Bivona non solo pesche

Una cittadina e la sua storia, il territorio e i famosi prodotti della sua terra.

Il portale chiaramontano dell’antica Chiesa Madre

Bivona (5.000 abitanti), centro agricolo, amministrativo e culturale dei Monti Sicani, sorge a 503 metri sul livello del mare e si trova nella parte più interna

della Provincia di Agrigento. Il suo territorio si estende su una superficie di 8860 ettari e confina con i Comuni di Santo Stefano Quisquina, Palazzo Adriano, Alessandria della Rocca, Lucca Sicula, Cianciana, Ribera e Calamonaci.

Attraversata dal fiume Magazzolo e dal fiume Alba, il suo clima è tipico della regione mediterranea con estati calde e inverni miti. Il settore portante dell’economia è rappresentato dall’agricoltura, nella quale prevale la coltivazione della pesca; a questa si aggiungono olive, mandorle, uva. Grazie ai moderni sistemi di irrigazione, il settore agricolo è considerevolmente aumentato nella sua produttività, così come in forte espansione è il comparto artigianale che comprende la produzione di mobili, divani, lavorazioni in marmo ed in ferro battuto, sculture ed oggetti in legno, piatti di terracotta, ricami e merletti ed infine le rinomate “sedie di Bivona”. La cittadina, inoltre, rappresenta un centro amministrativo, economico e culturale di notevole importanza. Dal 1991 è sede del Corso di Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo.

Il primo documento storico che riguarda Bivona risale al 1160, al tempo di re Ruggero II e dei suoi successori Guglielmo l e Guglielmo II. In tale periodo era un semplice casale abitato da popolazione musulmana che lasciò tracce evidenti nella fonetica, nel dialetto (hanea) e nella toponomastica locale (Giddia, Karnicola, Mailla, Canfuto).

Un particolare del Palazzo marchese Greco

Divenuta nella seconda metà del secolo XIII uno dei principali abitati del1a Sicilia centro meridionale, Bivona fu infeudata alla fine del Duecento. Risalgono a tale periodo l’antica Chiesa Madre, dal magnifico Portale gotico chiaramontano, e il Castello, che venne ricostruito nel 1359 dall’ Ammiraglio Corrado Doria. Passata in feudo dai Chiaramonte ai Peralta e, all’inizio del Quattrocento, ai Luna, la città venne coinvolta nella contesa che nel XV e XVI secolo oppose quest’ultima famiglia ai Perollo e che si concluse nel sangue nel 1529 con il famoso Caso di Sciacca.

Il secolo XVI fu per Bivona il periodo di maggiore splendore. Elevata a città ducale (1154), godette di una notevole floridezza economica e si arricchì di complessi conventuali e monastici, edificati dai numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella città: il Convento dei Carmelitani, dei Domenicani, degli Osservanti, il Monastero delle Benedettine, il Convento dei Cappuccini, il Collegio dei Gesuiti ed il Convento degli Eremiti Agostiniani, che sorse nei pressi dell’ antica Chiesa della Madonna dell’Olio.

Nel 1812, abolita la feudalità, Bivona venne prescelta come capoluogo di Distretto, e dal 1818 al 1927 fu sede prima di Sottintendenza e poi di Sottoprefettura, divenendo un importante centro amministrativo per altri dodici comuni dell’entroterra agrigentino. A partire degli ultimi anni sessanta, la città è diventata sede di numerose scuole e centro di servizi della zona montana. La sua risorsa principale rimane l’agricoltura, con la coltivazione del pesco.

Bivona ha diversi monumenti di notevole rilevanza artistica. Il Portale Gotico Chiaramontano dell’antica Chiesa Madre (XIV sec.) rappresenta il fiore all’occhiello dell’arte gotica in Sicilia. Il Palazzo Marchese Greco, del XVIII sec., elegante e ricco di fregi ornamentali nel prospetto principale, evoca alla mente il barocco siciliano. La Chiesa Madre, a navata unica, è tipicamente barocca; nel suo interno vi si possono ammirare un Crocefisso nero del XVI secolo e la statua marmorea del Cinquecento di scuola gaginiana, raffigurante la Madonna con il Bambino. La Chiesa di Santa Rosalia è molto conosciuta per la statua della Santa, scolpita, neJ 1601, dal sacerdote Ruggero Valenti. Altre chiese interessanti sono quella del Carmelo, con uno splendido portale, la Chiesa di San Paolo ed infine la Chiesa dei Cappuccini, particolare per la sua architettura semplice.

Una tavolata di San Giuseppe, per il 19 marzo

Le feste che si svolgono ogni anno a Bivona sono sicuramente le migliore testimonianze del folklore tradizionale. Esse riflettono, infatti, un profondo legame ai costumi e la patrimonio del passato. Nel corso degli ultimi anni, si è assistito ad un ritorno alle tradizioni, che ormai sembravano essere cadute nell’ oblio. Un esempio è dato dalla festa di San Giuseppe, che si svolge il 19 marzo di ogni anno: molte famiglie devote, “per grazia ricevuta”, imbandiscono le tavolate adorne di tutte le specialità gastronomiche bivonesi. La festa padronale di Santa Rosalia è un altro esempio di grande kermesse: si svolge il 4 settembre di ogni anno con la processione del fercolo della Santa che viene accompagnato da bande musicali per le vie della cittadina e si conclude con i tradizionali fuochi pirotecnici. Per l’occasione si svolge, inoltre, una fiera paesana in cui numerose bancarelle vendono giocattoli ed oggetti utili per la casa; le vie principali del paese vengono addobbate con archi luminosi.

Dal mese di luglio fino alla fine di agosto si svolge poi “l’estate bivonese”: si tratta di manifestazioni di vario genere (spettacoli, rassegna teatrale, Premio Benemerenza, cinema all’aperto, calcetto, volley, tennis, gara podistica) che ogni anno vengono organizzate dal Comune. Tutti gli anni dal 1984 si svolge infine la Sagra della “Pescabivona”, un appuntamento ricco di folklore, in cui si ha la possibilità di degustare la profumatissima “Pescabivona” una pesca unica nel suo genere e che rappresenta il prodotto principale dell’ economia bivonese.

Bivona vanta anche un’antica tradizione gastronomica, che consente di conoscere ed apprezzare i sapori freschi, genuini e semplici della cucina locale. Specialità gastronomiche bivonese sono la “Pasta Ncasciata”, “la Pasta alla Milanisa”, sfinci, cannoli, ravioli con la ricotta, cassata. Il gelato è prodotto con ingredienti freschi e genuini.

Alfio Triolo
(2006)