Tra Spagna e Portogallo

Barcellona, Madrid, Lisbona: tre metropoli tutte da conoscere Fatima e Santiago de Compostela: alla ricerca del sacro.

 

La Sagrada Familia di Barcellona

Iniziamo questa cronistoria di viaggio quando ormai abbiamo macinato più di 3.000 km di strada con i nostri camper, oltre ad una cinquantina a piedi. Il nostro obiettivo era quello di attraversare nel più breve tempo possibile la nostra cara Italia al fine di recuperare tempo da destinare alle nostre visite per le città spagnole, che come da programma erano parecchie. Il viaggio non ci ha riservato inconvenienti di percorso, aiutati puntualmente dal nostro caro amico Tommy, il tomtom acquistato qualche giorno prima della partenza.

Giunti alla frontiera francese, è superfluo dire che sentivamo già addosso tanta stanchezza, mista alla gioia di avere comunque già raggiunto una meta importante, distante da casa, che ci avrebbe permesso di cominciare il nostro itinerario turistico tanto atteso e sognato da anni.

Barcellona, la metropoli bella e allegra

Superata anche la frontiera con la Spagna, la prima grande città visitata è stata Barcellona, città spettacolare, multietnica, che ci ha impressionato per l’importanza e l’imponenza dei monumenti e delle chiese visitate; a nostro avviso, città rappresentante della Spagna, ancor più di Madrid che è la sua capitale.

Artisti di strada sulla Rambla

Oggi, secondo il “Financial Times” Barcellona è considerata la localizzazione più interessante in Europa per gli investimenti. Nell’ultimo decennio, infatti, gruppi come Ibm, Sony, General Motors, Renault, Volvo, Bayer hanno scelto di collocarvi i propri centri direzionali o tecnologici per l’Europa. L’economia della città si sviluppa sui servizi ad alto contenuto di conoscenze e di tecnologie, sull’industria metallurgica, automobilistica, farmaceutica e, naturalmente, sul turismo.

Rinnovatasi per ospitare le Olimpiadi del 1992, Barcellona ha potenziato tutte le infrastrutture, la metropolitana, le aree portuali, la rete ferroviaria e l’aeroporto, dando straordinario impulso al turismo che rappresenta il 12,5% del Pil con un traffico aereo di oltre 21 milioni di passeggeri all’anno.

Barcellona è una ricca metropoli bilingue (catalano e castigliano) ed è la seconda città in ordine di grandezza della Spagna, rivaleggiando con Madrid come capitale intellettuale e del design di tutto il Paese. I suoi musei, teatri, gallerie e la sua vita notturna sono considerate di altissima qualità. Uno dei posti più indicati per fare una rilassante passeggiata a Barcellona sono le Ramblas, strade pedonali nel quartiere gotico della città con dozzine di Cafè all’aperto e una meravigliosa vicinanza con il lungomare. Le Ramblas sono famose per gli spettacoli e la musica da strada e per i giocolieri che vi si affollano tutto l’anno.

Se volete iniziare facendovi un’idea di Barcellona andate al Montjuic da dove godrete di una bella vista panoramica della città.

Il Montjuic, oltre ad essere circondato dal quartiere olimpico, ospita musei, parchi e giardini ed è divenuto ora luogo molto frequentato anche di notte. Sulla cima del ontjuic si trova il castello, un’antica fortezza militare dove fu giustiziato l’eroe nazionale Lluis Companys.

Indimenticabile una visita alla “Citta del Teatro” attuale sede del Teatro Libero e del mercato dei fiori.

Vista panoramica anche dalla collina del Tibidado che ospita un parco di attrazioni costruito più di cento anni fa (il secondo lunapark più antico d’Europa).

A Barcellona si svolge il caratteristico e frequentato mercato di Boqueria; visitatelo! Se ne ha notizia già nel XIII secolo ed è davvero grande, 2500 mq. Se volete poi fare una passeggiata romantica, andate al Parc de la Ciutedella, un giardino circondato da viali alberati ed al cui interno si trova anche lo zoo per il divertimento di grandi e bambini.

