dove si trovano le Ales Stenar, le pietre di Ale (Ale significa “santuario” nell’antica lingua del nord). Sono 59 grandi pietre disposte a forma di barca su un grande altopiano di fronte al mare. Il sito aveva forse un uso astronomico: al solstizio d’estate, infatti, il sole sorge in corrispondenza di una pietra e tramonta in corrispondenza di quella opposta. Lo stesso, in corrispondenza di altre due pietre, al solstizio d’inverno. Il luogo è molto suggestivo: le pietre si ergono sul prato verde tra il cielo e il mare dal blu intenso, soffia un vento leggero mentre alcuni deltaplani colorati veleggiano agili sull’alta riva scoscesa. Una cosa sorprendente è che un altro sito antico, Kivik (i siti risalgono forse all’età vichinga, tra l’800 e il 1050 d.C.), si trova allineato con le Ales Stenar e con un’altra formazione di pietre a forma di nave, a Stenhed. La cosa non sembra una pura coincidenza.

Tornando indietro e riprendendo la n.9 si giunge, sulla costa orientale, a Simrishamn. È una cittadina carina e tranquilla, con un piccolo centro medievale dalle antiche strade acciottolate e basse case a graticcio in mattoni rossi. Nella bella giornata primaverile, i turisti pranzano all’aperto nei numerosi locali o gustano uno spuntino su rustici tavoli di legno disposti su una piattaforma sul mare, tra le strida dei gabbiani.

Dopo pochi chilometri si giunge a Kivik, dove si trova una grande tomba reale, uno dei più notevoli monumenti dell’età del bronzo in Svezia.


In un grande cumulo circolare di grosse pietre grigie, che ha un diametro di 75 metri, un breve corridoio conduce ad una piccola porta rettangolare che immette nella camera sepolcrale. La camera è uno stretto rettangolo occupato quasi completamente da un lungo sarcofago.

Sulle lastre di pietre che lo delimitano verticalmente sono disegnate le ruote del carro del sole, raffigurazioni di animali terrestri e pesci, figure umane in processione sacrificale.

Poco dopo, il percorso verso nord prosegue lungo la E22, che si snoda ancora lungo la costa. A Kalmar, famosa per il suo imponente castello, il lungo ponte, l’Ölandsbron, collega la terraferma all’isola di Öland.

L’isola di Öland

L’isola ha una forma allungata: lunga circa 150 chilometri, la sua massima larghezza non supera i 15 chilometri. La strada statale n.136 la attraversa tutta in lunghezza lungo la costa occidentale e consente di osservarne i vari aspetti: estesi campi coltivati a cereali e piccoli boschi di latifoglie si alternano a piatte ed aride distese di tundra, deserte e dalla rada vegetazione a cespugli. Queste zone steppose si trovano un po’ in tutta l’isola, ma soprattutto nella regione interna del sud, la “Stura Alvaret”, la “grande landa”. Sorprende, questo paesaggio così singolare e inatteso, così lontano dall’aspetto rigoglioso della natura svedese.

L’economia di Öland è oggi basata quasi esclusivamente sul turismo e l’agricoltura. Per le numerose coltivazioni, in certi casi proprio ai limiti della steppa, sono stati utilizzati i piccoli mulini a vento in legno, sul tipo di quelli olandesi, che, sparsi da nord a sud, sono oggi il simbolo dell’isola.

Il capoluogo, Borgholm, è un lindo e moderno centro balneare, tranquillo e silenzioso durante tutto l’anno e molto frequentato nel periodo estivo. Nelle vicinanze di Borgholm si ergono i resti imponenti di un antico castello medievale. Poco lontano, a Solliden, si trova la villa di proprietà della famiglia reale svedese che qui trascorre le vacanze estive. Scendendo verso sud lungo la 136, a Gettlinge, si innalza un gruppo di pietre tombali monolitiche, spettacolari al tramonto, quando svettano isolate contro il cielo che imbrunisce. Sono tipiche di molti cimiteri dell’età del ferro a Öland, in uso fino all’età vichinga. Tantissime altre se ne incontrano in tutta l’isola.

La fortezza di Eketorp

Eketorp appare all’improvviso, isolata sul terreno stepposo, una fortezza di forma circolare costruita verso il 300 a.C., più volte rimaneggiata nei secoli e usata infine come guarnigione fino al tredicesimo secolo. Oggi alcuni ambienti accuratamente ricostruiti danno un’idea delle abitazioni e delle attività dei popoli antichi che qui abitarono. Lungo la strada si incontrano i resti, in alcuni tratti ben conservati, del “muro di re Carlo X”, che, eretto nel 1600, taglia trasversalmente l’isola e serviva ad impedire la migrazione dei cervi dal sud.

Disseminati in tutta la regione, si possono ammirare begli esemplari di pietre runiche, le grandi lastre votive di pietra risalenti all’ epoca vichinga che recano incisi disegni ed iscrizioni. Erano spesso erette dai familiari per commemorare un parente defunto e celebrarne le virtù e le imprese. Una delle più grandi dell’isola, a Karlevistenen, ricorda la morte in mare del re danese Sibbe il Saggio: la dedica, lungo il bordo della pietra, circonda figure e disegni.

All’estremo sud dell’isola, a Ottenby, nella stazione ornitologica si studia il comportamento migratorio degli uccelli che ogni anno transitano da qui a milioni. Nell’aria è tutto un cinguettio e la zona è meta di molti visitatori muniti di binocoli di tutti i tipi da puntare alla ricerca degli esemplari più interessanti e rari. Se si ha voglia di fare circa 180 gradini, si può salire sul “Långe Jan”, “Giovanni il Lungo”, il faro che, con i suoi 41 metri di altezza, è il più alto della Svezia. Da lassù, strapazzati dal vento freddo, si dominano il mare e l’ampia, piatta distesa circostante. Nell’antica casa del guardiano è stata organizzata una mostra di oggetti personali e relativi all’attività del faro.

Il nord dell’isola non è meno interessante e vario. All’estremità, al faro Långe Erik, (“Erik il Lungo”), si gode un bel panorama sul mare, anche se meno affascinante di quello della vasta e ventosa punta del sud. Nelle vicinanze del faro si trova un sito molto particolare, i cosiddetti “terreni arati di Nettuno”: lungo il mare, larghe fasce di terreno sono ricoperte di innumerevoli, bruni ciottoli arrotondati, che danno al terreno l’aspetto di un campo arato. Il nome fu dato dal famoso naturalista svedese Carlo Linneo che visitò l’isola nel 1700. Lasciati sul terreno durante l’ultima glaciazione, i ciottoli furono poi plasmati nei secoli dal mare.

Prima di riprendere la strada verso sud, vale la pena esplorare l’estremo nord dell’isola. A Trollskogen si trova una delle tante riserve naturali: numerosi sentieri conducono tra i boschi fino al mare, su spiagge di grossi ciottoli dalle forme e dai colori più vari, verdi, rossi, grigi. A nord-est, la spiaggia di Böda è ben attrezzata, con numerosi campeggi molto frequentati nel periodo estivo. È una spiaggia davvero bella: lunga circa 25 chilometri, è formata da finissima sabbia bianca, orlata da dune e, alle spalle, la pineta.

La via del ritorno ripercorre l’itinerario tra tratti di tundra, mulini, case dai giardini fioriti. Rientriamo nella Svezia continentale portando con noi l’immagine suggestiva di quest’isola ricca di fascino e piena di contrasti, ove lussureggiante ove arida e selvaggia, un mondo a parte in questo angolo d’Europa.

Anna Maria Carabillò Foto di Enzo Triolo
(2003)