Un piccolo tour del Lussemburgo

Cuore verde d’Europa, esteso tra il versante meridionale delle Ardenne e la Mosella, il piccolo granducato di Lussemburgo è prevalentemente coperto da boschi, prati e coltivazioni.

 

LussemburgoMembro dell’Europa unita, è strettamente legato dal punto di vista economico all’Olanda e al Belgio, con i quali costituisce il Benelux (per quanto l’euro sia in arrivo, finora la sua moneta, il franco lussemburghese, è stata di pari valore rispetto al franco belga). La fiorente economia, basata prevalentemente sull’industria siderurgica oltre che sull’agricoltura, l’allevamento ed un crescente turismo, consente agli abitanti un tenore di vita tra i più alti d’Europa. Grazie ad una legislazione fiscale molto vantaggiosa, il paese è anche uno dei principali centri della finanza internazionale e in esso operano vari istituti bancari e grandi gruppi multinazionali.

Nodo importante delle comunicazioni tra Germania e Francia, fu terra di conquista romana nel primo secolo avanti Cristo. Divenne contea intorno all’anno mille con Sigfrido conte delle Ardenne. Passò in seguito sotto il dominio di Spagna, Austria e Francia. Costituito in granducato nel 1815 con il Congresso di Vienna e aggregato al regno dei Paesi Bassi, il paese si rese autonomo alla fine dell’800 sotto la dinastia dei Nassau. Nonostante la sua neutralità dichiarata, fu invaso due volte dai tedeschi nella prima e nella seconda guerra mondiale. Nel 1948 entrò a far parte del Benelux e, in seguito, dell’Alleanza Atlantica e della Comunità Economica Europea.

Il nostro itinerario in territorio lussemburghese ha inizio dai confini meridionali con la Francia. Entriamo nel paese poco dopo Metz, lungo la E25 che conduce direttamente alla capitale, Lussemburgo. La prima sosta è a Steinfort, un piccolo centro a 15 chilometri dal capoluogo, dove troviamo l’omonimo campeggio che ci appare subito molto confortevole, con begli spiazzi erbosi e buoni servizi. Lì trascorriamo una gradevole serata. Ricordiamo con piacere la graziosa ragazza alla reception, gentile e disponibile a rispondere a tutte le nostre domande curiose sul nuovo paese che ci accingiamo a visitare! Il giorno successivo, visita della città di Lussemburgo. Il mattino prendiamo presto il comodo autobus n. 222 che dal campeggio ci porta al centro (bus stop n.9, vicino il palazzo della posta). Andiamo all’Ufficio del Turismo, nell’animata place des Armes. Seguiamo quindi abbastanza fedelmente la “promenade” consigliata in un accurato depliant, che ci guida in un giro tra i luoghi più significativi della città. Questa è davvero bella, costruita su una piattaforma rocciosa alla confluenza di due fiumi, l’Alzette e la Pètrusse. Per la sua posizione particolare, è stata fortificata nei secoli a partire dal 963, tanto da essere chiamata “la Gibilterra del nord”. Il centro storico è molto caratteristico: sorge sullo sperone roccioso tagliato a picco su tre lati da profondi fossati naturali, ed è collegato da numerosi ponti ai quartieri moderni, costruiti al di là dei fossati. Dalle tante balconate affacciate sulla valle circostante lo sguardo spazia dal fiume alle case, ai bastioni, ai ponti, ai bellissimi giardini.

Il nostro itinerario tocca il palazzo granducale dalla facciata ornata di arabeschi, che domina una tranquilla piccola piazza, e il vicino palazzo della Camera dei deputati; quindi la piazza Guglielmo con la statua equestre di Guglielmo II, re di Olanda e granduca del Lussemburgo, l’Hotel de Ville in stile neoclassico. Visitiamo poi la cattedrale cattolica di Notre Dame. È bella e solenne, con le sue colonne arabescate e l’organo barocco; nell’abside grandi vetrate e la venerata statua della Vergine consolatrice degli afflitti, patrona della città e del granducato sin dal diciassettesimo secolo. Una lastra commemora la visita del papa Giovanni Paolo II in Lussemburgo nel 1985.