Il Palazzo Reale di Madrid

Ma Barcellona è famosa per le opere architettoniche di Gaudì. Nessuno può perdersi una visita alla Sagrada Famiglia, un capolavoro dell’architettura moderna.

Da visitare anche casa Ballò (sul celebre Passeig de Gracia, n. 43) e la Pedrera (casa Milà). La prima è un’abitazione ristrutturata da Gaudì ad inizio ‘900, con il tetto, fatto da mattonelle di maiolica, che sembra il dorso di un drago scintillante; la seconda è una abitazione ristrutturata con il cemento, la maiolica, il ferro, il vetro armato, la pietra (pedrera appunto) nella quale i materiali s’incurvano dando sinuosità alla struttura.

Per qualcosa da bere o da mangiare, potete fare una visita a Placa Real, una delle preferite dai visitatori. Disegnata dal famoso architetto Antoni Gaudì, con fontane e lampioni di ferro battuto decorato finemente, la piazza offre veramente un bel colpo d’occhio.

Non lontano da questa piazza c’è il già citato quartiere gotico medievale noto come Barrio Gotico: un dedalo di stradine strette attorno alla cattedrale vecchio di 500 anni, con case bellissime e tipiche. Se non ve la siete sentita di entrare in uno dei bar di Placa Real, forse troverete qui qualche Tapas bars e cafè che fa al caso vostro.

Altre zone di bar e discoteche di Barcellona sono il quartiere de Gràcia, nella parte alta della città, con un ambiente molto politicizzato, e il quartiere di Poble Nou, nella antica zona industriale di Barcellona, al nord della zona olimpica.

Tra le altre famose attrazioni di Barcellona possiamo includere Els Quatre Gats, un cafè noto perché frequentato da Pablo Picasso all’inizio della sua fortunata carriera. Da assaporare la vecchia Barceloneta vicino al mare celebrata da Almodòvar.

Barcellona è bella e allegra e c’è sempre qualcosa da fare, a qualsiasi ora c’è un posto dove andare.

La gente è simpatica e conoscere persone nuove non è un problema. Barcellona è una città per gaudenti. Si mangia quasi ovunque e ci sono tanti bei locali pieni di persone che si vogliono divertire.

Posti classici, magari un po’ meno turistici ma comunque buoni come Casa Leopoldo (frequentato da scrittori come Eduardo Mendoza), e posti decisamente più trendy, come il Salsitas, che durante il weekend dopo mezzanotte si trasforma in un club alla moda, o il Bestial, giù alla marina, ritrovo molto cool. In ogni caso ricordatevi che a Barcellona si cena tardi: alle 20,00 i ristoranti sono deserti, cominciano a riempirsi alle 22,00.

Per fare shopping, consigliiamo di farlo soprattutto sulla Rambla de Catalunya, sul Paseo de Gracia e sulla Avinguda Diagonal dove si ha la possibilità di trovare molti articoli di abbigliamento, souvenir e gioielli.

Madrid e Toledo

Dopo una permanenza di due giorni a Barcellona, con sosta in un parcheggio comunale all’interno della città, siamo ripartiti alla volta di Madrid, città che per la verità non ci ha entusiasmato più di tanto: il confronto con Barcellona è infatti impari.

Toledo Monumentale

Dopo essere arrivati nella capitale dal traffico caotico, non potendo circolare con i nostri camper, abbiamo deciso di trovare un camping per la sistemazione dei nostri mezzi ed avere la possibilità di fare rifornimento d’acqua con relativa ricarica delle batterie. Girare a piedi la città non è per nulla traumatico. I mezzi pubblici rispettano scrupolosamente orari accettabilissimi e passano di frequente.

Chicca della città è la metropolitana; ben 10 linee a servizio degli utenti, aperte dalla mattina alle 6,30 fino all’1,30 di notte.

