Pedara, lontano dal caos

A pochi chilometri da Catania un luogo ideale per rilassarsi e “staccare” dal caos della città. Origine greche, chiese e palazzi in pietra lavica e un territorio ricco di boschi e palmenti.

 

Un balcone di Palazzo Don Diego

I catanesi sono proprio fortunati. Quando vogliono staccare la spina perché superstressati, stanchi del lavoro, del caos cittadino e dello smog e decidono di ossigenare i polmoni, rilassare la mente e ritemprare il corpo, in pochi minuti raggiungono i dolci fianchi dell’Etna e i tranquilli paesi di mezza collina. E Pedara è il luogo ideale per rompere la routine.

Le origini di Pedara sono sfumate in quelle nebbie che ogni tanto avvolgono il paese nelle brutte giornate invernali, e sono cancellate dalle furie dell’Etna piuttosto che dall’incuria degli uomini. Il territorio ha subito la colonizzazione greca e poi la dominazione romana e a nord del centro abitato sono stati rinvenuti reperti del periodo imperiale. Lo stesso nome si pensa derivi o da coloni greci provenienti da “Epidaurum” nel Peloponneso, oppure dal fatto che in epoca romana nel sito esistesse un grande altare dedicato a Giove Etneo, da cui “apud aram”. Oggi infatti la via principale del paese si chiama “via Ara di Giove”.

Il primo villaggio sorse nei dintorni del monte Difeso e nel 1388 il vescovo della diocesi diede l’autorizzazione alla costruzione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Vergine. Il paese rimase sotto l’autorità del Senato catanese fino al 1640, quando venne venduto per 12.500 scudi al messinese Domenico Di Giovanni; divenne così il casale più ricco dell’Etna e fu elevato a baronia.

La Chiesa Madre di Pedara

Con l’eruzione del 1669 il territorio venne sommerso da un’imponente pioggia di ceneri vulcaniche, e pochi anni dopo distrutto dal terremoto del 1693. Solo l’opera del pedarese don Diego Pappalardo, cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano di Malta e Legato di fiducia dei Di Giovanni, spirito illuminato oltre che grande organizzatore, permise a Pedara di tornare agli antichi splendori.

Nel 1819 avvenne la proclamazione del primo sindaco con relativo consiglio comunale. Negli ultimi anni il paese ha ricevuto nuovi impulsi e si è arricchito di spazi verdi e di costruzioni che comunque non hanno intaccato il centro storico. Molte le chiese che meritano una visita, dalla “fortificata” chiesa Madre, in piazza Don Diego, alle chiese di Sant’Antonio, San Vito, San Biagio, Santa Maria della Stella, tutte trasudanti storia e tradizioni. Splendidi i palazzi nobiliari, da quello di Don Diego a quello di corso Ara di Giove, tutti con magnifici portali in pietra lavica e antichi balconi in ferro battuto. Passeggiare nel cento storico ricco di negozi e pasticcerie è piacevole, rilassante e interessante.

Vasto e vario il territorio pedarese che si snoda da quota 500 a quota 1400 metri, passando così da vigneti e frutteti a grandi boschi di castagni, robinie e querce. Andando in giro, sia al centro che in periferia, d’obbligo una visita negli antichi “palmenti”. Alcuni di essi ancora oggi in attività. Da non perdere le botteghe di alcuni artigiani scultori della pietra lavica in periferia (zona Tardaria) e un piccolo museo della pietra lavica lavorata artigianalmente.

Informazioni utili

Come arrivare: Pedara in provincia di Catania, si raggiunge facilmente da Mascalucia o da San Giovanni la Punta. In media 15 chilometri di strada in buone condizioni.

Cosa mangiare: La gastronomia locale è basata principalmente sui “funghi” ottimi e ben cucinati nelle trattorie e ristoranti locali. Numerose le pizzerie e i pub, rinomate le pasticcerie con vasta scelta e squisiti gelati. In estate molti i locali all’aperto. Da gustare le mele locali, nella qualità “cola” e “gelate”, e le pere “spinelle”. I vini, una volta vanto della “baronia”, oggi sono prodotti in piccole quantità, ma sono i migliori dell’Etna; solo che per poterli scovare non basta un buon cane da caccia, è meglio avere un buon amico.

Manifestazioni: Numerose le feste locali: da quella di Sant’Antonio Abate in gennaio a quella della Madonna in settembre, dalla “Estate Pedarese” con numerose iniziative a “Meletna” e alla “Sagra del fungo” in ottobre. A Pasqua interessante è, al Sabato Santo, la tradizionale “cascata da tila”, cioè la caduta di un’antichissima tela di 180 mq. che ricopre l’immagine del Cristo Risorto. A Natale in piazza Don Diego si svolge il “Natale attorno al ceppo”.

Alfio Triolo
(2006)