Milazzo, un lembo di terra conteso

Nella storia mille guerre per un paese magicamente proteso verso le Eolie: siracusani, cartaginesi, romani, bizantini, arabi, svevi, spagnoli, austriaci, garibaldini, piemontesi e americani nella storia hanno guerreggiato per conquistare quell’angolo di paradiso nel mar Tirreno. Ora Milazzo è diventato un paese turistico, “trampolino” dell’arcipelago eoliano.

 

Milazzo - La spiaggia di AngoniaNarra un antico diarista: “In tre ore o poco meno giungemmo a Milazzo, filando piuttosto al largo, davanti alle aguzze vette dei monti Peloritani, prima cupe e nerastre sullo sfondo del cielo appena biancheggiante dal lato d’oriente; poi imporporate, come accese di un improvviso fuoco allo spuntare del sole; inondate infine, col crescere del giorno, da quel torrente di luce che è dote sempiterna di questo paese. Il porto di Milazzo – chiuso da un lungo scalo o gettata di recente costruzione, è compreso nell’angolo ottuso fatto dalla crosta colla stretta e lunga penisola del Capo Mile o di Milazzo, alla quale si addossa per la maggior parte la città – non è molto grande. In compenso è tranquillo e sicuro. Qualche veliero in disarmo ed alcune paranze di piccolo cabotaggio, caricanti botti di vino per Palermo e Messina, donde in grossi vapori passano poi sul continente, costituiscono tutto il navilio ancorato del porto dell’antico Mile, intorno al quale aleggiano ancora i ricordi odissei di Ulisse, che vi approdò per recarsi da Eolo, re delle vicine Eolie; quivi i suoi compagni perpetrarono il sacrilegio dell’uccisione dei bovi sacri ad Helios – il Sole, il biondo Apollo – attirando sull’eroe l’ira del Nume. Sotto il castello dell’attuale Milazzo, mostrasi ancora un’ampia grotta detta delle Ninfe o d’Ulisse e i buoni milazzesi sono convinti che, quivi, e non sulle rive del fiume Aci, alle falde etnee, l’eroe d’Omero, accecasse Polifemo…“.

Oggi il porto di Milazzo non è più tanto piccolo e alla fronda non più velieri in disarmo e paranze di piccolo cabotaggio per il trasporto del vino a Messina o a Palermo, ma bensì veloci aliscafi che portano turisti alle Eolie e, purtroppo, anche tante petroliere con le grandissime pance piene di petrolio che verrà trasportato via mare in tutto il mondo.

Milazzo - Il portoMa Milazzo è comunque una città ricca di storia. Scorrendo la cronologia storica siciliana, a partire dall’alba dell’uomo, tra le primissime civiltà che s’incontrano, vi sono quelle sviluppatesi nel territorio dell’attuale Milazzo. 4000 anni fa, infatti, quel magnifico lembo di terra, magicamente proteso verso l’arcipelago eoliano, era già sede di una popolazione capace di esprimere una cultura tra le più evolute ed importanti dell’intera isola, come testimoniato dal ritrovamento di vaste necropoli appartenenti alla civiltà di Thapsos e a quella Villanoviana. Da allora e sino ai giorni nostri, a partire cioè dai Siculi e sino ai borboni, nessuno ha voluto rinunciare a possedere quella striscia di terra e il suo entroterra.

Tra il IX e XIII sec. a.C. l’odierna Milazzo cominciò a subire una lenta ma progressiva ellenizzazione sino alla fondazione di Mylai. In realtà non si sarebbe trattato di una vera e propria nuova fondazione, ma di un trasferimento di Zanclei (messinesi) nel centro ellenizzato, nel quadro di una prima organizzazione del proprio territorio. Le motivazioni principali dell’egemonizzazione del territorio milazzese da parte di Zancle sono certamente da ricercare nella posizione strategica della penisola, quasi un baluardo difensivo, ma, ancora di più, nella ricchezza e particolare feracità di quel sito, a fronte della povertà dell’entroterra Zancleo.

