L’intramontabile Taormina

Un gruppo di superstiti della vicina Naxos, distrutta da Dioniso I tiranno di Siracusa, fondarono nel 358 a.C. la città di Tauromenion.

 

Taormina La città ebbe la sua acropoli sulla vetta del Monte Tauro (da qui il suo nome) e l’agorà dov’è oggi la Piazza Vittorio Emanuele II; la città si accrebbe notevolmente sotto il dominio romano; in seguito i Bizantini la elessero a capitale della Sicilia orientale e la città divenne sede di arcivescovado. Gli Arabi la distrussero poi due volte ma la città rifiorì sotto la successiva dominazione normanna fino all’area del Borgo e si estese quindi col tempo oltre la Porta dell’Orologio, divenuta quindi la Porta di mezzo, prospiciente sul Corso Umberto, l’asse viario principale e la strada più elegante della cittadina.

La fama di Taormina è tanto grande che può riuscire estremamente difficile descriverne le bellezze in poche righe. Arrivando da Porta Messina (la prima porta che si incontra giungendovi dall’autostrada), eccoci subito in Piazza Vittorio Emanuele, dov’è il Palazzo Corvaja, che fu sede del primo Parlamento siciliano. E’ una splendida architettura con finestre gotiche che si aprono sulle pareti semplici della facciata quattrocentesca, appena mossa dai disegni geometrici bicolori posti in alto, sotto il tetto. Fu iniziato prima dell’anno 1000 ed ebbe sviluppo poi tra l’XI e il XV secolo, allorquando fu ampliato fino a contenere tre corpi diversi. E’ oggi sede dell’Azienda di Soggiorno e Turismo.

Vicino si trova la Chiesa di San Pancrazio, edificata sulle rovine del tempio ellenistico di Giove Serapide. A sinistra della Piazza Vittorio Emanuele è poi il Teatro Greco, che si raggiunge percorrendo l’omonima via: il paesaggio che vi fa da sfondo è meraviglioso, con la vicina Etna e il mare; il teatro fu costruito in età ellenistica e poi quasi interamente riedificato in epoca romana; per grandezza è il secondo in Sicilia dopo quello di Siracusa. Del periodo romano sono poi le Naumachie, un vasto terrapieno appena al di sotto del Corso Umberto volto a consolidare la cortina muraria ma che servì anche da sistema di raccolta delle acque piovane.

Oltre che da Porta Messina si può entrare in città dalla parte opposta, cioè da Porta Catania (vicino c’è l’ufficio postale e c’è chi spedisce subito qualche cartolina). Appena oltrepassata la porta, si può visitare l’interno della Chiesa di S. Antonio, con un presepe permanente con statuine in terracotta. Qui vicino, in via De Spuches, è il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, del XII secolo, oggi sede della Fondazione G. Mazzullo.

Il vicino Duomo di San Nicolo, del ‘200, ha una facciata composita, un bel portale del ‘500 e un altro – laterale – del ‘400, e un interno a tre navate. Nella cattedra vicino all’altare maggiore ci sono dei leoni stilofori e lo stemma della città, per altro simboleggiato anche dalla “donna-toro” che si trova in cima alla fontana barocca, fuori dalla piazza. All’interno si trova anche un bel polittico di Antonello de Saliba, sistemato sopra il secondo altare.

Da qui, percorrendo in basso la via Roma si può raggiungere il convento di San Domenico, oggi il più famoso albergo del sud d’Italia; non è un caso che un albergo sia ospitato nei locali di un ex convento: infatti il flusso turistico fu propiziato a Taormina dall’abbandono dei conventi da parte degli ordini religiosi, sciolti da un’apposita legge all’indomani dell’unità d’Italia, e dalla trasformazione di tali strutture da parte di alcune famiglie locali in luoghi di ricezione per i viandanti e i turisti. Da allora sono sorti numerosi grandi complessi alberghieri, ma in realtà sono ancora molti (e tra questi il San Domenico) quelli ospitati in ex conventi.

Un altro ex convento, quello cinquecentesco degli agostiniani, è invece oggi sede, insieme all’attigua chiesa sconsacrata di S. Sebastiano, edificata nel 1486 a seguito di una pestilenza come ex voto al Santo, della Biblioteca Comunale di S. Agostino. La costruzione sorge sul luogo dell’antico Piano di S. Agostino, oggi Piazza IX Aprile, ai margini del Corso Umberto e del bellissimo Belvedere centrale, accanto la Porta dell’Orologio. La Biblioteca merita una visita non solo per la ricchezza delle sue collezioni (tra le quali quella dei preziosi incunaboli del ‘500 e del ‘600), ma anche per gli interni, molto ben restaurati, tra i quali spicca quello dell’aula magna con due pannelli lignei riccamente decorati che provengono dal materiale di risulta del Duomo di Messina all’indomani del terremoto d’inizio secolo.

L’eleganza e la ricchezza della cittadina si notano un po’ ovunque, nei numerosi locali che si aprono nei suggestivi cortiletti appena al di sotto del Corso Umberto e nelle botteghe eleganti e sobrie di quel Corso dove in piena estate è davvero difficile farsi largo tra la folla. Forse il momento più sereno per una visita è quindi quello del tardo autunno, allorquando la dimensione crepuscolare del bellissimo sito si riempie di una luce particolare e Taormina può davvero essere vista come una farfalla distesa con le sue ali sul terrazzo della sua rupe a picco sulla Riviera dei Ciclopi, con alla sua destra l’Etna che sbuffa sonnecchiante e ai suoi piedi le rovine di Naxos, la prima colonia greca di Sicilia, fondata secondo gli storici dai calcidesi nel 735 a.C.

Come arrivare
Da Messina o da Catania, con l’autostrada A.18, uscita Taormina. Si può anche salire a Taormina con la funivia che la collega a Mazzarò (sul mare).

Dove dormire
a Taormina non vi sono campeggi né ampi parcheggi dove sia possibile sostare con un camper anche in pieno giorno, soprattutto nei mesi estivi; uno dei più vicini, collegato alla cittadina con un servizio di bus navetta, è il camping “Castello San Marco” di Calatabiano (CT), tel. 095.641.181. Un’alternativa è fermare il mezzo al parcheggio della funivia, ai bordi della S.S.114 e salire a Taormina con la funivia stessa.

Per i golosi
Il dolce tradizionale di Messina, la “pignolata”, si trova anche a Taormina, dove nelle numerose vetrine delle pasticcerie fanno bella mostra di sè anche torroni freschi e pasticcini con mandorle. Attenzione a trattorie e ristoranti: i prezzi sono quasi sempre molto alti!

Cosa acquistare:
Le ceramiche artistiche sono il prodotto artigianale più noto a Taormina, ma in genere non si tratta di produzione locale ma di articoli di provenienza calatina o di S. Stefano di Camastra. Belli anche i tappeti, i ferri battuti e i ricami che fanno bella mostra di sè nelle varie ed eleganti botteghe del Corso Umberto.

Per ulteriori informazioni
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, Palazzo Corvaja, 98039 Taormina, tel. 0942.23243.

Mimmo Di Girolamo e Maurizio Karra
(1996)