Tra mare e natura

Luogo incontaminato, la Riserva dello Zingaro è una continua sorpresa, tra vegetazione unica e incantevoli spiagge. Itinerario alla scoperta di un paradiso naturale.

 

Una caletta della Riserva

Alla fine degli anni Settanta veniva progettata e finanziata dall’ assessorato regionale al Turismo la costruzione di una strada litoranea fra San Vito lo Capo e Scopello, nel Trapanese. Uno degli ultimi tratti di costa incontaminata della Sicilia stava per essere stravolta da questo progetto che avrebbe aperto la “strada”, subito dopo, anche alla cementificazione. Le profonde ferite prodotte dai lavori di scavo sulla costa dello Zingaro fecero gridare allo scandalo.

Da questa “morte annunciata” prese inizio una vera rivoluzione culturale in Sicilia. Le proteste degli ambientalisti, degli uomini di cultura e della stampa sia siciliana che nazionale portarono al momentaneo blocco dei lavori. Da più parti si chiedeva di più: la salvezza della costa dello Zingaro con l’istituzione di una riserva naturale. Per la prima volta anche dei semplici cittadini scesero in campo per partecipare il 18 maggio 1980 alla marcia pacifica per affermare il diritto alla preservazione di quelle aree di grande interesse ambientale. L’approvazione da parte della Regione Siciliana non tardò ad arrivare. La prima ad essere istituita è stata la “Riserva dello Zingaro” che venne posta sotto la tutela del Demanio Forestale con una estensione di 1650 ettari e uno sviluppo costiero di sette chilometri.

Per arrivare alla Riserva, da Palermo si prende la A.29 in direzione di Trapani sino allo svincolo di Castellammare del Golfo. Si procede quindi per la S.S. 187 fino al bivio per San Vito lo Capo, si supera il paese e si arriva all’ingresso nord della riserva. E’ possibile accedere anche dal lato sud. In questo caso dalla S.S. 187 si prende lo svincolo per Scopello e si va in direzione della Tonnara di Scopello (merita una visita), la si supera e si arriva al posteggio dell’ingresso sud (imbocco della galleria).

Il nostro trekking comincia dall’ingresso nord, seguendo il tracciato principale: alla nostra sinistra in basso si apre la baia della Tonnarella dell’Uzzo con accanto il museo del mare. Dopo circa venti minuti, avendo superato l’area attrezzata, si devia a destra per Case Cosenza, il sentiero comincia a salire per inoltrarsi nel cuore di contrada Acci. La riserva è il regno della palma nana che incontreremo spesso durante il percorso, oltre al carrubbo olivastro e alla ferula con la macchia mediterranea.

Dopo un’ora facciamo sosta ad un abbeveratoio ai piedi di una falesia. Proseguendo lungo il sentiero incontriamo la strada carrabile proveniente da Portella Sauci, deviamo a sinistra e in leggera discesa arriviamo alle case di borgo Cosenza (circa 150 minuti dalla partenza). Da queste case, ancora utilizzate da alcuni pastori, si gode un meraviglioso panorama sul golfo e le insenature. Un piccolo fontanile ci permette di dissetarci, in una delle case visitiamo un antichissimo torchio.

Dopo la sosta riprendiamo il sentiero che comincia a scendere. Un silenzio amico ci accompagna con discrezione, si entra in simbiosi con la natura semplice di un luogo ancora integro. Dopo un’ora di cammino, superata una casa rurale, il sentiero si biforca: prendiamo a sinistra per contrada Sughero. Continuando a seguire il sentiero, deviamo nuovamente a sinistra, sotto di noi si apre il panorama della baia di torre dell’Uzzo. Poco dopo incontriamo la segnaletica, prendiamo a sinistra e seguendo il sentiero a picco sul mare lungo il parapetto in legno arriviamo alla grotta preistorica dell’Uzzo. Questa enorme cavità scavata nella roccia è stata abitata dall’uomo paleolitico, come hanno stabilito gli scavi archeologici effettuati in questo angolo dell’Isola.

Lasciata la grotta e superato il museo della civiltà contadina, arriviamo alla deliziosa spiaggia della Torre dell’Uzzo per un meritato bagno ristoratore in quelle acque cristalline. Dopo la sosta seguiamo il sentiero costiero che in mezz’ ora ci riporta all’ingresso nord, dove avevamo parcheggiati i nostri camper. Questo percorso può essere semplificato evitando la faticosa deviazione per borgo Cosenza in special modo durante i mesi estivi, seguendo il sentiero costiero fino alla grotta dell’Uzzo.

All’ingresso della riserva è consigliabile acquistare la cartina dello “Zingaro” per apprezzare in pieno le bellezze di questo angolo, ancora integro della Sicilia.

Alfio Triolo
(2007)