Tra il Tirolo e l’alta Austria

Centellinato a piccoli passi, un itinerario che fa scoprire tesori nascosti di grande interesse in un ambiente incontaminato al confine con l’Italia.

 

L’Abbazia di Stams

L‘Austria non è soltanto Vienna. Pur senza volere togliere nulla al fascino esercitato dalla “culla della Mitteleuropa” e dal suo significato storico ed artistico, esistono altri luoghi e itinerari dell’Austria poco frequentati dal turismo di massa eppure ricchi di tesori straordinari sia dal punto di vista naturalistico che artistico.

Uno di questi itinerari si sviluppa tra il Tirolo, attraverso paesaggi dai toni forti, dove prevalgono vaste foreste, prati e morbidi rilievi, disseminato di castelli e villaggi fioriti, e l’Alta Austria, dove il paesaggio è più ondulato e con vasti orizzonti, segnato dalla millenaria presenza dell’uomo. Centellinato a piccoli passi, questo percorso fa scoprire tesori nascosti di grande interesse.

Il Tirolo austriaco

Prima tappa, provenendo dall’Italia, è l’abbazia cistercense di STAMS, fondata nel 1273 dal principe Meinardo II e dalla moglie Elisabetta di Baviera come luogo di sepoltura dei principi di Görz-Tirol. Procedendo lungo la strada che si snoda nell’alta valle dell’Inn, si scorgono in lontananza i caratteristici campanili ottagonali a forma di bulbo, fatti costruire dall’abate Edmund von Zoz. Tra il 1650 e il 1750, la struttura subì un profondo restauro in forme barocche ed oggi l’abbazia si presenta con un incredibile sfarzo ed una sfolgorante ricchezza di ornamenti. La chiesa fu sistemata nel 1729-1732 ad una sola navata, stretta ma di ampio respiro, dove predomina il bianco, arricchito da eleganti stucchi e dalla policroma decorazione degli affreschi sulla volta. All’inizio della navata la Fürnstengruft, cripta a cielo aperto dei principi del Tirolo, ci ricorda l’origine della fondazione del complesso abbaziale. Regali figure dorate, riccamente vestite, sembrano volere testimoniare i fasti di una grande dinastia.

Prendendo la A12 e attraversando suggestivi paesaggi alpini, dopo 25 chilometri giungiamo a SEEFELD IN TIROL. E’ una tipica cittadina tirolese, dalle piccole case affrescate e adorne di multicolori fioriere sui balconi di legno e sui davanzali. Al centro del paese sorge la parrocchiale, dedicata a Sant’Osvaldo, in stile gotico del 1431, con affreschi alle pareti ed un pregevole altare maggiore, sormontato da un trittico in legno.

Il centro storico di Innsbruck con il famoso Tettuccio d’oro

Percorsi ventiquattro chilometri, giungiamo ad INNSBRUCK, capoluogo del Tirolo, sul fiume Inn. Dal campeggio Kranebitten, dove sosteremo per il pernottamento, con i bus di linea LK e O ci portiamo al centro della città. L’animata arteria di Maria-Theresien-Strasse rappresenta il cuore cittadino ed allo stesso tempo l’ingresso alla Altstadt, fulcro storico di Innsbruck. Quel che ci circonda rappresenta il primo vero esempio di modello asburgico: tutto l’ambiente è pervaso della magica atmosfera di piccola capitale imperiale. Lo si vede dai colori, dagli eleganti edifici, dai monumenti storici e da una impalpabile atmosfera. Quasi al centro si erge la Annasäule, colonna di Sant’Anna, innalzata nel 1704 per celebrare la liberazione della città dalle truppe bavaresi durante la guerra di successione spagnola ed alla cui sommità svetta la statua dell’Immacolata. Quasi al limite della strada sorge la Spitalskirche, del 1700, con interno ad unica sala, ricca di stucchi in stile rococò.

