Castelvetrano pane e olio

Un’ottima occasione per visitare un paese interessante e scoprire uno dei prodotti di punta della nostra agricoltura esplorando al contempo campagne e borghi pittoreschi.

La Chiesa Madre di Castelvetrano

Conoscere da vicino l’olio d’oliva, i produttori, le diverse caratteristiche delle coltivazioni, ma anche le campagne e le cittadine che le costellano con i loro tesori artistici, urbanistici, archeologici e ambientali: sono molte le finalità di “Pane & olio in frantoio”, manifestazione organizzata dall’Associa- zione Nazionale Città dell’Olio in tutta Italia.

Castelvetrano, uno dei dodici comuni siciliani che aderiscono all’iniziativa, le soddisfa tutte. Qui, l’ultima domenica di novembre, le aziende agricole del territorio invaderanno con le loro bancarelle il corso principale. Oltre all’olio aromatico e dal sapore deciso della zona, prodotto principalmente con olive della varietà Nocellara del Belice, nella “città degli olivi” (intorno a Castelvetrano si concentra l’8% della produzione regionale) sarà possibile assaggiare il tipico pane nero, che per le sue caratteristiche è stato inserito fra i presidi di Slow Food.

Prodotto ancora oggi secondo un’antica ricetta (con una miscela di farine di grano duro locali sottoposto a molitura a pietra) e cotto rigorosamente in forni di pietra alimentati con fronde di olivo, verrà offerto insieme ad altri prodotti della tradizione locale: dai formaggi ai patè di olive, melanzane e carciofi, dai pomodori secchi alla ricotta. Lo stesso giorno resteranno aperti anche i frantoi della zona, tutti in piena attività per la molitura delle olive: la visita è gratuita (per l’elenco completo dei mulini chiamare il Comune di Castelvetrano, telefono 0924-909133).

Merita una visita anche il centro storico di Castelvetrano, sviluppato attorno a due piazze contigue intitolate a Garibaldi e Umberto I. Il principale monumento è la cinquecentesca Chiesa Madre, con belle decorazioni in stucco.

Di grande interesse la visita al Museo Civico, ospitato a Palazzo Pignatelli (via Garibaldi 50, telefono 0924-904932; orario 9-13 e 15-18, domenica solo mattina; ingresso euro 2,50), che custodisce, oltre a dipinti siciliani del ‘500 e ‘600, un esile efebo in bronzo del 470 a.C. La statuetta proviene dagli scavi di Selinunte, colonia greca fondata nel VII secolo a.C. a breve distanza dall’abitato di Castelvetrano e divenuta nel volgere di pochi decenni uno degli empori più frequentati dell’antichità. Qui, a voler ribadire l’antico legame tra la zona e l’olio, sono state rinvenute grosse macine da frantoio che risalgono a 500 anni prima di Cristo.

Oggi le rovine dell’antica città distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C. compongono il più vasto bacino archeologico del Mediterraneo (ben 270 ettari), con imponenti resti di edifici, fortificazioni e numerosi templi, specie sull’acropoli e sulla collina a oriente dell’abitato (tel. 0924-46251; orario tutti i giorni 9-18; ingresso euro 6).

A pochi dal sito si trova la graziosa frazione di Marinella di Selinunte e la riserva naturale della foce del fiume Belice, un ampio tratto costiero in cui è preservato intatto il caratteristico ambiente litoraneo, con dune alte fino a cinque metri e una vasta zona umida creata dalla foce del fiume, che ospita numerose specie di uccelli, stanziali e di passo (per visite guidate della riserva, tel. 0923-806111).

Uno dei templi dell’area archeologica di Selinunte
Alfio Triolo
(2008)