Leonforte ieri e oggi

A pranzo sui campi di Persefone.

 

Panorama di Leonforte (a destra Palazzo Branciforte)

Le strade dell’Ennese sono tutte tagliate in mezzo a campi verdi e morbidi che evocano suggestioni toscane. Il silenzio irreale è interrotto soltanto dal passaggio degli aerei e dal vento leggero che attraversa le foglie sottili degli alberi di ulivo e le siepi di bacche selvatiche. All’orizzonte si scorgono i profili medievali delle città di Enna e Calascibetta, arroccate sulla cima di rupi aspre e taglienti come nidi di sparvieri.

La meta che vi proponiamo questa volta è Leonforte. deliziosa cittadina adagiata sulle falde del monte Tavi; il territorio che la circonda è attraversato da fonti di acqua limpida che irrorano le campagne rendendole fertili e rigogliose.

Il mito di Persefone

Per i Greci queste contrade erano abitate da presenze mitiche quali le ninfe delle acque e da Persefone, bella e sfortunata fanciulla rapita da Ade, dio degli Inferi.

Secondo le varie fonti letterarie (Omero. Diodoro. Ovidio) i fatti si svolsero così: un giorno Persefone. figlia di Zeus e di Demetra. stava cogliendo fiori in un prato assieme alle compagne. Avendo vieto un bellissimo narciso. si allontanò da sola per coglierlo; improvvisamente comparve Ade. colpito dalle frecce di Eros. che rapì la giovane trascinandola con il suo carro nell’oltretomba. La madre. disperata. lanciò le sue maledizioni sulla terra minacciando di renderla sterile se la figlia non fosse ritornata accanto a lei.

Ancora oggi il respiro della civiltà greca e delle leggende legate alla natura si può ascoltare tra le spighe flessuose del grano con il quale si produce una farina corposa e saporita utilizzata per confezionare pani e dolci sopraffini.

La città dei Branciforte

La visita a Leonforte è molto piacevole. Si inizia dalla strada principale, che attraversa tutto l’abitato per poi perdersi nei vicoli che si aprono ortogonalmente ad essa. Lo schema urbano a scacchiera regolare si interrompe nel quartiere appoggiato al pendio che si apre al di sotto del palazzo Branciforte, sontuosa costruzione secentesca circondata da un giardinetto pubblico.

Nella parte bassa del paese si impone alla vieta la Gran Fonte fatta erigere dalla famiglia Branciforte nel 1651; incorniciate da eleganti arcatelle, che lasciano intravedere le campagne circostanti, si aprono 24 cannelle dalle quali esce un’acqua limpida e freschissima. Questa imponente opera pubblica rappresentò un grande vantaggio per la popolazione dell’antica Leonforte che poteva così servirsene per gli usi domestici e per dissetare gli animali. Accanto alla Gran Fonte si osservano i resti della Fontana delle Ninfe, che faceva parte di un enorme giardino realizzato sempre dal Branciforte per abbellire la principesca dimora.

Fra i numerosi edifici religiosi presenti in città, segnaliamo la Matrice costruita nel 5ettecento con il prospetto a doppio ordine raccordato da eleganti volute e l’interno, a croce latina, diviso in tre navate.

Un’opportunità per i golosi

A pochi chilometri dal paese, sulla statale 121, si può poi sostare per consumare un lauto pranzo presso l’azienda agricola Canalotto che offre la possibilità di mangiare e dormire in un ambiente sereno e rilassante. I corpi edilizi, che conservano l’aspetto originale, sono quelli tipici delle masserie contadine ottocentesche: caseggiato principale ad un plano con i balconi rivolti verso la campagna, pozzo nel cortile, magazzino per gli attrezzi sistemato all’esterno e oggi trasformato in salone ristorante. Una breve scaletta collega il parcheggio a un grande spazio verde che in primavera e in estate accoglie gli ospiti e viene interamente arredato con rustiche mense di legno e panche sistemate sotto gli alberi.

I più contemplativi potranno accomodarsi sulle panchine rivolte verso il paesaggio che si allarga a perdita d’occhio in un susseguirsi pittoresco e bucolico di ampie distese di verde, con alberi di agrumi, aiuole fiorite, siepi di fichidindia, macchie grigiaste di olivi, stalle e ricoveri per le pecore, le galline, i maiali ed i cavalli. Chi avesse, invece, una spiccata propensione per le fantasticherie potrà tentare di ascoltare le grida angosciate di Persefone rapita e i pianti dell’inconsolabile Demetra, la dea dai bei capelli. Si dice, infatti, che l’erba, con il suo fruscio, ripeta le note di un lamento straziante e sottile che, a tratti, quando si alza il vento, si trasforma in un accorato grido di dolore.

Nei mesi autunnali e invernali, quando le campagne si tingono del marrone cangiante dei solchi lavorati, i pasti vengono serviti nei locali interni della casa, decorati con la severa e spartana semplicità delle case contadine. Eccezionale la varietà delle proposte gastronomlche che mutano di stagione in stagione seguendo il naturale avvicendarsi dei frutti che la terra produce: frittatine di asparagi, ricotta fresca, carciofinl, fave e plselll: verdure fritte e cipolle in agrodolce: pasta di casa con funghi o con verdura di stagione: carni varie (vitello, maiale, coniglio) arrostite sulla brace. Tra una portata e l’altra viene servita in tavola una bevanda digestiva ottenuta con l’infusione di bucce e succo di limoni freschi raccolti sugli alberi che circondano il caseggiato. A fine pasto si possono gustare le torte tradizionali fatte con farina, uova ed essenza di arancia.

Agli amanti della cucina e dei sapori genuini, il territorio di Leonforte offre un’ampia varietà di occasioni per gli acquisti: pane fatto in casa, biscotti secchi o farciti con frutta e marmellate, le famose “cassatedde” ripiene, carni locali e uova, conserve di verdure, liquori e distillati realizzati alla “maniera antica”. Prima di tornare a casa, quando la luce inonda ancora i campi di Persefone. non dimenticate di raccogliere le verdure spontanee che in questa zona non sono avvelenate dai veleni delle auto e da quello prodotto dagli scarichi industriali.

Come arrivare

Per arrivare a Leonforte bisogna percorrere. prima, l’autostrada Palermo-Catania fino allo svincolo di Mulinello e poi la Strada Statale 121.

Alfio Triolo
(2005)