La Herzog-Friedrich-Strasse è una strada molto particolare, completamente lastricata di ciottoli. Essa attraversa tutto il centro storico, circondata da antichi palazzi, tra cui sulla destra, al civico n. 39, la cinquecentesca casa della rosa dorata (Haus zur goldenen rose), oggi adibita a negozio delle cristallerie Swarovski, e al civico n. 31 la Gasthof weisses kreuz (alla croce bianca), dove nel 1769 abitò Mozart. Mano a mano che si procede l’attenzione viene attirata da un edifico di aspetto particolare che si scorge in fondo alla via. E’ il Neuer Hof, residenza dei duchi Federico IV e Sigismondo del Tirolo, ottenuto con l’accorpamento di due edifici borghesi preesistenti. Sulla facciata prospiciente la via si ammira il famosissimo Tettuccio d’oro (Goldenes Dachl). Voluto dall’imperatore Massimiliano I sul finire del quattrocento, è composto da un balcone decorato con stemmi e scene di danza, la cui parte sporgente è coperta da 2657 lamine di rame dorato a fuoco. Pur essendo una delle tante opere lasciate da questo imperatore in questa che era la sua città preferita, il Tettuccio d’oro per la sua peculiare caratteristica è divenuto il simbolo di Innsbruck.

Poco più avanti, affacciata su una piazzetta alberata, sorge l’elegante mole del duomo di S. Giacomo (Dom St. Jakob), dalla caratteristica facciata concava in pietra tra due torri quadrangolari. L’interno ad unica navata è uno sfavillio di marmi, stucchi e affreschi del diciottesimo secolo. Sull’altare maggiore all’interno di una raggiante cornice d’oro è custodito il celebre quadro di Maria Ausiliatrice (Maria Hilf) di Lukas Cranach il Vecchio, risalente al 1520.

Il cortile del castello di Tratzberg

Data l’ora nel pomeriggio inoltrato, possiamo solo sfiorare dall’esterno la Hofburg, il palazzo imperiale residenza del ramo tirolese degli Asburgo. In origine nacque come castello medievale ad opera dell’arciduca Sigmondo il ricco, conte del Tirolo. Ingrandito da Massimiliano I, deve all’imperatrice Maria Teresa (1740-1780) il suo aspetto attuale sullo stile rococò della residenza viennese. Maria Teresa soggiornò ad Innsbruck due volte, nel 1739 e nel 1765, in occasione delle nozze di suo figlio Leopoldo II con la principessa spagnola Maria Ludovica. Purtroppo la celebrazione delle nozze fu funestata dalla morte improvvisa del suo consorte Francesco I. La camera mortuaria in seguito, per ordine dell’imperatrice, fu trasformata in cappella, dove tuttora ogni anno si celebra una messa in suffragio.

Il giorno dopo riprendiamo la via per la tappa successiva: HALL IN TIROL, distante da Innsbruck una decina di chilometri. Fiorente fin dal 13° secolo per l’estrazione del sale minerale, nel 1303 ricevette il titolo di città dall’arciduca Otto della Carinzia-Tirolo. Nel 1477 si cominciò la coniazione della prima moneta, fino al 1809. Lo zecchino di Hall era famoso ovunque. All’interno del Münzerturm (1489), torre della zecca, è allestito un interessante museo della storia del conio, dove è anche possibile coniarsi una “moneta personale”. Particolare curioso è l’esposizione dell’unica moneta emessa in Europa del valore facciale di 25 euro!

Ci avviamo, quindi, ad un breve giro della cittadina. Così visitiamo la chiesa seicentesca dei Gesuiti, il gotico edificio del Municipio (Rathaus), la parrocchiale dedicata a San Nicola, per finire con la piccola cappella di Santa Maddalena (Magdalenenkappelle), oggi dedicata ai caduti, piccola costruzione a volte reticolate su pilastri a muro, con affreschi quattrocenteschi (Madonna in trono e Giudizio Universale) ed un prezioso polittico della fine del quattrocento.

