Le Dolomiti di Sicilia

Un’escursione al parco delle Madonie tra scenari montani, animali selvatici, alberi in via d’estinzione e incantevoli sentieri da trekking.

 

Una faggeta delle Madonie

Un fine settimana tra boschi, animali in via d’estinzione, fossili millenari e scenari mozzafiato. Tutto questo, e anche di più, può riservare una gita al Parco delle Madonie. Il fatto che si tratti di una zona montuosa non deve scoraggiare nessuno: ci sono percorsi adatti a tutti, bambini, anziani e anche non vedenti. Guide, pavimentazioni in legno, corrimano, panche sulle quali sedersi per tirare il fiato, funi sospese e persino tabelle in Braille aiuteranno chiunque voglia avventurarsi tra agrifogli, orchidee selvatiche, straordinari esemplari di abeti, aquile reali, sparvieri, cervi.

Per i neofiti, è consigliato il “Sentiero Ungulati”, tra il Bevaio del faggio e l’area attrezzata di Mandria Castiglia, un percorso abbordabile da tutti, che culmina con la vista dall’alto del laghetto di Piano Zucchi, tra specie rare di rapaci e, per chi è fortunato, daini o cinghiali in libertà.

Le gole del fiume Tiberio

Chi, invece, ama il trekking un po’ più impegnativo, si può incamminare da Petralia Sottana nella direzione di Piano Battaglia, attraverso il ” Sentiero dei Pellegrini”, caratterizzato dal Ponte di Pietra, a 945 metri d’altezza, fino a raggiungere il santuario di Madonna dell’Alto, a quota 1819.

Tra i percorsi di medio grado di difficoltà, è consigliato il “Sentiero degli agrifogli giganti”, da Castelbuono verso il bosco di San Guglielmo. In salita ci si addentra subito in un vasto castagneto e tra le querce. Dopo circa sei chilometri ecco una grande radura di agrifogli, più di trecento varietà vecchie di tre secoli.

Stessa suggestione tra gli “abies nebrodensis”, abeti unici al mondo ed in via d’estinzione, sull’omonimo percorso, raggiungibile da Polizzi Generosa, imboccando la strada provinciale 119, in direzione dell’Anfiteatro della Quacella. Punto forte del sentiero è il vallone della Madonna degli Angeli, vivaio naturale dei rarissimi abeti.

E ancora, si assiste ad uno spettacolo d’ineguagliabile bellezza sul sentiero “Portella Colla-Piano Cervi-Vallone Nipitalva”, tra faggi finissimi, aceri agrifogli, passando per il laghetto di Piano cervi tra un nugolo di farfalle variopinte. Imperdibile anche Pizzo Carbonara, la cima più alta delle Madonie, a 1912 metri, raggiungibile da Piano Battaglia. Un vero e proprio scrigno di tesori fossili, spugne calcaree, coralli e doline millenarie. La veduta panoramica riserva, inoltre, uno scorcio unico della Sicilia, un orizzonte che si estende fino alle isole Eolie e, volgendosi verso oriente, alla sagoma del Mongibello.

Come si arriva

Il Parco delle Madonie, istituito nel 1989, esteso su quarantamila ettari (pari al 2% dell’intera superficie della Sicilia), con oltre la metà delle specie vegetali presenti sull’Isola, non è difficile da raggiungere. Vi si arriva percorrendo sia l’autostrada A.19 Palermo-Catania (uscite Tremonzelli, Scillato o Buonfornello) che la Statale Palermo-Messina (fino a Cefalù o castelbuono). Il resto del percorso è su strade statali e provinciali, tutte dotate di una segnaletica chiara ed efficace.

Una pianta del Parco delle Madonie

Guide turistiche

Numerose le guide turistiche, messe a disposizione di chi voglia conoscere la zona e le sue ricchezze naturalistiche. Il punto di partenza per chiunque decida di seguire dei percorsi con l’aiuto di guide specializzate è l’Ente Parco delle Madonie, che accoglie il Centro base per l’escursionismo ed ha sede a Petralia Sottana (PA), all’interno dell’ex Collegio di Maria, in corso Paolo Agliata 16, tel. 092l-68020l o 0921-662795, fax 0921-680478. L’Ente Parco organizza nella propria sede attività culturali, manifestazioni ed eventi di vario genere che contribuiscono a diffondere la conoscenza del territorio madonita e a facilitarne la fruizione da parte del pubblico.

Alfio Triolo
(1998)