La perla nera

Alla scoperta della bellezza selvaggia e incontaminata di Pantelleria

 

L’Arco dell’Elefante

Le gite degli amici della Lipu sono molto interessanti dal punto di vista naturalistico, non solo per l’osservazione degli uccelli, ma anche per le piante ed i fiori che, a seconda della loro bellezza e rarità, divengono i soggetti privilegiati delle nostre foto. Così quando leggemmo del programma della gita a Pantelleria organizzata dalla sezione di Alcamo, nacque subito l’idea di abbinarvi un soggiorno rilassante a mare in un’isola tutta da scoprire. Così cominciammo a documentarci e a chiedere informazioni ad amici che già l’avevano visitata. Tutti furono concordi nel dire che tante erano le particolarità dell’isola e che non esistevano mezze misure: a causa della sua natura selvaggia la si poteva amare molto o poteva non piacere affatto!!!

Pur avendo letto molto e raccolto tante notizie mai avremmo immaginato come il mare, i paesaggi, i tramonti, ma soprattutto le tante manifestazioni vulcaniche la rendono così unica. La vetta più alta (Montagna grande), meta della seconda escursione a piedi è ciò che resta di un ampio cratere vulcanico la cui ultima eruzione risale al 1891. Grandi getti di vapore emessi dai crepacci delle rocce (detti “favare”) sono visibili nella zona di Kamma. Anticamente da tali getti di vapore, tramite condensazione i pastori ricavavano quel po’ d’acqua necessaria a garantire la sopravvivenza degli animali da pascolo. Un altro particolare fenomeno vulcanico è la grotta del “bagno asciutto” o Grotta di Benikulà in cui vi è un’emanazione di vapori tale da costituire una sauna naturale. Si raggiunge percorrendo un sentiero naturalistico di qualche chilometro. L’emozione che abbiamo provato è stata davvero coinvolgente: dopo una ventina di minuti sono uscito in un bagno di sudore, ma in compenso avevo fatto amicizia con un “pantesco d’adozione” che ogni sera vi dedica mezz’ora.

Cala Tramontana

Cala Tramontana

Ma la vera visione fu lo Specchio di Venere che dopo qualche ora di passeggiata sotto il sole quasi africano ci vide correre per un bel bagno rinfrescante. Si fa per dire. Perché questo bacino lacustre che occupa il fondo di una depressione di origine calderica è alimentato oltre che dalle piogge anche da sorgenti termali e la temperatura dell’acqua varia dai 35 gradi della sponda sud ai 20-25°C dell’altra sponda. Devo ammettere che sprofondare nel fango nero-verdastro fino al ginocchio non è stata una piacevole sorpresa, anche se la pelle ne è uscita liscia e rinvigorita come dopo un trattamento di bellezza.

Lo specchio di Venere

Lo specchio di Venere

In autunno e in primavera diversi uccelli acquatici come fenicotteri, spatole e aironi cinerini sostano per riprendere le forze durante la migrazione e così anche noi abbiamo ripreso le forze dopo la lunga passeggiata che ci ha impegnato per qualche ora tra il profumo delle varie piante endemiche (capperi, erica, mirto, rosmarino, ecc.). All’interno del boschetto di lecci e pini d’Aleppo che sovrasta lo “Specchio di Venere” ci siamo soffermati ad ammirare la funzionalità di un tipico “dammuso”, abitazione isolana realizzata interamente in pietra. Il suo tetto a volta e i muri molto spessi, fino a due metri, garantiscono all’interno una temperatura sempre mite. La pendenza del tetto convoglia le acque piovane nella cisterna per poi consentirne l’uso nei mesi estivi. Nel cortiletto esterno troviamo una macina in pietra, il forno ed un muretto inclinato su cui veniva essiccata l’uva per la produzione del passito (tipico liquore isolano). La sua origine risale alla dominazione araba, periodo in cui ogni piccolo pezzo di terra venne messo a coltura. I terreni in forte pendenza vennero terrazzati tramite muretti in pietra che proteggevano dal vento gli alberi di limoni, ulivi, arance ecc.. Sui muretti “a secco” crescono spontanee le caratteristiche piante di capperi che fioriscono da maggio a settembre.

L’Arco dell’Elefante

Alle lunghe passeggiate naturalistiche sono seguite giornate di vero relax: sole, tuffi nell’acqua fresca, pesca di ricci, bagni nelle acque termali (vedi le incantevoli località di Grotta di Sataria e Cala Gadir ). Il nostro camper ci ha fornito l’appoggio logistico ideale e anche se ancora nell’isola non esiste un camper service (c’è né uno in fase di realizzazione) ce la siamo sempre cavata grazie all’abbondante approvvigionamento idrico fornito da due dissalatori.

Notizie utili


Acqua:
due punti di rifornimento uno all’uscita del paese di Pantelleria e un altro sulla strada perimetrale tra la Grotta di Sataria e il paese di Scauri, entrambi con rubinetti da un pollice.

Parcheggi:
sulla banchina del porto di Pantelleria un cartello recita “no autovetture”, Porto di Scauri; a settembre verrà completata l’area attrezzata Zinedi, presso l’omonimo agriturismo (sulla strada che costeggia l’aereoporto) fornita di servizi, scarico camper e colonnine elettriche.

Locali consigliati:
“Ristorante La Vela” (presso il Porto di Scauri); è un incantevole locale sul mare dove cenare a base di pesce, a lume di candela.

Informazioni:
ai siti Web www.comunepantelleria.it – www.agriturismozinedi.com – www.pantelleriatravel.com.

Mario Tomasino
(2003)