Nei pressi di Stams, dopo un piccolo salto di venticinque chilometri, sorge il castello di TRATZBERG, costruito nel 1297 e trasformato nei primi del cinquecento in castello di caccia da Massimiliano I secondo lo stile rinascimentale. Visitando le stanze interne spicca per originalità la cosiddetta sala degli Asburgo (Habsburgersaal) al primo piano, dominato da un gigantesco affresco formato da 148 figure, che per 46 metri lungo le pareti illustra l’albero genealogico del casato (1508). Fa sorridere un particolare curioso: i rami relativi alla discendenza maschile sono rappresentati con un bel colore verde ed i personaggi sono avvolti da bene auguranti nuvole blu; quelli relativi alla discendenza femminile sono invece sterili rami secchi di colore marrone!

La possente fortezza di Kufstein

Ultima tappa della giornata, sotto una scrosciante pioggia impietosa, è la cittadina di SCHWAZ, a meno di dieci chilometri di distanza. Posteggiamo per la notte in un piccolo camper service, ricavato in un ampio parcheggio ai limiti del centro abitato, e ci accingiamo ad una breve visita nonostante il tempo inclemente, dominato da un vento fortissimo. Florida un tempo per lo sfruttamento delle vicine miniere di argento e rame in uso fino all’Ottocento, oggi è una tranquilla località di villeggiatura. Di aspetto medievale il centro storico si snoda lungo la principale Franz-Joseph strasse, che unisce il municipio, di impronta tardo-gotica, alla imponente parrocchiale di Nostra Signora(Pfarrkirche Unserer Lieben Frau). L’interno appare grandioso, in tre ampie navate sorrette da esili colonne cilindriche a pietra viva. L’aspetto è austero e compassato, ingentilito da slanciate finestre e dall’abside impreziosita da un ricco polittico ligneo dai forti colori.

Il giorno successivo il miglioramento del tempo fa bene sperare. Seguendo sempre la linea della A12 ci fermiamo a KUFSTEIN, graziosa località di villeggiatura e sport invernali. Sul paesaggio domina la massiccia mole del castello, posto a difesa delle minacce provenienti dalla vicina Baviera. Al confine tra due mondi contrapposti il luogo è stato sempre al centro di aspre contese per tre secoli, tra il Duecento e il Cinquecento, e ciò spiega il carattere prettamente militare dell’opera. Il suo aspetto attuale risale a Massimiliano I, che ne volle fare una poderosa fortezza. Saliamo alla sommità con un ascensore e iniziamo la visita dell’edificio. Quel che prevale è l’impronta militare della struttura, con cannoni ancora minacciosamente schierati sugli spalti, camminamenti e lunghi corridoi di collegamento. Nella dominante torre circolare del 1522, la Kaiserturm, sono visitabili le tetre prigioni di un tempo. Ampie fredde celle, intercalate da anguste e infossate celle di rigore, corrono tutto attorno, recando ancora al loro interno le vestigia di antiche sofferenze. Sono piccoli quadretti lasciati dai detenuti, per la maggior parte velieri con le vele distese, forse un segno di speranza o un anelito di quella libertà che ad essi era negata. In altri locali è allestito un interessantissimo museo di storia naturale ed archeologia con opere di grande interesse e di notevole pregio artistico.

All’improvviso si sente poco lontano il forte suono di un organo e l’aria è pervasa dalle note di una solenne sinfonia. E’ mezzogiorno e, come avviene tutti i giorni, è entrato in azione l’organo degli eroi (Helden Orgel), il più grande organo all’aperto del mondo delle cui canne, alcune alte 12 metri, la torre costituisce un’enorme cassa di risonanza. L’idea nacque nel 1926 all’ingegnere austriaco Max Depolo e ad altri suoi amici per celebrare gli eroi di tutte le guerre caduti su quelle montagne. Il luogo si prestava alla perfezione, tra Austria e Germania e poco lontano quella parte di Tirolo passato all’Italia nel 1918, mentre quella torre circolare dell’antico castello fungeva perfettamente da cassa armonica. Dopo l’interruzione nel periodo dell’ultima guerra ed una revisione integrale subita nel 1966, l’organo riprese a fare sentire la sue note in tutta la sottostante valle dell’Inn. Chiude la visita una breve passeggiata nella pittoresca Römerhofgasse, caratteristico vicolo nel centro storico, che corre in parallelo al fiume Inn. Si sussegue una serie di osterie note in tutto il mondo, caratterizzate da particolari scene umoristiche e motti vari dipinti sulle loro facciate.