Ci spostiamo verso la vasta piazza della Costituzione, sulla quale svetta il monumento in memoria dei soldati caduti, simbolo della libertà e della resistenza del popolo lussemburghese: in cima ad un obelisco, la “femme dorèe”, la “donna d’oro” che regge una corona. Giungiamo poi al Monumento nazionale della solidarietà dedicato alle vittime della seconda guerra mondiale, dove arde un fuoco perenne in ricordo della solidarietà e della resistenza durante l’occupazione nazista.

Arriviamo quindi alla rupe del Bock. È il primo nucleo della città, dove il conte Sigfrido costruì il suo castello, che venne poi nei secoli ampliato e fortificato. Dalla rocca ammiriamo lo stupendo panorama, dal rosso ponte in ferro della principessa Carlotta, al moderno Kirchberg, sede di alcuni centri della Comunità Europea, alle antiche caserme, l’abbazia, il fiume. Entriamo a visitare la cripta archeologica e le straordinarie “casematte”, gallerie sotterranee scavate nella roccia durante il periodo austriaco nel XVIII secolo. Lunghe 23 chilometri, potevano ospitare migliaia di soldati, oltre cavalli, officine, macelli, panetterie. La fortezza fu poi smantellata alla fine dell’800 in seguito alla dichiarazione di neutralità del Lussemburgo. Poiché non fu possibile far saltare completamente le casematte senza distruggere una parte di città, ci si limitò infine a chiudere le entrate e le vie di comunicazione principali. Rimangono circa 17 chilometri di gallerie, talvolta su parecchi piani, con scale che scendono nella roccia fino a 40 metri di profondità. Durante le guerre mondiali servirono da rifugio per la popolazione: potevano trovarvi posto anche 35000 persone! Le casematte sono oggi inserite nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Torniamo indietro attraverso il cammino della “corniche”, la splendida passeggiata lungo “il più bel balcone d’Europa”. Sempre panorami mozzafiato, con la stupenda veduta sulla valle e la città bassa. Scendiamo nel vallone della Petrusse. Costeggiando il piccolo fiume, passiamo, piccoli piccoli in fondo alla valle, sotto il maestoso viadotto ottocentesco a 24 arcate, poi sotto il bel ponte Adolfo, dalla grande arcata della portata di 85 metri, che nel 1900, quando fu costruito, era il più grande del mondo. Dall’altra parte del ponte, la grande piazza di Metz, con l’imponente edificio della Cassa di Risparmio di Stato. Concludiamo così la nostra lunga passeggiata a Lussemburgo. Stanchi, ma soddisfatti, torniamo in campeggio a sistemare le nostre poltroncine al sole per il meritato riposo….

L’indomani, altra intensa giornata. In mattinata lasciamo Steinfort e ci dirigiamo verso nordest: l’idea è quella di visitare la verde zona della “piccola Svizzera lussemburghese”. Percorriamo piccole strade provinciali alla ricerca dei luoghi più caratteristici. Il paesaggio è molto bello: le strade si snodano tra boschi e campi, i paesini che attraversiamo sono lindi, curati e fioriti.

Giungiamo a Beaufort, dove sorge il pittoresco castello dal grande torrione. Proprio di fronte al castello ha inizio il sentiero che si snoda per 4 chilometri, attraversando la foresta lungo il corso di due ruscelli che ad un certo punto confluiscono. Il percorso è molto interessante. Seguendo il dettagliato opuscolo che ci hanno dato al castello, osserviamo alcuni tipi di piante tipiche del bosco e cerchiamo (invano!) le trote che sembra siano numerose nel ruscello. Di fianco al sentiero, il tipico grès del Lussemburgo. È una roccia che risale a 200.000 anni fa, lavata nei secoli dall’acqua che, sciogliendo il calcare, ha formato una caratteristica struttura a nido d’ape. Questa particolare erosione ha dato origine a rocce straordinarie, stratificate, erose e forgiate dal tempo nelle forme più strane e impressionanti. Alcune sembrano in bilico, sul punto di cadere. Spuntino al sacco su una panchina tra gli alberi e riprendiamo il cammino all’indietro fino al punto di partenza.

