Acireale, non solo carnevale

Ai dintorni di questa cittadina, famosa per il più rinomato Carnevale di Sicilia, è collegato uno dei miti più famosi dell’antichità, quello del pastore Aci e della ninfa Galatea, cantato da Virgilio e Ovidio e raffigurato dagli artisti innumerevoli volte dagli affreschi di Pompei alla famosa Galatea di Raffaello alla Farnesina a Roma .

 

La Piazza del Duomo di Acireale

Seguendo la S.S.114 orientale sicula per 26 Km a nord di Catania, dopo aver attraversato un paesaggio dominato da aranceti, si giunge ad Acireale, una delle più belle città della Sicilia. La privilegiata posizione su un altopiano a picco sul mare Ionio, i numerosi monumenti di età barocca e le terme di Santa Venera ne fanno una meta turistica di grande attrazione. Famosissimo pure il suo Carnevale, con la grande sfilata di carri allegorici allestiti sia in cartapesta che in fiori dai colori smaglianti. In origine, il luogo dove sarebbe sorta la cittadina era abitato da popolazioni ignote e solo in seguito fu colonizzato dai greci, che lo chiamarono Aids, da cui è derivato Aci: lo stesso nome del fiume che un tempo la bagnava e che oggi è scomparso, legato nell’antichità al mito di Aci e Galatea.

La visita della cittadina parte da quello che è considerato il vero centro, la piazza del Duomo, da cui si dipartono corso Umberto verso nord e corso Vittorio Emanuele verso sud. Sul lato est della piazza si erge il Duomo dedicato a Santa Venera che, costruito tra il 1597 e il 1618, è stato però modificato nel XVIII secolo. La facciata delimitata da due campanili, è opera del Basile e s’ispira a canoni romano-gotici. Al centro è un bel portale barocco in marmo, decorato nella parte alta con statue raffiguranti le Sante Venera e Teda e l’Annunciazione, opere di P. Blandamente. L’interno è a croce latina a tre navate. Dove le navate s’incontrano col transetto, c’è la meridiana tracciata dall’astronomo tedesco Christian Peters nel 1843. La volta della navata centrale è stata affrescata nel 1905 da Giuseppe Sciuti, mentre gli affreschi della parete sinistra del transetto e della volta del presbiterio sono stati eseguiti tra il 1736 e il 1737 da Pietro Paolo Vasta. Nel braccio destro del transetto è la cappella di Santa Venera, dedicata alla patrona della città, affrescata all’inizio del ‘700.

Sul lato est della piazza, ma piuttosto arretrata rispetto al Duomo è la basilica dei Santi Pietro e Paolo. Costruita nel ‘600, è rimasta praticamente inalterata, tranne il campanile a destra della facciata che risale al ‘700. Seicentesco è anche il palazzo Comunale, che prospetta sul lato sud della piazza. La facciata è ornata da un bellissimo portale, ma quello che più attira l’attenzione sono le bizzarre mensole che sostengono le balconate al primo piano, i cui motivi sono ripetuti nelle cornici delle finestre.

Balconata barocca di un palazzo nobiliare del centro

Percorrendo la via Cavour di fronte al Duomo si arriva alla chiesa di San Domenico che prospetta sulla piazza omonima. Sulla destra, in via del Marchese di San Giuliano, hanno sede in uno stesso palazzo la biblioteca e la pinacoteca Zelantea, cosi denominate perché a commissionarne la costruzione, fu l’Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti. Percorrendo invece il Corso Umberto I, dal lato nord di piazza Duomo si giunge alla Villa Belvedere dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama sia verso l’Etna che verso il mare. Dopo aver attraversato piazza Roma, sulla destra è da segnalare la chiesa dei Crociferi anch’essa del 1700. Da visitare con attenzione sono pure il bellissimo palazzo Permisi di Fioristella e la vicina bellissima chiesa di San Sebastiano.

Al termine di corso Vittorio Emanuele, che diventa viale Libertà dopo la confluenza con via Galatea, si apre via delle Terme, così denominata perché porta alle Terme di Santa Venera. Il grande stabilimento termale, pur costruito verso la fine dell’800, è ispirato a canoni neoclassicheggianti. Le acque sulfuree, provenienti da una sorgente a 22° posta in contrada Santa Venera al Pozzo, sono usate per tutte le varie possibilità di cura (bagni, fanghi, inalazioni) senza intervallo durante tutto l’arco dell’anno. Dove è la sorgente erano in antichità le Terme Xiphonie: fondate dai greci e perfezionate dai romani, oggi sono ricordate da pochi ruderi.