Un’immagine del centro di Kitzbuhel

Sempre procedendo a piccoli passi, passiamo alla tappa successiva, KITZBÜHEL, a 37 chilometri. Rinomatissima stazione sciistica delle Alpi austriache, questa deliziosa cittadina si presenta animata ed attraente anche nel periodo estivo. Sotto il cielo azzurro, libero da nuvole, le spaziose vie si illuminano di luce e di colore, arricchite dai tenui colori pastello delle belle facciate e dai colori intensi delle fioriere che ornano ogni tipo di davanzale. Gli innumerevoli negozi, che espongono merce di vario genere, per lo più frutto dell’artigianato locale, ne fanno veramente un ideale centro di shopping. Poco distante risalta la dominante mole della parrocchiale di Sant’Andrea(Pfarrkirche St. Andreas), con affreschi gotici del 15° secolo, che comprende nella stessa spianata il cimitero cittadino e la chiesa di Nostra Signora(Liebfrauenkirche), a due piani, affiancata da una massiccia torre tardo-gotica.

Salisburgo, città di Mozart

Per chiudere la giornata facciamo un altro balzo di 80 chilometri e ci portiamo a SALISBURGO, incantevole città d’arte, la città di Mozart e della musica. Rocambolescamente, e a dispetto del pur prezioso navigatore TomTom, questa volta purtroppo rivelatosi di poca utilità, riusciamo a trovare un campeggio quasi al sopraggiungere del buio. Quelli, infatti, che avevamo prescelto, o su segnalazioni di altri soci del club o dalle guide turistiche in nostro possesso, erano spariti come d’incanto, alcuni come mai esistiti, altri fagocitati dalla solita implacabile cementificazione edilizia. Finalmente possiamo fermarci nel bene attrezzato campeggio Nord Sam, a soli 3 km di distanza dal centro di Salisburgo, facilmente raggiungibile con autobus urbano.

Il giorno dopo è tutto dedicato alla visita della città. Salisburgo è una fiorente città di 146.000 abitanti. Il suo nome e la sua storia sono legati all’estrazione del sale dalle miniere di salgemma delle vicine montagne, collegate alla città dal fiume Salzach: Salzburg (Salisburgo) significa letteralmente Castello del sale ed il nome del fiume significa appunto Via del sale. E’ sede di varie iniziative a carattere internazionale, come fiere e congressi, ospitati in uno dei centri più moderni d’Europa, il Palazzo dei Congressi “Salzburg Congress”, situato in pieno centro nel Giardino di Mirabell, anche se la manifestazione forse più nota è il Festival della musica e del teatro (Salzburg Festspiele), che si tiene ogni anno dalla fine di luglio alla fine di agosto.

Tuttavia la sua fama nel mondo è senz’altro da attribuire a Wolfgang Amadeus Mozart, che qui ebbe i natali nel 1756. Ovunque aleggia la figura di questo grande compositore, dai luoghi dove egli nacque ed abitò, dalle innumerevoli rappresentazioni a lui legate, dalla sua immagine riportata in ogni angolo e persino nelle famose praline di cioccolato, che da lui prendono il nome. Però Salisburgo non è soltanto Mozart. La sua grande storia arriva fino a noi attraverso i monumenti, tramandati ai nostri giorni integri, a testimonianza di un passato ricco e superbo. Proprio per l’armonia architettonica, che ha saputo conservare, il centro storico sulle due rive del fiume Salzach è stato dichiarato dall’Unesco nel 1977 Patrimonio Culturale Mondiale.

