Centuripe tra monti e canyon

Un itinerario nel cuore della Sicilia in cui convivono storia, arte e cultura. Caratteristico l’artigianato “archeologico” che riproduce una serie di manufatti dell’antica Grecia.

Panorama di Centuripe

Uno scenario western, tra canyon, vallate e catene montuose. Il mare è molto lontano, ma si vede a distanza sotto l’Etna innevata, lungo la strada che si arrampica sulle montagne e arriva a quella che probabilmente fu l’antica “Kentoripa” dei Siculi. In epoca romana Centuripe ebbe grande splendore, tanto da essere citata da Cicerone. Rimangono resti di grandi edifici, fori, teatri e una ricchissima necropoli. Distrutta da Federico II e rasa al suolo da Carlo I d’Angiò, la sua rifondazione, nel 1548, si deve a Francesco Moncada, con il nome di Centorbi. Tra il III e il II sec. a. C. fu importante centro di produzione di statuette di terracotta, le Tanagrine (da Tanagra, città della Beozia) e di splendidi vasi policromi raffiguranti scene dionisiache o nuziali (con tre donne).

Un interessante museo archeologico offre, oggi, un’idea chiara del passato della città. Esposti nel moderno edificio del museo si possono ammirare reperti che vanno dall’VIII sec. a. C. In particolare è possibile vedere le statue provenienti dal tempio degli Augustali, tutte riferibili ad imperatori e loro familiari, una bella testa dell’imperatore Adriano appartenuta. per le proporzioni. ad una statua di almeno quattro metri, due splendide urne funerarie della famiglia degli Scriboni (senz’altro importate da Roma), terrecotte di produzione locale (III – I sec. a. C. ) e un notevole numero di maschere teatrali.

Oggi il paese si snoda per le sue strette vie e, proprio in cima a cento rupi, si affaccia su uno stupendo belvedere. Dai resti del mausoleo romano d’epoca imperiale noto come il castello di Corradino, si staglia all’orizzonte, aggrappata ai fianchi del Mongibello, la cittadina di Adrano. Nel vallone di Bagni, si può ammirare un ninfeo di epoca imperiale e a Piano Capitano le fornaci del periodo ellenistico. Ancora, a margine della strada Centuripe-Mandarano, sorge un intero quartiere ceramico, e in contrada Panineria i resti di una casa ellenistica, con mosaici geometrici e pitture murali.

Girando per le stradine si incontrano botteghe artigianali, dove vengono riprodotti gli antichi manufatti e dove abili mani fanno rivivere i vasi con i miti dell’antica Grecia. Appena fuori dal paese si trova una piccola area artigianale, vicino ad una vasta zona archeologjca, purtroppo depredata dai tombaroli. Ma attenti a non cadere in incauti acquisti da imbonitori che riproducono reperti archeologici e lì “invecchiano” con tecniche sopraffine! Senza dimenticare che la detenzione di reperti archeologi è vietata dalla legge. L’importante è sapere che sono copie: ce ne sono di bellissime, e sono dipinte a mano. Si approfitti, invece, dei luoghi per trascorrere una giornata all’insegna della cultura, aria buona e scorci paesaggistici offerti da questo paese unico.

Buono a sapersi
Come arrivare: Centuripe si raggiunge dall’autostrada Catania-Palermo, uscendo allo svincolo per Catenanuova. Da qui si imbocca la strada provinciale che porta al paese, a quota 733 mt. Consigliabile portare un pullover o una giacca a vento e un berretto.
Dove mangiare: poche sono le trattorie in loco, e solo a gestione familiare; conviene prenotare all’arrivo, con possibilità di scegliere quello che si vuole mangiare (consigliabili i formaggi). Se la cuoca è in vena e siete simpatici, chiedetele lo stufato di carni con patate, accompagnato dal vino rosso.
Shopping: per gli acquisti, oltre alle riproduzioni delle ceramiche ellenistiche di cui abbiamo già fatto cenno, è bene sapere che nelle case si confezionano abiti per aziende di abbigliamento del nord Italia e, cosa inaspettata, si affumica salmone norvegese: tuttavia, se è praticamente impossibile acquistare gli abiti dalle cucitrici locali, perché hanno la produzione tutta impegnata, il salmone affumicato si acquista bene.
Alfio Triolo
(2005)