Aci Castello e il maniero normanno

Ai piedi della rupe vulcanica che sbocca sul mare vi è poi la zona della Timpa, coperta dalla macchia mediterranea, con il borgo marinaro di Santa Maria della Scala che ospita una chiesetta del XVI secolo, un magnifico lungomare e la formazione lavica detta “Pietra Sappa” che è quasi un’isola.

A circa nove chilometri a sud di Acireale, alle falde dell’Etna, è infine Aci Castello. Già villaggio di pescatori, è oggi una frequentata stazione balneare dominata da una rupe imponente che è stata più volte indicata come la più bella del mondo nel suo genere. Sui grandi globi basaltici ricoperti di una grande crosta vetrosa sorge il Castello normanno, eretto nel 1076. Solo due chilometri più a nord si trova il piccolo paese di Aci Trezza assurto agli onori della letteratura grazie ai Malavoglia di G. Verga (1881).

Il Re Burlone e il più bel Carnevale di Sicilia

In ogni caso, uno dei momenti migliori in cui visitare Acireale è quello carnascialesco, quando ha luogo “Il più bel Carnevale della Sicilia”, come viene ornai da anni pubblicizzato; si tratta di una manifestazione che anima le vie cittadine per una decina di giorni, scomponendosi in una miriade di diverse occasioni per far festa e divertirsi e che raggiunge il suo fulcro nei due week-end che precedono il martedì grasso e ovviamente il martedì grasso, giorno in cui, secondo le migliori tradizioni, il Re Burlone viene allegramente bruciato su un falò di enormi dimensioni.

Famose e imponenti le sfilate dei classici carri allegorici, realizzati con una buona dose di ironia tutte le magagne del vivere quotidiano; non mancano i fantasmagorici cortei di majorettes e i gruppi musicali provenienti un po’ da tutta Italia; né gli allegri concerti tenuti per concludere allegramente le serate nella piazza principale. Ma agli enormi carri allegorici si aggiungono da queste parti dei caratteristici carri “infiorati”, per la cui preparazione si utilizzano centinaia di garofani freschi su un’intelaiatura in fil di ferro e legno, in un alternarsi di petali dai mille colori e di foglie vellutate.

Tutto il lavoro dei carri allegorici e dei carri infiorati finisce però in modo decisamente effimero nel grandioso falò di mezzanotte con cui si brucia il Re Burlone, quando tutte le composizioni vengono divorate dal fuoco crepitante, innalzando al cielo gli ultimi frammenti di materiali effimeri in una danza di grande bellezza.

Mimma Ferrante

Cosa acquistare:
Acireale è una meta famosa per i golosi: dalla granita, dai mille gusti diversi, alla pasta di mandorla ai gelati, i cui colori e sapori non sembrano avere limiti, grazie alla sfrenata fantasia dei gelatai locali; i golosi non potranno perdersi nemmeno le scacciate farcite con numerosi ingredienti e le saporite zeppole con ricotta o alici. Chi poi volesse catturare i colori della Sicilia nelle ceramiche artistiche locali può visitare “Nello Ferlito”, in Piazza Indirizzo n.3.Dove mangiare:
Abbiamo parlato già di prodotti per i golosi. L’imbarazzo della scelta c’è anche per i ristoranti tipici; uno in cui gustare i “maccaruna cincu puttusa” (maccheroni con cinque buchi) e la “sasizza cu sucu” (salsiccia al sugo) è “Dietro l’angolo”, in Piazza San Domenico n.23; un altro è “Opera prima”, in Corso Sicilia n.2/b. Nella frazione di Santa Maria la Scala vi è poi “La Grotta”, famosa per le grigliate di pesce, in un ambiente scavato nella roccia di Via Scalo Grande n.46; mentre uno dei templi della cucina marinara del catanese è senz’altro la “Cambusa del Capitano”, in Via Marina n.65 ad Aci Castello.Dove sostare:
Il punto di approdo ideale è presso il camping “Panorama”, Via Santa Caterina 55, tel.095.7634124, situato ai piedi della cittadina, che da qui è raggiungibile a piedi.Informazioni utili:
Comune: Piazza Duomo, tel. 095.895273
Sito web: www.comune.acireale.com
E-mail: ufficio.turismo@comune.acireale.ct.it

Alfio Triolo
(2008)