Panorama di Salisburgo dalla fortezza che domina la città

L’autobus ci lascia sul lato del fiume in un’ampia piazza sormontata dalla mole incombente del castello-fortezza dei Principi-Vescovi. Questa istituzione risale all’alto medioevo ed aveva nel Sacro Romano Impero la funzione di principe imperiale. Le nomine servivano ai re tedeschi per limitare l’influenza delle potenti famiglie nobiliari ed impediva che il feudo fosse trasmesso per eredità. Trattandosi di vescovi ed abati, infatti, alla loro morte il feudo ritornava al signore feudale, per essere assegnato ad altro vassallo fedele. Fin da Carlo Magno era potestà dei sovrani l’assegnazione di tutte le sedi episcopali e le elezioni abbaziali, condizionando la scelta dei candidati. Con il titolo di conte il vescovo univa nella propria persona l’autorità religiosa e la carica politica. In cambio il principe eletto prestava il cosiddetto “servitium regis”, che comprendeva il dovere di ospitare la corte imperiale, di disporre contingenti militari per l’esercito regio ed altri servizi di natura diplomatica ed amministrativa. Il potere temporale dei vescovi venne abolito nel 1803 con l’ultima seduta del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica (Reichsdeputationshauptschluß) e dal 1816 il territorio di Salisburgo passò definitivamente sotto la corona austriaca.

Residenza ufficiale dei Principi-Vescovi fin dal 1120 fu la sontuosa Residenza (Residenz). L’aspetto attuale risale alla fine del XVI secolo per volere dell’allora principe-vescovo Wolf Dietrich von Raitenau, che le volle dare un’impronta barocca. Ancora oggi l’imponente palazzo è adibito alle rappresentanze ufficiali del Land salisburghese come fastosa cornice per ricevere capi di stato e personalità stranieri. Lo scalone principale introduce nella cosiddetta Sala dei carabinieri (Karabinersaal), dal nome delle guardie del corpo del principe, la più vasta sala del palazzo, dalla quale si accede alle altre stanze di rappresentanza. In particolare meritano attenzione: la sala dei Cavalieri (Rittersaal), dove spesso si tenevano concerti in onore degli illustri ospiti e dove, tra l’altro si è esibito il giovane Mozart; la Sala delle conferenze o del consiglio (Konferenzsaal), in cui Mozart all’età di sei anni diede il suo primo concerto a corte, la Sala delle udienze (Audienzsaal), la più sontuosa della Residenza, ed ancora la sala del trono (Thronsaal), la galleria dei ritratti (Bildergalerie), la sala bianca (Weisser saal), il salone verde (Grünes Vorzimmer), la sala dell’imperatore (Kaisersaal).

Una suonatrice d’arpa fra le vie del centro di Salisburgo

Dal Residenz passiamo al Dom, la cattedrale della città, che con le sue due torri gemelle segna l’inizio della città vecchia, cioè del nucleo primitivo di Salisburgo. La struttura originaria fu distrutta da un incendio nel 1598. La struttura odierna, che fu dedicata ai Santi Ruperto e Virgilio, si presenta con un’unica navata affiancata da quattro ampie cappelle laterali, sormontata dall’imponente cupola, perduta sotto un bombardamento del 1944 e riedificata nel 1949.

Esaurita la visita monumentale, ci tuffiamo in un mare di folla sciamante lungo le strette vie del centro. Molto caratteristica è la Getreidegasse, stretta via che ha mantenuto pressoché intatto il suo aspetto originale, grazie alle insegne in ferro battuto riccamente decorate, ai variopinti negozi, agli edifici con artistici portali e facciate dai tenui colori. Al 3° piano del numero 9 nacque il 27 gennaio 1756 il grande Amadeus. La casa natale di Mozart (Geburtshaus) è oggi un interessante museo, che raccoglie diversi oggetti del compositore, strumenti musicali, ritratti, spartiti, lettere, e il suo primo pianoforte.