Contesa, quindi, fra siracusani, cartaginesi e poi romani, e caduta, come tutta l’isola, in mano a quest’ultimi, divenne importante base navale di Pompeo e fu teatro, nel 36 a.C., della battaglia navale, durante la guerra civile, tra questi e la flotta d’Ottaviano. Furono quindi i Bizantini ad occupare Milazzo e a presidiarla, ma ciò non ne impedì la successiva conquista da parte degli arabi, nell’843, che la posero a capo del Vallo e ne fecero importante e florido centro marittimo, commerciale ed agricolo.

Milazzo sarà in seguito al centro dei più importanti avvenimenti storici che interesseranno tutta l’isola: occupata da Corradino di Svevia durante la guerra del vespro, sarà prima espugnata da Carlo D’Angiò, poi liberata da Pietro d’Aragona e, quindi, riconquistata da Roberto d’Angiò. Saranno in seguito gli austro-piemontesi, che la difesero dagli spagnoli, gli inglesi, in occasione delle guerre napoleoniche, i garibaldini e, infine, le truppe alleate, durante il conflitto mondiale, a contendersi quel lembo di terra di cui la città, Milazzo, si era intanto espansa sia nella parte fortificata, tanto da formare una vera e propria città muraria, sia sul declivio collinare dov’era il borgo sia nella pianura dell’entroterra dove, nel tempo, sarebbero sorti splendidi edifici e un impianto urbanistico organico e funzionale.

Il Castello di Milazzo, capolavoro dell’architettura

Secondo alcuni storici locali la prima costruzione del castello di Milazzo si deve agli Arabi tra il 976 ed il 1030, come testimoniato dalla cosiddetta “Torre Saracena” inglobata nel maniero successivamente ampliato dai Normanni. Comunque, la struttura attuale dell’antico castello di Milazzo è di fondazione sveva ed ha diretti riferimenti con i castelli coevi di Siracusa, Augusta, Catania e Lentini.

Milazzo - Il lungomareL’organismo del castello nella sua struttura complessiva, quindi, a quella data era quasi completo e nella costruzione erano già state incorporate la torre centrale e alcune aggiunte posteriori. A partire dal 1278, sotto Carlo d’Angiò, vengono messe in atto modifiche e aggiunte che continueranno in epoca aragonese, nel secolo XIV. Nel giugno del 1338, città e castello subiscono la stretta di un poderoso e feroce assedio durante la guerra combattuta tra Roberto d’Angiò e Pietro d’Aragona, assedio che si protrarrà quasi fino al mese di ottobre.

Ancora, nel 1718, il maniero resiste ad un altro terribile assedio da parte degli spagnoli che cercavano di riconquistare il regno di Sicilia e, passato quindi ai Barboni, divenne testa di ponte durante la fallita rivolta del 1821 contro Ferdinando I. Nel 1860 fu elemento strategico importante nel corso dei combattimenti fra garibaldini al comando del gen. Medici e di Garibaldi e i borboni al comando del gen. Bosco. Adibito, quindi, a presidio militare, venne in seguito destinato a carcere giudiziario fino al 1956.

Dal punto di vista architettonico, la struttura del castello non si discosta da quella delle altre costruzioni del periodo. Notevolissima è la sala del Parlamento. L’accidentata morfologia del terreno su cui sorge, non consentì l’applicazione di quello schema regolare che contraddistingue, in generale, la pianta quadrata o rettangolare del “novorum edificiorum”, ma sicuramente dalla sua particolare posizione e specialmente dall’alto delle sue mura è possibile godere di uno dei più bei panorama di tutta Sicilia.

Col tempo il castello è andato soggetto a quelle progressive modifiche imposte dal perfezionamento dei mezzi bellici e dall’introduzione delle artiglierie. In particolare vennero realizzate così cortine murarie esterne, la prima delle quali fu completata nel 1456 con cinque torrioni semicilindrici e le successive, verso valle, nei sec. XVI e XVII con bastioni, rivellini, cannoniere e piombatoi, autentici capolavori di architettura militare. A nord del castello, da alcuni scavi del 1952, è stata portata alla luce una necropoli comprendente tombe con scheletri entro grandi dolii e con vasetti di corredo attribuibili ai secoli XIV-XIII a.C., della civiltà di Thapsos.

