Cefalù la regale

L’antico borgo è il cuore pulsante della città: da visitare le caratteristiche vie del centro storico con le botteghe di prodotti artigianali; da non perdere la splendida vista della rocca.

Panorama della cittadina normanna dal mare

Un posto incantevole, con uno splendido mare, opere d’arte da vedere e un’ottima organizzazione turistica, non sempre in sintonia con le istituzioni locali che vietano l’ingresso al paese ai detentori di camper come se fossero degli appestati. Poi magari si lamentano di una certa stagnazione del comparto turistico, ma ciò non toglie che il paese ha molte potenzialità artistiche, architettoniche e naturali che vanno viste ed apprezzate. Questo è Cefalù, il paese più conosciuto di tutta la provincia di Palermo.

La storia

Si dice che su questa splendida spiaggia la dea Giunone consumò la sua terribile vendetta, rendendo cieco il pastore Dafni che, per amore della regina Climene aveva ripudiato Echenaide, figlia della dea, e come ancor oggi si suol dire fu reso cieco dall’amore. Ma qui ebbero grandi fortune anche i culti per Diana e per Ercole, certamente il sito dovette prendere nome dalla possente rocca che interamente lo domina, Kefalè che vuoi dire testa, capo. Fu abitato dai greci e poi dai romani, città bizantina e naturalmente araba, conobbe il suo massimo splendore sotto la dominazione normanna.

Il duomo

Nel 1131 il re Ruggero II, malgrado impegnato nella ricostruzione della cittadella di Palermo e della Cappella Paladina, probabilmente navigando nel mare di Cefalù, e ispirato dalla maestosità della rocca, decise l’edificazione del Duomo, usufruendo delle abili maestranze arabe, allora ancora presenti in gran numero in tutta l’Isola. Certamente nel 1148 vennero realizzati, in pieno stile bizantino, i mosaici dell’ abside, con al centro la superba figura del Cristo Pantocratore, celebre in tutto il mondo.

Ma dopo la morte del re Ruggero, l’edificio subì un lento e costante decadimento, documentato dalla difesa del vescovo Arduino che, chiamato in giudizio nel 1222 per rispondere dell’accusa di essersi impadronito delle ricchezze del duomo, dichiarò come esso fosse quasi distrutto, “in gran ruina”. Comunque, nel periodo intercorso tra il 1240 e il 1267 la chiesa subì un rinnovamento totale, e assunse il definitivo aspetto attuale solo nel 1471, con l’aggiunta della loggia, davanti al prospetto principale.

L’interno del Duomo

Dal 1352 la città fu feudo dei Ventimiglia, che alla fine la acquistarono, nel 1430, per mille fiorini d’oro, dal re Alfonso V d’Aragona. Appena venti nove anni dopo, nel 1459, la rivendettero al vescovo Luca Sarzana. In seguito la città fu dichiarata non più vendibile e rimase in totale gestione dei vescovi. La fisionomia medievale della cittadina è ancora oggi conservata, ruotando interamente sotto l’imponenza della rocca e del Duomo.

La visita

La parte nuova e moderna rimane interamente come unità autonoma, interessando il nuovo lungomare (su cui è proibito, con delibera sindacale, lo stazionamento e, in estate, perfino l’accesso dei camper) e la vicina collina. Di giorno e di notte il cuore pulsante rimane fortunatamente l’antico borgo, con le sue viuzze e con le sue ricchezze architettoniche, con le botteghe non solo di souvenir, ma principalmente di prodotti dell’artigianato locale e siciliano.

Si ammira la trifora dell’Osterio Magno, residenza trecentesca dei nobili Ventimiglia, o il vicolo Purgatorio, caratterizzato dai piccoli archi; così come la facciata della chiesa della Madonna della Catena, con la torre campanaria inglobante i resti delle antiche mura megalitiche; e poi il portale barocco della chiesa del Purgatorio, o la bellissima porta Pescara, la più antica della città, da cui si gode uno scorcio marino incantevole.

Il lavatoio medievale è una delle mete più ricercate, più noto con il nome di “u ciumi”, tanto che è citato anche da Boccaccio; le acque che vi scorrono sono gelide e limpide, a poca distanza sorgevano i bagni termali più noti come i bagni di Cicerone, per via di un presunto soggiorno a Cefalù del grande oratore romano. Il Duomo merita una visita accurata e incanta per le sue bellezze: i mosaici, il catino absidale e, da non sottovalutare, una splendida statua marmorea di Madonna con Bambino del Gagini.

I lavatoi medievali

Il visitatore attento non potrà non dedicare una visita anche al museo Mandralisca, che raccoglie numerose opere d’arte, provenienti dalle collezioni del barone Enrico Piraino di Mandralisca. Citeremo la biblioteca ricca di seimila volumi con testi rarissimi, la raccolta numismatica con pezzi di Cefalù e Lipari, la splendida pinacoteca con opere interessantissime e la famosa tela “Ritratto di Ignoto” di Antonello da Messina; e infine una ricca sezione archeologica e una rara ed unica sezione malacologica con oltre ventimila esemplari provenienti da ogni parte del mondo.

Tutto il centro storico è ricco di chiese e di conventi, ed è interessante andare a cercarli nelle vecchie strette vie; solo davanti all’ex convento benedettino di Santa Caterina bisogna chiudere gli occhi: oggi sede del Municipio, ha subito un rifacimento non solo di dubbio gusto, ma si potrebbe dire sfrontato, nei riguardi del Duomo che si erge di fronte, ma in verità è l’unico grande scempio che è stato perpetrato a Cefalù.

Alla fine si sale a visitare la rocca con i suoi 270 metri d’altezza e maestosità, e con il suo fascino misterioso, i resti megalitici del Tempio di Diana di età protostorica, in realtà una cisterna con copertura di tipo dolmenico. Le grotte delle giumente e delle colombe sono le testimonianze dei primi abitatori del luogo; non è possibile la visita, salvo che non ci si cali con una corda, cosa impossibile ai più. Una cinta muraria, in parte ricostruita, circonda interamente la rocca.

Infine i resti del castello del XIII secolo, a pianta rettangolare e con due torri: da esso si gode una vista mozzafiato non solo sul mare sottostante ma sull’intero paese, che permette di godere dell’impianto urbanistico come se si fosse dotati di un paio d’ali.

Buono a sapersi

Cefalù non è una meta facile per i camperisti, essendo stata vietata la sosta anche nel parcheggio del porticciolo di Presidiana dove fino a un paio d’anni fa era consentita.
Le uniche possibilità sono presso uno dei tre campeggi vicini alla cittadina o in un parcheggio privato situato sul lungomare che, in genere, ospita anche camper (ma senza servizi).
Eccone gli indirizzi e i numeri di telefono:

  • Camping Costa Ponente – Località Ogliastrillo (a km. 3,5 da Cefalù) – tel. 0921-420.085;
  • Camping Plaia degli Uccelli – Località Sant’Ambrogio (a km. 7 da Cefalù) – tel. 0921-999.068;
  • Camping Sanfilippo – Località Ogliastrillo (a km 3,5 da Cefalù) – Tel. 0921-420.184;
  • Punto sosta presso il Parking La Ruota, sul lungomare di Cefalù – tel. 339-3000746.
Alfio Triolo
(2007)