Dopo un momento di sosta, giusto il tempo del pranzo, al vicino Nord See, caratteristica catena alimentare che presenta un menu quasi esclusivamente a base di pesce, affrontiamo l’ultima fatica della giornata, la “conquista” della fortezza (Hohensalzburg). La raggiungiamo rapidamente con la tipica funicolare, che risale al 1892. Dominante la città da un’altezza di oltre 120 metri, rappresenta una delle costruzioni medievali più grandi del centro Europa. Fu fatta costruire nel 1077 dall’arcivescovo Gebhard I von Helffenstein all’epoca della lotta per le investiture e fungeva da rifugio per il clero e la popolazione.

Il complesso è costituito, oltre che dalle fortificazioni vere e proprie, dal nucleo residenziale del palazzo centrale in stile romanico (Hoher Stock), da una chiesa ed altri edifici. Si entra dapprima nel magazzino del sale(Salzmagazin), dove tra l’altro sono esposti piccoli modelli che illustrano le varie fasi di costruzione e trasformazioni subite nei secoli dalla fortezza. Quindi si prosegue attraverso cortili e camminamenti a visitare le imponenti torri e le strutture militari. Al terzo piano dell’Hoher Stock si susseguono le camere dei principi(Fürstenzimmer), appartamenti privati e di rappresentanza. Particolare interesse destano la stanza d’oro (Goldene Stube), in stile tardo-gotico, interamente rivestita di legno intagliato policromo e dorato, ed una grande stufa in maiolica del 1501, di grande pregio artistico oltre che visivo. Altrettanto interessante e pregevole si presenta la sala d’oro (Goldene Saal), ampia sala col tetto in legno intagliato e dorato, sorretto da quattro esili colonne tortili di marmo.

La Residenzplatz di Salisburgo

Prima di esaurire la visita non tralasciamo, tra i vari musei ospitati, il Rainermuseum, interessante esposizione di armi e divise in onore del reggimento Erzherzog Rainer, di stanza nella fortezza dal 1871 al 1918.

L’Alta Austria

La prima tappa della nuova giornata è GMUNDEN, che dista 78 chilometri da Salisburgo, percorrendo la B150, un tratto della A1 ed infine la B145. Siamo ormai nell’Alta Austria ed il paesaggio si presenta con contorni più soffici. La cittadina si distende a semicerchio allo sbocco del Traun nell’estremità settentrionale del Traunsee, ed è una deliziosa località balneare e di villeggiatura, nota anche per le sue ceramiche. L’Esplanade, lungolago esteso 2 chilometri, è il centro pulsante della città, dominato dalla mole elegante del Municipio (Rathaus), caratteristico per il carillon in ceramica, unico in Austria, prodotto nel 1957. Con piacevole sorpresa ci troviamo al centro di una fiera di manufatti in ceramica di ogni genere e stile, provenienti da tutta Europa, che in pratica occupa l’intera piazza.

Il castello di Gmunden

Una breve passeggiata lungo le rive del lago ci porta al Seeschloss Orth, castello rinascimentale che sorge su un isolotto, collegato alla terraferma tramite un ponte in legno lungo 130 metri. Fatta una breve visita dell’edifico, torniamo sui nostri passi, questa volta comodamente seduti sul trenino turistico. Attratti da un odore invitante ci fermiamo sotto una pensilina di legno e consumiamo un breve pasto a base di pollo e patatine.

Sotto la pioggia battente riprendiamo il viaggio, fino a KREMSMÜNSTER, dopo avere percorso 45 chilometri lungo la A1 e la B122. Lungo le rive del fiume Krems in una delle propaggini più ad est dell’impero di Carlo Magno, nel 777 sorse l’abbazia benedettina di Kremsmunster, fondata dal duca Tassilo III di Baviera come baluardo cristiano contro gli Avari pagani giunti all’Enns. Particolare curioso della sua lunga storia il disastroso crollo, avvenuto il 23 maggio del 1755 della Torre del Tempo in costruzione e giunta a più della metà della sua altezza, probabilmente per difetto di progettazione o di consistenza delle fondamenta.