La città

Malgrado sia stata abbondantemente distrutta nell’ultima guerra mondiale e una successiva ricostruzione che non può di certo essere definita il massimo della razionalità, Milazzo rimane pur sempre una città graziosa, ricca di interesse artistico, oltre che storico, e di turismo. Turismo non solo di passaggio, così come accadeva una volta per tutti quelli che arrivavano in città per fermarsi solo il tempo necessario per imbarcarsi sul primo mezzo utile diretto alle Eolie. Oggi Milazzo, grazie all’opera sapiente e meticolosa di alcuni addetti ai lavori, è anche una meta scelta di numerosi gruppi di turisti che vogliono godere di tutto quello, e non è poco, che la città può offrire.

Superata la città bassa novecentesca può dunque cominciare la visita alla città antica già dalla via Crispi, sulla quale prospetta l’elegante Palazzo Municipale del XVII secolo, sorto dove era una parte del convento dei Carmelitani.

In piazza Duilio si possono ammirare la facciata principale di tale convento e la settecentesca chiesa di San Giacomo Apostolo, del Seicento, che prospetta sulla via Medici. Nell’interno vi sono pitture del XVII e del XVIII secolo.

Nelle vicinanze si trova il nuovo Duomo che è stato edificato nel secolo ancora in corso. Nell’interno si possono ammirare belle pale di maestri messinesi del XVI secolo. Di grande interesse è il santuario di San Francesco di Paola, in via del Quartiere cui si accede da una sontuosa scalinata settecentesca a tenaglia. Edificato nel XVIII secolo sulle strutture di un oratorio del Quattrocento, vanta un bel portale del XVI secolo e, all’interno, tele di pregio e una Madonna di Domenico Gagini. Anche la Chiesa della Madonna del Rosario, in via San Domenico, del ‘500, con varie modifiche, custodisce buoni dipinti del XVIII secolo e un pregevole tabernacolo barocco.

Di grande interesse storico, oltre che artistico, è la chiesa di sant’Antonio da Padova, dove il santo si rifugiò nel 1221. La salita castello ci porta al nucleo più antico di Milazzo: si supera la cinta muraria spagnola e si raggiunge la città murata, ove si ammirano il Duomo e il Castello e le antiche residenze dei notabili di un tempo.

Il Duomo è un edificio grandioso, risalente al XVII secolo, che necessita comunque ancora di grandiosi restauri. Nelle vicinanze il palazzo dei Giurati, del XIV secolo, un tempo sede del Senato e del Municipio. Superata la cortina muraria, si accede al castello, poderosa opera di difesa, terminata nel XIII secolo sotto Federico II. Il portale è del XIV secolo. Nell’interno è da vedere la sala del Parlamento dove si trovano interessanti elementi architettonici.

La visita, comunque, non è ancora finita e può continuare con le chiese dell’Immacolata del XVII secolo, di San Rocco del XVI secolo e di San Papino del XVII secolo. Ma la vista comunque non sarebbe completa senza una sosta davanti ai numerosi palazzi secenteschi e settecenteschi che nobilitano la città.

Di pari interesse è l’itinerario archeologico che comprende una necropoli dell’età del bronzo e un campo di urne di tipo protovilloniano (sec. X-VIII a.C.) in vicinanza di piazza Roma, e un’altra necropoli che aveva scheletri inumati e vasellame di corredo (sec. XIV – XIII a.C.), in via Praticella.

Da Milazzo, oltre le gite alle isole Eolie con traghetti e aliscafi, e nel capoluogo Messina, si consigliano escursioni alla grotta di Polifemo e il giro in barca dell’intero promontorio. E vicino a Milazzo, Portorosa, grande centro turistico attrezzato con un grande porto, l’unico attrezzato di tutto punto per le barche da diporto.

(1998)