I musei da visitare a Madrid sono diversi, e il Museo Nacional Del Prado è uno dei più importanti al mondo. Imperdibili le opere di Goya, ma anche di Velazquez, El Greco e tutta la pittura fiamminga e italiana. Da non perdere è anche il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa che ospita, oltre alla ultrafamosa Guernica di Picasso, opere importantissime di tutta la pittura spagnola contemporanea, da Dali a Miro. Da non perdere è anche il Museo Thyssen-Bornemisza con l’imponente collezione privata Thyssen, ed infine il Museo de América con importanti testimonianze pre-colombiane.

La nostra permanenza in Spagna ci ha costretti a rispolverare le nostre reminescenze linguistiche ed in particolare lo studio della lingua locale necessaria per l’acquisto dei viveri, visto che le nostre abbondanti scorte erano già in esaurimento. A proposito, in spagnolo “uscita” si traduce con “salida”, mentre, per una strana proprietà transitiva, “salire” diventa “subir”. Curioso no?

Attenti poi al ristorante. Se vi lamentate per il gran caldo, e lì in estate si toccano i 45 gradi tondi tondi, dire “caldo” significherà vedervi arrivare il cameriere con un bel “brodo”; la parola giusta era “calor”!

A parte queste chicche della lingua, la gente del posto è disponibile e simpatica: “olà tio”, quando ci si saluta. Imparare a farsi capire non è poi così difficile in fondo.

Dove si va la sera a Madrid? Naturalmente dappertutto. Le zone per la notte castigliana è La Latina, i quartieri adiacenti l’università; il giorno si gira per Para S. Ana o Puerta del Sol, a visitare le bellezze turistiche di Madrid, oppure si fa una passeggiata al Rastro per vedere, vendere, comprare, trovare tanti oggetti curiosi (come Porta Portese al Testaccio, per intenderci).

Per mangiare non vi sono particolari problemi, ovunque mangi bene ed a prezzi modici. Davvero buone le tortillas, il morilla, o sanguinaccio, l’iberico de bellota, che merita il Gambero Rosso, il serrano, buon prosciutto spagnolo, le patas bravas, e, dulcis in fundu, il pimento del piquillo. A fine pasto non fatevi fregare: se vi dicono di “fregar los patos” intendono invitarvi semplicemente a … lavare i piatti!

Comunque, a Madrid breve permanenza, e ripartenza dopo appena 24 ore alla volta di Toledo, cittadina a circa 80 Km. dalla capitale, dall’impatto raffinato e sopraffino.

Toledo Artigianale

Toledo è una bellissima città della Spagna centrale, antica capitale del Regno di Castiglia, attualmente capoluogo dell’omonima provincia e della Comunità Autonoma di Castiglia-La Mancia con 75.000 abitanti.

La piccola Toledo ci ha colpito particolarmente per la bellezza e l’imponenza che viene riservata alle grandi città; è davvero un peccato non potere classificare ancora oggi la cittadina quale capitale della Spagna.

Toledo è famosa da secoli per la produzione di acciaio e soprattutto per le spade, le cui tecniche di produzione provenienti dalla Persia furono importate dagli arabi. Ancora oggi la città è un centro importante di produzione di coltelli e di altri oggetti di acciaio. Personalmente non abbiamo resistito al fascino e alla bellezza di questi capolavori, regalandoci una spada di alta manifattura costruttiva.

La città è attraversata dal fiume Tago e il centro storico di Toledo si trova sulla cima di una collina che permette di apprezzare così il bellissimo panorama sulla città sottostante. Tra i monumenti più importanti si ricordano la Fortezza dell’Alcazar, teatro di una sanguinosa battaglia durante la guerra civile spagnola.

Durante il periodo di dominazione araba la città fu famosa per la tolleranza religiosa, convivevano tranquillamente musulmani, cristiani ed ebrei. Tale periodo si concluse nel 1492 dopo la “riconquista” con l’espulsione dei musulmani e degli ebrei che non si convertirono. A ricordo di quel periodo restano oggi numerosi monumenti religiosi come la Sinagoga di Santa Maria La Blanca, la Sinagoga del transito e la Moschea del Cristo della Luce.

Verso il Portogallo

Con rammarico, ma pressati dai tempi, siamo andati via dopo un giorno da Toledo alla volta del Portogallo, e precisamente in direzione di Lisbona.