L’abbazia, sede di un famoso scriptorium nell’XI e XII sec., venne rifatta in puro barocco austriaco nel XVII e XVIII sec. su progetto di C.A. Carlone e J. Prandtauer. La visita guidata si rivela di un interesse inaspettato. Attraversiamo ampi saloni sfarzosamente arricchiti da stucchi e affreschi, dove troviamo opere di oreficeria dell’alto medioevo e pitture tedesche e fiamminghe dei sec. XV-XVII, ma soprattutto la ricca Biblioteca, un ambiente fantastico, dove non sappiamo se ammirare prima i preziosi libri ivi conservati o lo scenario di stucchi e affreschi che ci circonda. Chiude la visita la Chiesa abbaziale (Stiftskirche), opera barocca di C.A. Carlone del 1709-31 a tre ampie navate.

L’Abbazia di Kremsmunste

Riprendiamo il cammino e a meno di 30 chilometri arriviamo nell’antica cittadina di STEYR, detta la Romantica, posta alla confluenza dei fiumi Enns e Steyr. Sistemato il camper per la notte, ci avviamo ad una breve passeggiate per le vie del centro. Sarà per l’atmosfera un po’ opaca dovuta al cielo offuscato, sarà per le poche persone che incontriamo, sarà per l’ambiente che ci circonda, ma sembra davvero che il tempo si sia fermato. Giungiamo nell’ampia Stadtplatz, lungo asse circondato da edifici variamente ornati da leggeri stucchi e dai colori tenui, tra i quali spicca l’elegante facciata, impreziosita da un’esile torretta centrale, del municipio (Rathaus), uno dei monumenti rococò più importanti dell’Austria. La breve passeggiata per le vie quasi deserte ci porta dalla chiesa barocca di Marienkirche del 1647, una volta annessa ad un monastero domenicano, fino alle sponde dello Steyr, da cui intravediamo sull’altra sponda, in uno scenario incantevole dominato dalle placide acque del fiume, l’ampia facciata con esili torri sormontate da cuspidi a bulbo della seicentesca chiesa di San Michele.

L’indomani mattina vogliamo gustare ancora una volta questa deliziosa città, tornando nella bella Stadtplatz, finalmente rischiarata dal sole. Il santo protettore dei turisti ha voluto manifestare la sua benevolenza, quando, giunti davanti la bella Parrocchiale, la troviamo ancora chiusa. Nel momento in cui stiamo per rinunciare a malincuore, limitandoci a sbirciare dalle fessure delle porte, siamo stati fermati da una signora, che transitava lì per caso. Riusciamo a farle capire il nostro rammarico per non potere visitare l’edificio. La signora ci fa cenno di aspettare e, dopo un tempo di attesa che sembra interminabile, ritorna con delle chiavi in mano. Che potevamo volere di più? Noi soli, padroni dell’intera chiesa! Ci aggiriamo indisturbati in lungo e in largo da una navata all’altra a centellinare con comodo ogni minimo particolare tra una ripresa video ed una fotografia.

La Hauptplatz di Linz

Lasciamo Steyr per fare un altro piccolo passo. Dopo 24 chilometri ci troviamo davanti l’Abbazia agostiniana di MARKT SANKT FLORIAN. Fondata nel 1071 sul luogo del martirio di San Floriano, come quasi tutti i complessi analoghi in Austria fu ricostruita anch’essa in stile barocco, tra il 1686 e il 1751. Anche in questo caso la visita guidata si rivela molto utile e veramente interessante. Davanti ai nostri occhi si apre un museo vero e proprio, ricco di pregevolissime opere d’arte di ogni genere, sacro e profano, in particolare l’Altdorfer Altar, altare del martirio di San Sebastiano del 1518, opera di Albrecht Altdorfer di cui rimangono solo 16 pannelli. Anche la Biblioteca è degna della maggiore nota. E’ un ambiente grandioso, con grandi armadi in legno intarsiato stracolmi di libri dell’epoca, racchiuso da un soffitto interamente affrescato, un’armonia di forme e colori. Passiamo, quindi, alla visita delle sale di rappresentanza, in un tripudio di affreschi multicolori, come il grande salone delle feste (Marmorsaal). Al secondo piano si trovano gli appartamenti imperiali (Kaiserzimmer), destinate ad ospitare l’imperatore nelle occasioni in cui era ospite dell’Abbazia, sale degne di un vero palazzo imperiale. Un’ulteriore idea dell’opulenza dell’Abbazia la riscontriamo pure nell’annessa chiesa, esuberante manifestazione di stucchi bianchi ed affreschi tra i del più belli del barocco.