ViandenRipartiamo in direzione di Echternach, il più importante centro turistico del granducato. Situata in uno splendido scenario naturale, la città è famosa per la “processione danzante”, risalente al XIV secolo, che si svolge il martedì di Pentecoste. Visitiamo la centrale piazza del Mercato piena di bar e ristoranti, su cui si affacciano l’elegante Municipio e il palazzetto di giustizia. Entriamo nella imponente basilica di San Willibrord, che faceva parte di un’abbazia famosa per la scrittura e la miniatura, fondata dal Santo nel VII secolo. Adesso ospita un museo di arte religiosa. La basilica è molto suggestiva nella sua semplicità. A tre navate, separate da colonne corinzie alternate a pilastri nello stile tipico di Echternach, ha belle vetrate. La grande cripta, formata da diversi ambienti, contiene il sarcofago del santo in marmo di Carrara. Nel profondo silenzio si ode il mormorio dell’acqua di una sorgente che sgorga nella cripta.

Lasciata Echternach, già piuttosto provati dall’intensa e faticosa giornata, ci dirigiamo rapidamente verso Vianden. Ci appare all’improvviso il poderoso castello che da uno sperone roccioso domina l’abitato. Troviamo subito il vicino campeggio sull’Our, l’Op Dem Deich. Ci fermiamo finalmente su una bella piazzola erbosa, proprio di fronte al fiume. La sera, è molto suggestiva la vista del castello illuminato.

Il mattino successivo visitiamo la piccola città, molto graziosa e pittoresca. Lasciato il campeggio, posteggiamo il camper nel comodo parcheggio accanto la stazione e saliamo al paesino. La piccola chiesa gotica di san Nicholas è chiusa e non si può visitare l’interno. Passiamo quindi il ponte sull’ Our e ci inoltriamo nella Grand’rue, la strada principale del villaggio. Incontriamo il cinquecentesco Hotel de Ville in una piccola piazza ornata da una bella fontana moderna, visitiamo la chiesa ed il suggestivo chiostro del medievale convento dei Trinitari, con statue religiose e pietre tombali scolpite.

Saliamo poi al castello. Dimora dei potenti conti di Vianden, passato poi alla casa Orange-Nassau, restò di proprietà della famiglia granducale fino al 1977, quando fu ceduto allo Stato. È una delle più grandi e belle residenze feudali d’Europa. La visita dell’interno è molto interessante. Ristrutturato ed ancora in fase di sistemazione, ha begli ambienti arredati. Girovaghiamo dall’uno all’altro: la stanza delle guardie al pianterreno dove sono esposte corazze ed armi, la sala da pranzo con il lungo tavolo e armadi intagliati, la camera da letto con letto a baldacchino, la sala dei cavalieri con vetrate policrome che riproducono gli stemmi principali del granducato, la vasta cucina, la sala delle feste con grandi arazzi, la cappella decagonale a due piani dalle bellissime colonne a fascio. Dalle finestre si gode uno splendido panorama sulla valle del’Our. Ritornati indietro, dopo il ponte si trova la casa in cui per vari anni soggiornò Victor Hugo nel suo esilio. Un busto ricorda il suo legame con la città.

A malincuore lasciamo Vianden e attraverso la A27 saliamo verso il confine con il Belgio con un rimpianto: avremmo voluto avere più tempo per soffermarci maggiormente in questo splendido angolo di Europa.

Anna Maria Carabillò Triolo
(1998)