La capitale del Portogallo una delle capitali più affascinanti d’Europa, si è presentata ai nostri occhi grandiosa e meritevole di tutte le nostre attenzioni. Così come avevamo già fatto a Barcellona ed al fine di vedere quanto più possibile, abbiamo dedicato le nostre giornate a girare la città con mezzi privati e con l’ausilio della guida locale.

Il famoso Padrao do Doscombrimentos di Belem a Lisbona

Sicuramente, per poter comprendere lo “spirito” della città, bisogna addentrarsi nelle strette vie del Bairro Alto, la città alta, una delle poche zone sopravvissute pressoché indenni al disastroso terremoto del 1755. Arrampicandovi per le stradine in salita, lasciandovi alle spalle gli affollati negozi ed il viavai di turisti che regnano nel Rossio, potrete respirare la vera “atmosfera” ricca di contrasti di Lisbona; camminando per i tortuosi vicoli troverete grandi palazzi interamente rivestiti dagli “azulejos”, le caratteristiche piastrelle ispirate alla tradizione araba che formano grandi mosaici a tema prevalentemente marino, affiancati a case totalmente lasciate all’abbandono, alcune addirittura pericolanti.

Al termine di incombenti viottole si apriranno larghi spiazzi, la maggior parte dei quali offrono notevoli punti panoramici sulla città; accanto a negozi più o meno recenti e di uso comune troverete antiche botteghe o buie taverne dove la sera si canta il fado.

Salendo sulla collina dove sorge il Castelo de Sao Jorge, qui la vista spazia, oltre che sul vicino Bairro Alto, su buona parte della città e dei suoi dintorni e sul fiume Tejo, sul quale si staglia il profilo del ponte 25 de Abril, molto simile al Golden Gate americano per la sagoma a forma di croce della grande statua del Cristo Rei, costruita sulla sponda opposta del fiume.

Sulla riva destra del fiume Tejo, leggermente in periferia, sorge il quartiere di Belem, una tappa obbligata per ogni turista.

Qui infatti si trova il famoso Padrao do Doscombrimentos, il monumento a forma di prua di nave che celebra le grandi scoperte delle esplorazioni marine. Vi assicuriamo che lascia veramente allibiti per le dimensioni, anche se sul posto, per mancanza di altri riferimenti, possono sfuggire all’occhio (ma provate a fare una foto che inquadri l’intera costruzione e possibilmente qualche persona che dia l’idea delle proporzioni!).

Da Lisbona la costa portoghese si raggiunge in circa mezzora di viaggio. Da qui, attraversando Cascais e raggiungendo lo splendido litorale, si può ammirare dove l’Atlantico si infrange violentemente sull’imponente scogliera, in alcuni tratti alta più di cento metri! L’atmosfera è veramente carica di suggestioni specie se, contemplando il magnifico tramonto che tinge di rosa le brulle rocce, si pensa che per secoli la gente che abitava questi luoghi non ha mai potuto sapere cosa ci fosse dall’altra parte di quella vastità d’acqua a cui da sempre era abituata.

Personalmente abbiamo avuto la percezione di un’isola felice all’interno di una terra con molti problemi economici. Basta pensare che lo stipendio medio della gran parte della popolazione portoghese ammonta a circa 500 euro mensili, e ciò la dice lunga sulla condizione sociale di una popolazione che certamente non vive agiatamente il proprio quotidiano. Infatti, anche al di là dei quartieri della Lisbona bene, anche la periferia della capitale ci ha riservato la visione di caseggiati obsoleti e altamente carenti di manutenzione.

Il Santuario della Madonna a Fatima

Ma ciò è anche il fascino di Lisbona, per un verso, ma in minima parte, ricchezza stramisurata, in netto contrasto con la gran parte del resto del Paese che denotava miseria assoluta.

In pellegrinaggio a Fatima e Santiago de Compostela

Tutto ciò è quanto ci ha riservato il resto del nostro cammino per il Portogallo, quando alla volta di Porto, il nostro “pellegrinaggio” ha confermato ciò che precedentemente avevamo già intuito.