Il salto successivo è di altri 25 chilometri, fino a LINZ, capoluogo dell’Alta Austria e terza città della nazione. Il Danubio separa i due aspetti della città, la parte antica sulla sponda destra e la parte moderna sulla sponda sinistra. Lasciato il camper nell’enorme parcheggio sulla riva del fiume, ci avviamo verso il centro. Oltrepassato il Nibelungenbrücke, giungiamo alla Hauptplatz, vasta piazza rettangolare ornata al centro dalla monumentale colonna della Trinità eretta a forma di ostensorio su colonna tortile nel 1723.

Ci inoltriamo, quindi, lungo la Landstrasse, via principale chiusa al traffico e brulicante di gente. Percorrendo pigramente la strada, sul lato sinistro incontriamo due chiese barocche di impronta simile, prima la Ursulinenkirche, del 1757 con una bella facciata racchiusa da due torri, e poi la Karmeliterkirche, costruita tra il XVI e XVII secolo, con elegante facciata all’esterno ed unica sobria navata all’interno. Poco distante dall’asse viario incontriamo, quasi isolato, il Marien Dom o Neuer Dom (Cattedrale nuova), edificio in stile neogotico ultimato nel 1924.

Una delle porte di Freidstat

Lasciamo Linz per l’ultima tappa del nostro itinerario, prima di entrare in territorio ceco. Dopo 38 chilometri lungo la A7 e la B310 arriviamo a FREISTADT, dove ci sistemiamo per la notte. Un tempo ricca città sulla rotta della Boemia, a causa delle continue lotte e sconfinamenti a seguito della Riforma nella vicina Boemia, fu fornita di possenti fortificazioni, ancora oggi quasi interamente conservate. Il borgo antico è tuttora racchiuso dalla cinta muraria con due porte d’accesso: la Linzer Tora sud e la Bohemer Tor a nord. Il fossato, trasformato in giardino, separa la città vecchia dalla nuova. Superata la Linzer Tor ci troviamo nell’Hauptplatz, voluta espressamente da Massimiliano I, attorniata da case gotiche e rinascimentali con facciate a tenui tinte. Sul lato sud spicca la torre bianca, ornata di balconi in ferro battuto e sormontata da una oblunga lanterna, della parrocchiale di Santa Caterina del 1288. Da nord-est della piazza si sale fino al castello (1363-97) con imponente torre quadrata e cortile interno a balconata. Qui è allestito il Muhlviertel Heimatmuseum, dedicato alla storia ed alla cultura della regione. Nella piccola cappella possiamo ammirare una importante esposizione di icone su vetro di pregiata fattura.

Qui finisce il nostro itinerario tra il Tirolo e l’Alta Austria. Solo 17 chilometri ci separano dalla vicina repubblica ceca, dove ci attendono altre mete prestigiose. Quel che abbiamo realizzato in questo breve viaggio, che in sette giorni ci ha fatto percorrere appena 650 chilometri, dimostra che anche le piccole tappe, centellinate una dietro l’altra, offrono una dovizia di luoghi, magari poco noti e quasi nascosti, ma che contengono tesori d’arte e bellezze naturali non inferiori a quelli di altri centri ben più famosi, mete preferite dal cosiddetto turismo di massa.

Enza Messina e Paolo Carabillò
(2007)