La scala dei Turchi

Una scogliera di pietre bianche abbaglianti, una spiaggia d’incanto, un panorama incredibile e un mare cristallino alla Scala dei Turchi, antico approdo delle navi saracene. Le sorprese dell’agrigentino.

 

La scogliera

Davanti una magnifica distesa di acque azzurre, calme e limpide e tu, mani indietro alla nuca e gambe incrociate, a goderti in assoluto relax il torrido sole dei Tropici. Quanti di voi almeno una volta nella vita non hanno immaginato una vacanza in una in una e sperduta isoletta nel bel mezzo di un oceano?

Il fatto è che quella vacanza per molti rimane solo un sogno. Quindici giorni in paradiso non tutti però possono permetterseli, un po’ per i costi non proprio abbordabili, un po’ per una disponibilità limitata di tempo. Che fare allora? Arrendersi e continuare a fantasticare? Una soluzione forse c’è, perché qualche volta capita che qualcosa di simile ai paradisi tropicali si nasconda addirittura non lontano da dove viviamo. Il problema è in questo caso riuscire a trovarli e qualche volta anche trovare il modo di arrivarci. Spesso, infatti, si tratta di luoghi poco conosciuti proprio perché difficilmente raggiungibili. Ma se i Tropici li cercate nella zona di Agrigento tre o quattro posticini ve li suggeriamo noi.

Se partite dal capoluogo per raggiungere la più lontana delle località che passeremo in rassegna percorrerete al massimo una trentina di chilometri con il camper. Prima della partenza, un consiglio, valido qualunque sia il posto da raggiungere: equipaggiatevi di scarpe comode, zainetto a spalla e non dimenticate di portare con voi qualcosa da mangiare e soprattutto almeno una borraccia di acqua.

Cominciamo la nostra rassegna proponendovi un sito davvero suggestivo: la Scala dei Turchi, a Realmonte. Se uscite dalla S.S.115 e all’altezza del Lido di Porto Empedocle vi immettete sulla strada provinciale in direzione Realmonte. quando sarete usciti dall’abitato della frazione Punta Grande, cento metri dopo avrete sulla vostra sinistra una discesa piuttosto ripida. Evitate di percorrerla, potreste avere dei problemi per risalirla. Parcheggiate il camper nella parte iniziale e usate tutti gli accorgimenti possibili dovendo farlo in discesa. Raggiungete a piedi la spiaggia e una volta toccata la sabbia incamminatevi a destra. La passeggiata sarà lunga poco più di cinquecento metri.

A un certo punto apparirà davanti ai vostri occhi in tutto il suo splendore la marna d’un bianco abbagliante della Scala dei Turchi, così chiamata essendo stata naturale approdo delle navi saracene nelle frequenti invasioni. A questo punto sulla vostra sinistra, ai piedi della Scala, c’è una sorta di trampolino. Ricordatevi che l’unico posto dal quale potrete tuffarvi senza correre alcun pericolo. Se volete, procedendo con cautela potete iniziare a scalare il pendio di pietra bianca. Una volta in cima potrete gustarvi un panorama incredibilmente bello.

Se l’avventura fa per voi e avete ai piedi scarpe adeguate ad affrontare un terreno leggermente accidentato potrete affrontare il sentiero che conduce alla spiaggetta sottostante la Scala dei Turchi. E’ poco probabile che lì incontriate anima viva, a meno che qualcuno proprio in quel giorno abbia deciso di incontrare le fatiche alle quali vi siete sottoposti voi o più probabilmente abbia raggiunto la spiaggia in barca.

Successivamente una giornata da sogno potrete permettervela raggiungendo le spiaggette delle Pergole, a Siculiana. Superato il primo bivio che sulla S.S.115 consente di entrare a Siculiana e duecento metri dopo al semaforo voltate a sinistra. Proseguite senza voltare mai. Sulla vostra destra troverete delle traverse, e ignorate le prime due e indirizzatevi sulla terza. Percorrerete una salita piuttosto ripida al termine della quale avrete a destra la Torre di Monterosso, la meglio conservata delle tante torri di avvistamento spagnole per mezzo delle quali venivano segnalati gli sbarchi saraceni.

La torre sovrasta un tratto di costa ricco di calette e di faraglioni tufacei. Per arrivarci è necessario affrontare una lunga discesa (tutta asfaltata). Se volete godervi un meraviglioso panorama, per evitare il rischio di finire fuori strada, è meglio che vi fermiate. Parcheggiate nell’ultimo tratto della discesa e a destra avviatevi a piedi lungo il sentiero naturale tra la roccia e il mare. Le calette ormai sono davanti a voi. Scegliete quella che più vi aggrada. Quando l’acqua piuttosto calda nei pressi della battigia vi cullerà, penserete davvero che non avreste mai immaginato niente di simile.

Lungo la costa agrigentina decine di chilometri di spiagge libera vi aspettano. Lunghissime strisce di sabbia dorata, specchi d’acqua cristallina, da Menfi ad Agrigento, da Palma di Montechiaro a Licata. L’azzurro mare africano – per dirla come Luigi Pirandello – è pronto ad accogliervi per i vostri meritati giorni di relax.

Ecco una sintetica mappa delle zone balneari più interessanti e qualche dritta per meglio godervi la vacanza. Il biglietto da visita della parte occidentale del litorale agrigentino, costeggiato interamente dalla S.S.115, lo offre Menfi, con le fresche e chiare acque di Portopalo, alle quali anche quest’anno è stata attribuita la famosa bandiera blu. Nella Vicina Sciacca potrete immergervi nelle fresche acque di Capo San Marco o in quelle antistanti la spiaggia dell’antica Tonnara. Spostandosi da Sciacca verso la parte orientale della costa c’è Ribera con la stazione balneare di Secca Grande e poi, qualche chilometro prima di Bovo Marina in territorio di Montallegro, la splendida Eraclea Minoa. Un luogo incantevole anche per i resti archeologici in cui il verde della vegetazione trascolora nel blu delle acque e nel candore della pietra di Capo Bianco. Tra gli alberi, in prossimità della spiaggia, è perfettamente mimetizzato il Camping Internazionale.

Ma se siete desiderosi di trascorrere un’estate trasgressiva ad Eraclea potrete permettervela. L’ arenile di Capo Rizzuto è infatti in provincia di Agrigento il piccolo angolo di paradiso dei nudisti. Per chi non disdegna ballare e fare le ore piccole in spiaggia, ad Agrigento ci sono i chioschi, i bar e i ristoranti di San Leone. Per la tintarella e i bagni le spiagge vanno da Maddalusa alla Babbaluciara, dal chilometrico lido delle Dune fino a Cannatello.

Oltre San Leone la costa agrigentina si allunga verso Palma di Montechiaro. C’è la suggestiva spiaggia del Castello, una piccola conca ai piedi di una rocca in cima alla quale si trova il quattrocentesco Castello di Montechiaro. Qui finirebbe, ma solo per ragioni di spazio, il nostro itinerario se non ci fosse ancora da accennare a quelli che sono considerati i “Caraibi agrigentini”, vale a dire le isole di Linosa e Lampedusa. Raggiungibili in nave da Porto Empedocle rispettivamente in sei e otto ore. E per descrivere le Pelagie basta una parola: Meravigliose.

Alfio Triolo
(1998)