Il nostro cammino ci ha riservato una meta che sin dall’inizio non avevamo messo nei nostri programmi di viaggio.

Infatti lungo la strada ci siamo ritrovati a Fatima e quindi, evidentemente, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di visitare il Santuario della Madonna di Fatima nota in tutto il mondo. L’atmosfera respirata nella predetta cittadina è quasi surreale; Fatima è una cittadina del Portogallo centrale di circa 10.000 abitanti, situata nel distretto di Santarem e nella municipio di Ourem, a soli 187 Km dalla capitale del nord Oporto. La piccola cittadina è sede di uno dei più importanti pellegrinaggi mariani al mondo, legato alle famose apparizioni dei tre pastorelli (Lucia, Giacinta e Francisco) nel 1917 e ai famosi segreti di Fatima.

Una volta arrivati a Fatima, un’atmosfera di reale misticismo e onesta consapevolezza pervade l’anima. E’ come se qui, a Fatima, l’uomo si spogli di tutto ciò che la vita gli ha costruito nella storia per presentarsi in tutta la sua semplicità di essere puramente mortale.

Ed è come se questa semplice consapevolezza trasporti l’uomo su un gradino superiore alla sua eterna evoluzione.

Remoto paesino di campagna sino agli eventi del 1917, la Fatima odierna viene annoverata a città sin dal 1997 per l’importanza internazionale acquisita ormai da diversi decadi. Le apparizioni della Madonna avvennero in particolare in una zona poco distante dal paese di Fatima, e precisamente in un luogo denominato Cova da Iria. E proprio qui si tiene annualmente uno dei maggiori pellegrinaggi al mondo, comparato a quelli di Santiago di Compostela (prossima nostra meta) e Lourdes. I pellegrinaggi di Fatima si svolgono il 12 e 13 maggio e il 12 e 13 ottobre.

La Cattedrale di Santiago de Compostela

Nell’esatto luogo delle apparizioni troviamo la piccola e semplice Capela das Apariçòes la quale ospita la statua della Vergine Maria e nella cui corona si può intravedere la pallottola che ferì il Papa Giovanni Paolo II nel 1981.

Poco distante troviamo la semplice e umile casa natale dei tre pastorelli, la Casa dos Pastorinhos, oggi meta di numerosi visitatori.

Dopo una visita di poche ore, il nostro cammino riprende alla volta di Santiago di Compostela, altro centro importantissimo della storia religiosa della Spagna, e tappa finale del nostro lungo ma entusiasmante viaggio.

La Galizia, regione all’estremo angolo nord occidentale della penisola iberica, si presenta ai nostri occhi quale la regione più verde della Spagna, fatta di interni ricchi di pascoli e folte vegetazioni e dall’impervia costa atlantica.

L’attrattiva principale della regione è, più che le moderne La Coruna e Vigo, la splendida Santiago de Compostela; questa città, il cui centro storico è nel patrimonio culturale Unesco, è la meta finale del celebre “Camino de Santiago”, il pellegrinaggio che parte dalla Francia fino a Santiago ove vi è la presunta tomba dell’apostolo San Giacomo.

Santiago è un vero e proprio gioiellino, con il suo centro fatto di stradine e piazze antichissime fino alla meraviglia della cittadina: la Cattedrale originaria dell’XI secolo che conserva le spoglie del Santo e dall’imponente facciata barocca più volte rimaneggiata.

Entrando dal Portico da Gloria, si arriva nell’imponente interno della Cattedrale con la statua di San Giacomo da toccare con la fronte per avere buona sorte.

Su un altro lato della grande Praza do Obradoiro, si affaccia l’Hostal de los Reyos Catolicos, costruito dai monarchi cattolici come locanda per pellegrini e ora albergo lussuosissimo.

La visione commovente dei Pellegrini rimarrà a lungo scolpita nella nostra memoria; e l’imponenza della sua Cattedrale, unica al mondo, resterà un ricordo indelebile.

Rossella e Mimmo Romano
(2008)